L’Arcivescovo ha rivolto un pensiero alle popolazioni africane e al difficile momento vissuto nel cuore del Mediterraneo, ma ha puntato i riflettori anche sulla complessa tematica del lavoro, «una vera e propria piaga sociale che impedisce di vivere con serenità»
Immigrazione e lavoro. Questi i due temi al centro del messaggio Pasquale dell’Arcivescovo Mons. Calogero La Piana, che con il cuore e con la mente, come spiegato nel corso della presentazione di questa mattina al palazzo Arcivescovile, vola nei martoriati paesi del nord-Africa dove migliaia di uomini, donne e bambini, cercano la via dal mare per sfuggire alla morte e alla distruzione, pur nella consapevolezza di non sapere se raggiungeranno la “terra promessa”. Terra che come Tempostretto.it ha avuto modo di documentare e raccontare in modo diretto negli ultimi giorni, viene identificata nelle coste lampedusane, dove continuano gli sbarchi di centinaia di immigrati, per lo più orami provenienti da zone di guerre e dunque richiedenti asilo. (l’ultimo ieri notte ndr).
«Siamo troppo concentrati su noi stessi – afferma mons. La Piana – è questo profondo egoismo ci impedisce di vedere l’altro, di comprenderne le sofferenze, di capire che ha bisogno del nostro aiuto. E’ come se esistesse una tribù che prende tutto per sé e con esclude gli altri non dando la possibilità a nessun altro di poter coltivare una speranza di vita. Ma la Pasqua – continua l’Arcivescovo – deve stravolgere questa logica, soprattutto perché la Pasqua cristiana significa condivisione, accoglienza e apertura nei confronti dell’altro. Bisogna educare la coscienza dell’uomo a fare questo».
Un egoismo di fondo quello di cui parla Mons. La Piana che molto spesso impedisce di interagire con chi ci sta intorno e che forse purtroppo, aggiungiamo noi, è spesso alimentato dall’assoluta mancanza di certezza nel futuro. L’Arcivescovo dedica non a caso una particolare attenzione anche al problema del lavoro, o meglio alla mancanza di lavoro, «una profonda piaga sociale che interessa la nostra città come tutto il resto del paese e che impedisce di poter vivere con serenità il presente». L’Arcivescovo non manca di rivolgersi alle istituzioni cittadine: «Bisogna fare il possibile per offrire opportunità di lavoro, incentivare lo sviluppo dando la speranza ai giovani, alle famiglie di affrontare con tranquillità la propria esistenza». Traendo spunto dalla scultura realizzata da due giovani artisti messinesi raffigurante la Madonnina e Forte San Salvatore, La Piana afferma: «Bisogna riuscire a valorizzare al meglio le bellezze che questa città offre perché esse rappresentano potenziali fonti di sviluppo e lavoro. Perché ad esempio non attivare dei collegamenti via mare verso il Forte, organizzare delle visite guidate, aprirlo alla città incrementando il turismo e creando così nuove opportunità di impiego. Mi rendo conto che esistono delle difficoltà da superare ma bisogna fare il possibile per andare oltre, solo così si potranno ottenere dei risultati e si potrà donare speranza».(Elena De Pasquale)
(foto Sturiale)
SABATO PROPORREMO IL MESSAGGIO INTEGRALE DELL’ARCIVESCVO MONS. LA PIANA SI IN VERSIONE VIDEO CHE TESTUALE

