In occasione del concerto sinfonico, di fronte al “Vittorio Emanuele” Cgil, Cils, Uil e Cisal hanno organizzato una raccolta firme per sostenere la stabilizzazione dell'orchestra.
Un tentativo di sensibilizzare i cittadini e il mondo politico contro i tagli alla cultura. È stato questo l’obiettivo generale della protesta organizzata ieri pomeriggio, di fronte al Teatro Vittorio Emanuele, da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil comunicazione e Cisal, in occasione del concerto sinfonico in programma alle 21.
Una protesta nata, in primis, dall’annuncio dei tagli ai finanziamenti regionali al Teatro Vittorio Emanuele: le organizzazioni sindacali, in particolare, hanno organizzato una raccolta firme per sostenere la stabilizzazione dell’orchestra. I fatti sono questi: quattro mesi fa (fine 2010) la Regione Siciliana aveva restituito al CDA dell’Ente Teatro– dopo tre anni dalla sua redazione – la pianta organica che conteneva, tra le altre cose, anche la stabilizzazione dei professori dell’orchestra. Le organizzazioni sindacali sostengono che il CDA ha scelto di «accelerare i percorsi utili per l’equiparazione del personale, a tempo indeterminato, agli organici regionali, tralasciando, per un successivo momento di analisi, la redazione della nuova pianta organica». Da qui, la decisione di farsi sentire. I sindacati, infatti, sostengono che l’orchestra dovrebbe essere tutelata da una legge regionale in base alla quale, dal 2005, il 20% dei finanziamenti annuali, erogati all’Ente Teatro di Messina, «fosse finalizzato alla realizzazione di spettacoli che permettessero a questi lavoratori di effettuare il numero minimo annuale delle giornate lavorative e così consentire loro una qualche forma di garanzia economico/occupazionale».
Una norma che le organizzazioni sindacali ritengono non sia stata rispettata. Adesso ci si aspetta che la raccolta firme dia i suoi frutti: dimostrare che Messina «vuole mantenere in vita la cultura».
