Crescono gli iscritti e si riducono gli insegnanti. E' l'allarme lanciato dai sindacati alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico
Le vacanze stanno volgendo al termine per quasi 8 milioni di studenti italiani. Da lunedì 10 settembre comincerà il rientro a scuola, preceduto, come ogni anno, dalle polemiche sul caro-corredo e dagli allarmi sulle cattedre scoperte e, quest’anno, con alcune novità al seguito.
I primi a tornare tra i banchi, il 10 settembre, saranno gli alunni di Lombardia, Molise, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano. Due giorni dopo, il 12, toccherà ai ragazzi del Friuli Venezia Giulia e della provincia autonoma di Trento. Giovedì 13 rientro in classe per gli studenti di Basilicata, Lazio e Toscana. Una settimana di vacanza in più per i ragazzi di Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Puglia e Sardegna che si rimetteranno lo zaino in spalla soltanto lunedì 17 settembre. Ultimi a varcare la soglia di scuola gli allievi siciliani: per loro il rientro è previsto il 18 settembre.
Si ripete anche quest’anno l’iniziativa -Scuola kit personalizzato-, promossa dalla Federcartolai, con il patrocinio dell’ Unione italiana genitori e di numerose istituzioni provinciali e comunali. Il corredo per lo studente, completo di materiale scolastico, dallo zaino al diario, dal quaderno alla cancelleria, avrà, come lo scorso anno, un prezzo massimo di 19,90 euro e sarà disponibile, fino ad esaurimento scorte, nelle cartolerie che hanno aderito alla promozione.
Crescono gli iscritti e si riducono gli insegnanti. E’ l’allarme lanciato dai sindacati alla vigilia della riapertura delle scuole. -L’esame delle diverse realtà territoriali mostra – ha denunciato il segretario generale della Flc-Cgil, Enrico Panini – situazioni pesantissime: riduzioni nel numero dei docenti, taglio degli insegnanti di sostegno a fronte di un incremento nel numero dei bambini disabili certificati, interruzioni di progetti di qualità in corso da anni in alcune province, autorizzazioni di classi a tempo pieno senza compresenza, una forte riduzione nei posti per quanto riguarda l’educazione degli adulti.
