L’Italia era unita già prima dell'Unità

L’Italia era unita già prima dell’Unità

L’Italia era unita già prima dell’Unità

giovedì 17 Marzo 2011 - 18:57

In Europa fu l’Italia a raggiungere per prima l’autocoscienza nazionale

La bolsa retorica unitaria risulta non meno stucchevole di quella che attribuisce al Risorgimento tutti i mali dell’Italia. L’Italia unita oggi è un fatto del quale bisogna prendere atto evitando però tutti quegli eccessi storiografici che tendono all’enfatizzazione di fatti e personaggi che tutto sono stati fuorché eroi.

Per molti – e chi scrive è tra di essi – i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia sono uno sfarzo tendente all’inutile che si fa dramma nel momento in cui festeggiare stride con le immagini e le notizie provenienti dal Paese del Sol levante. Il senso d’ingiustizia che si prova davanti allo tsunami che ha devastato il Giappone è uguale a quello che molti Italiani ancor oggi sentono pesare su di sé a causa di una storiografia che da sempre ha preferito esprimere una visione ideologica dei fatti piuttosto che raccontar loro la verità sul periodo risorgimentale. In un simile contesto allora più di mille festeggiamenti valgono le parole del Papa che, nel messaggio inviato al presidente della Repubblica, si è soffermato su un fatto tanto chiaro quanto sottaciuto e cioè che per «ragioni storiche, culturali e politiche complesse, il Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa, al Cattolicesimo, talora anche alla religione in generale. Senza negare il ruolo di tradizioni di pensiero diverse, alcune marcate da venature giurisdizionaliste o laiciste, non si può sottacere l’apporto di pensiero – e talora di azione – dei cattolici alla formazione dello Stato unitario».

Che il Risorgimento sia stato un fatto positivo sotto molti aspetti e che l’Unità d’Italia abbia apportato dei benefici è inutile negarlo però è meglio non esagerare. L’Italia era grande paese anche prima della sua unificazione. Come ricorda il cardinal Biffi nel libro “L’Unità d’Italia” – da poco pubblicato da Cantagalli – l’identità nazionale era già ben presente tra le genti che hanno popolato lo stivale anche prima dello sbarco di Garibaldi in Sicilia. Rivelatori e chiarificatori, rispetto a tanta retorica unitaria, risultano i commenti originalissimi e poco conosciuti di due grandi scrittori russi: Fëdor Michailovič Dostoevskij e Vladimir Solov’ev. Entrambi citati dall’Arcivescovo emerito di Bologna nel suo libro, entrambi dicono come la grandezza letteraria, artistica, scientifica, religiosa e sociale dell’Italia esisteva ed era ben solida già prima del 1861. Solov’ev addirittura si spinge sino al punto da sostenere che fra «tutti i popoli europei, il primo che raggiunse l’autocoscienza nazionale fu proprio l’Italia».

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