Speciale Koiné - Quando la piazza decide la storia, un popolo che manifesta e vince per la libertà

Speciale Koiné – Quando la piazza decide la storia, un popolo che manifesta e vince per la libertà

Speciale Koiné – Quando la piazza decide la storia, un popolo che manifesta e vince per la libertà

domenica 13 Marzo 2011 - 11:19

Arriva un momento in cui l'equilibrio si rompe, la gente vuole cambiare e voltare pagina

Cosa insegna la storia?spesso questa domanda è risuonata nella mente di noi giovani in una di quelle interminabili lezioni volte a scoprire sia il nostro passato che quello di tutta l’umanità.

Insegna a paragonare,dicono i nostri professori, a capire e a ragionare in una realtà che regala archetipi sempre piu frequenti, ma a volte dolorosi, tristi, perchè parlano di morte, distruzione, crimini ,tanti a volte ,troppi, tutto per una parola molto semplice: democrazia. Sicuramente non si vuole fare riferimento, alla lotta di gruppi distinti di facinorosi, o di fanatici che inneggiano a fantomatici leader tutt’altro che pacifici ma a coloro i quali hanno fame di democrazia.

Già, nel nostro paese questa parola è spesso messa in discussione, è spesso plagiata da una cattiva classe politica, speculatrice e dedita solo ai propri interessi, ma forse ci si dimentica che ci sono paesi in cui questa parola neanche viene pronunciata, vive semplicemente nel cuore delle persone e si traduce in un disperato quanto legittimo bisogno di libertà. Sovente sui giornali e in TV ci appare un immagine sbiadita di democrazia in alcuni paesi, dove i diritti -sembrano -essere rispettai, dove sembra che le cose non vadano troppo male.

Viene un momento però, che qualcosa succede, che un a accumulo di cose finisce per rompere un equilibrio, ed ecco che allora la volontà della gente, di chi vuole voltare pagina, di chi spera in un futuro migliore, scende in piazza e manifesta, con forza, con energia, senza paura perchè troppe volte è stata in silenzio, troppe volte ha calato la testa, ma adesso è pronta a morire. A questo proposito la cronaca mondiale ci regala allarmanti quanto commoventi notizie su manifestazioni del genere:

1. il 14 Gennaio di quest’anno, dopo quasi 25 anni, finisce anticipatamente il mandato del presidente tunisino Ben Ali,fuggito all’estero a seguito delle rivolte popolari per il carovita(Ben Ali era salito al potere con un colpo di stato -silenzioso- nel 1987, favorito dall’Italia)

2.Dopo diciotto giorni di proteste l’11 Febbraio si dimette Hosni Mubarak, presidente dell’Egitto dal 1981.

3.Dal 16 Febbraio in Libia si è scatenata una rivolta contro la quasi quarantennale dittatura di Muammar Gheddafi, che nel 1969 è presidente dopo aver deposto re Idris. Egli non sta esitando a sparare sul popolo che manifesta usando mercenari e causando nei primi giorni piu di diecimila morti, non demordendo neanche di fronte alle minacce della Comunità Internazionale. La situazione è in una fase di stallo

Tutti questi esempi hanno un fattore comune: la piazza. Quante volte essa ha deciso la storia? quante persone sono morte per la libertà, per dare ai propri figli un futuro migliore? Se si va indietro nel tempo si scoprono subito avvenimenti analoghi a quelli sopra citati come la Rivoluzione Russa, costruita e guidata dalla gente ormai stanca dei sopprusi e dell’inettitudine di uno zar incapace che aveva ridotto il paese alla fame, un paese che aveva bisogno di una nuova era, di qualcuno che gli facesse credere che si poteva avere di meglio. C’è anche la Rivoluzione Francese, piu lontana ma non per questo meno importante, frutto anche questa volta di uno sfinimento da parte del popolo verso un re lontano dai bisogni del paese, troppo debole, ed anche in quel caso fu la piazza a decidere le sorti di un Stato.

Questi esempi sono emblematici di una comunione di ideali che oggi puntualmente si ripetono e che vanno incontro a reazioni analoghe ma non per questo meno rilevanti. E’ in un certo senso questi avvenimenti lanciano

un messaggio continuo che non può essere più nascosto: la patria , la nostra terra, è quella dove viviamo, dove cresciamo e costruiamo la nostra famiglia e sarà sempre giusto combattere per essa. La storia ci ha mostrato come da un parola, libertà, si possa costruire un modo di pensare che porti a cambiare qualcosa, la moltiplicazioni delle idee che coinvolgano, che affascinano , che inducono a combattere per queste , alla fine possono determinare le sorti di una nazione.

Il popolo, la piazza, la protesta è appunto questo: un organismo libero che si crea e che si disfa ogni qualvolta ci sia bisogno di rinnovamento, ed il suo potere cresce nel momento in cui l’idea diventa concreta, diventa realtà, diventa possibile. Dunque sta a noi, popolo sovrano, reclamare sempre lo spazio che ci spetta, perchè il passato ci ha mostrato come e quanto possa essere forte una piazza.

Valerio Calabrò IID

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