Dopo 21 anni di indagini, depistaggi, archiviazioni, vengono riconosciuti come mandanti dell'omicidio due boss trapanesi.
E’ singolare come in Sicilia le cose ovvie abbiano bisogno di decenni per diventare realtà. Per questa strana regola la famiglia di Peppino Impastato ha dovuto aspettare vent’anni per sentir dire ad un giudice che il mandante dell’omicidio del proprio parente era Gaetano Badalamenti, prima ha dovuto ingoiare con rabbia, per anni, le illazioni che su di lui si facevano: prima che si fosse suicidato, poi che fosse morto nel tentativo di mettere una bomba sui binari del treno. Peppino Impastato, in Sicilia, prima è un suicida, poi un terrorista e dopo vent’anni diventa, finalmente, una vittima. E lo stesso è successo per Mauro Rostagno. Nei giorni scorsi è arrivata la notizia che per il suo omicidio sono stati accusati dal Pm Ingroia due boss di Trapani. Per ventuno anni si è scavato nella vita di Rostagno per cercare qualsiasi altra spiegazione a questo omicidio, la droga, le armi, addirittura il terrorismo. Mauro Rostagno un terrorista. Perchè in Sicilia è più facile credere che una persona che pratica nella propria vita la non violenza sia un terrorista piuttosto che ammettere che dava fastidio alla mafia. E di queste storie ce ne sono a decine, cadute nel dimenticatoio, archiviate, sommerse negli scaffali di qualche ufficio giudiziario in attesa che qualche giudice le tiri fuori e ne venga a capo. Intanto le famiglie soffrono ma soffre anche la nostra bellissima terra, privata dei suoi figli migliori.
