Essere italiani per me significa che i Re Savoia e i Borboni (tra l’altro cugini) non erano poi così diversi (italiani appunto).
Essere italiani significa avere nel -dna culturale- una genialità creativa il cui lato positivo è un’arte, una letteratura, una musica, una cucina, una capacità di darsi da fare unici al mondo, il lato negativo è individualismo, furbizia, mancanza di senso civico e all’estremo, mafia.
Essere italiani vuol dire sentire che la situazione forse può essere disperata ma (quasi) mai seria, eccezion fatta per le sconfitte della nazionale di calcio.
Essere italiani significa avere un’ammirazione -a prescindere- verso i Paesi -più civili-.
Essere italiani è essere affezionatissimi al proprio campanile e disprezzare il campanile a 10 km da te dove, naturalmente, vivono selvaggi inferiori. In questo senso i leghisti, a loro insaputa e a loro dispetto, sono i più italiani degli italiani anche perché alla fine, essere italiani è chiamarsene fuori e pensare di non esserlo!
