Dai dati della SIAE emergono interessanti spunti di riflessione: nel 2010 maggiori incassi grazie all'aumento dei biglietti e al merchandising, ma gli spettatori diminuiscono
I messinesi amano andare al cinema. Possibilmente nelle multisale, dove il menu dei film è più ampio. Lo dimostrano i dati tratti dagli archivi informatici della SIAE diffusi da Marcella Guaia, direttore SIAE Sicilia, che attestano come la nostra città si collochi al terzo posto, dopo Palermo e Catania, nella classifica relativa agli incassi sui film del 2010, e come oltre il 90% preferisca recarsi nelle multisale.
A dispetto delle apparenze e delle maldicenze (e la rima non è casuale), Messina è evidentemente una città che ama la cultura e l’arte, e ha soltanto bisogno di essere stimolata per dimostrarlo (vedi il successo della Notte della cultura, che ha mobilitato più di 50mila cittadini).
Considerata la Sicilia nel suo insieme, nel 2010 l’ammontare dei corrispettivi è passato da 32.779.638 (2009) a 34.324.944, con un aumento del 4,7% degli incassi lordi, ma anche degli eventi che da 90mila son passati a 125.729 (insomma, un +40%).
Tuttavia, è bene sottolinearlo: questi maggiori incassi sono dovuti all’aumento
dei prezzi e al merchandising, perché gli spettatori, in verità, sono diminuiti: l’intera Sicilia, signori, ha toccato un -7,64%.
Va detto che quello passato è stato un anno particolarmente ricco di eventi cinematografici. Su tutti, Avatar di James Cameron, uscito in Italia nel gennaio 2010, che non sarà stato certo il primo film in 3D, ma è stato quello più pubblicizzato, più atteso, e quello che, senza tanti giri di parole, ha fatto gli incassi maggiori della storia del cinema: un evento cinematografico del genere non poteva non avere influenza anche sulla nostra Sicilia (e a Palermo, infatti, è stato il film più visto in assoluto).
Certo, per i piccoli esercenti il periodo non è dei più brillanti. Segno dei tempi, e delle abitudini, che cambiano. Adeguarsi al 3D, in primo luogo, comporta delle spese di non poco conto ma che sono necessarie, dal momento che le produzioni cinematografiche sembrano aver virato verso un impiego costante della nuova tecnologia; a questo, bisogna aggiungere che il sempre più rilevante prezzo dei biglietti costituisce un freno allo stimolo del cittadino che voglia passare un pomeriggio o una serata a guardare un film in una sala cinematografica. Con la recente approvazione del decreto Milleproroghe, poi, le cose sembrano farsi ancora più difficili (il prezzo del biglietto aumenterà ancora di 1 euro).
Non possiamo che augurarci tempi più felici, se non altro affinché questo piacere possa essere vissuto da una più ampia fetta di spettatori. Ma l’amore per il cinema… quello resta sempre intatto.
Enrico Anastasi
