Caro Renato ti scrivo così mi distraggo un pò e siccome sei molto VICINO più forte ti scriverò
Ciao Renato,
prendendo spunto dal primo verso di una delle più belle canzoni di Lucio Dalla ti voglio scrivere “forte” non perché sei lontano ma perché, al contrario, credo di esserti molto vicino e perché desidero che quanto ho da dirti venga letto dal maggior numero di persone possibile.
Hai lanciato un’idea tanto semplice quanto geniale per migliorare la città con il recupero di grandi aree centrali attualmente sottoutilizzate per trasformarle in polmoni verdi e renderle fruibili ai cittadini.
Le adesioni sono seguite a pioggia con disponibilità, impegni, appoggi e, forte di questo, stai giustamente lanciando la petizione per avanzare ufficialmente l’istanza.
Complimenti, la tua iniziativa è veramente lodevole e, anche se fa presumere tempi lunghi per la sua realizzazione, ha il merito di tenere alta l’attenzione sulla gestione del verde urbano.
Più che di attenzione si dovrebbe parlare di controllo del verde urbano; infatti, nell’arco di circa un anno la città è nuovamente assediata dalle erbe infestanti, le aree a verde con l’avanzare della stagione estiva saranno sostituite da erbacce, le spiagge sono luride.
Lasciando in pace i Pini della Circonvallazione (sui quali si è già detto e fatto troppo) sul Torrente Boccetta più di dieci querce, valutate fino a due anni fa’ in discrete condizioni da due diversi “gruppi di agronomi”, sono state sbrigativamente condannate all’abbattimento senza essere sostituite forse perché non degne di rappresentare la “storia e le storie della città” o per accelerare i lavori sottostanti, le palme di piazza Municipio sono state potate fuori periodo ignorando gli inviti di Istituzioni Universitarie e Regionali a non tagliare le foglie di questa specie per scongiurare il pericolo del Punteruolo rosso; inoltre, questa grave emergenza è monitorata da chi, non avendo studiato entomologia, non conosce gli insetti, i tipi e le metodologie di lotta, i prodotti da utilizzare e, soprattutto, le responsabilità che si assume.
E’ stato istituito un Comitato Tecnico Scientifico per la valorizzazione del patrimonio arboreo escludendo l’Ordine degli Agronomi ed inserendo professionalità sicuramente alte ma che hanno ben poco a che vedere con la specialistica gestione del verde in ambiente urbano.
I pochi (fortunatamente) lavori di potatura destano dubbi, certamente non per le capacità degli operatori, ma in considerazione delle direttive che questi eseguono e mi riferisco specificatamente al periodo scelto per gli interventi sui Ficus di Via Cannizzaro (piena vegetazione) ed all’eccessivo sviluppo verticale impartito ai bagolari di Via La Farina i quali, avendo un ancoraggio molto limitato, rischieranno di ribaltarsi a seguito dell’azione combinata del vento e del peso della nuova vegetazione.
Questa nuova gestione ha interrotto quanto fatto negli anni precedenti ignorando scelte e competenze senza proporre soluzioni alternative; le conseguenze di tale modus operandi hanno colpito gli anelli più deboli della catena.
E ora questi anelli deboli dormono da più di un mese davanti al Gran Camposanto, manifestano davanti la Prefettura, cercano di affrontare dignitosamente la vita di tutti i giorni mentre chi ha determinato questo stato di cose, potendo vivere senza problemi economici, aderisce al tuo Forum.
Renato, ti invito a parlare con questi ragazzi, a farti raccontare con quale forza molti di loro si erano aggrappati ad una seconda possibilità appassionandosi al loro lavoro per staccarsi da un passato difficile e, in molti casi, a sposarsi, a diventare padri per poi sentirsi nuovamente abbandonati.
Ho avuto la fortuna di conoscerli ed apprezzarli, Carmelo, Agostino, Nicola, Rosario che la sera controllavano sui loro libri quello che gli si diceva, Silvio, Peppe, Massimo, Claudio, Giovanni e gli altri che hanno dato l’anima per mettere in sicurezza i pini ora abbattuti, ed ancora Carmelo, Paolo, l’altro Paolo, Domenico, Pippo.
Ho avuto il piacere di difenderli quando il lavoro veniva aspramente criticato senza possibilità di replica da parte di uccellofili, amanti delle piante, esperti intercontinentali che niente hanno detto o stanno dicendo ora forse perché contenti di sedersi attorno ad un tavolo a parlare del poco che sanno.
Ricordo ancora con disprezzo il grande professionista il quale, sceso dal proprio attico, è corso a denunciare uno di questi operatori senza chiedere spiegazioni e senza curarsi di sapere che quell’uomo rischiava di avere revocato il permesso di lavorare solo per avere tagliato un grosso ramo; mentre ricordo con ammirazione i rimproveri subiti da Massimo che non tollerava di conoscere in ritardo il proprio compito giornaliero, tanto era preso dalla nuova esperienza e dal suo neonato da voler essere il primo ad iniziare e l’ultimo a finire.
Ti chiedo di parlare con loro, di farti raccontare le loro esperienze, quello che hanno sperato e quello che gli è stato negato affinché all’interno del Forum convergano altre forze sane che si sommino alla tua per conseguire i risultati voluti evitando l’inquinamento dei soliti sciacalli buoni a cavalcare le iniziative valide per coprire le proprie incapacità e favorire i propri interessi.
Renato, dopo aver parlato con questi ragazzi chiedi al Vescovo o al Prefetto di poter mettere a disposizione la sede per le prossime riunioni; secondo me, il pericolo di inquinamento sarà sicuramente minore.
Permettimi di concludere sostenendo che preferisco usare toni da Libro Cuore in favore di altri esseri umani (soprattutto se svantaggiati) piuttosto che di piante o di uccelli e di ricordare come, da agronomo libero professionista, non mi sono neppure proposto a questa amministrazione una volta appresa la ripartizione delle deleghe.
Con sincero affetto
Saverio Tignino
