"Medici di carità": l'anima operativa dell'Help Center

“Medici di carità”: l’anima operativa dell’Help Center

“Medici di carità”: l’anima operativa dell’Help Center

mercoledì 27 Novembre 2013 - 23:34

Durante la conferenza “Scacco matto all'aterosclerosi?” presentati i primi numeri della struttura che presta assistenza ai disagiati presso la stazione centrale

Altruismo, competenze e solidarietà. Sono i valori che muovono il gruppo “Medici di Carità”, che ormai da qualche mese fornisce le proprie prestazioni volontarie presso lo studio “Help Center”, point specilistico istituito alla stazione centrale grazie a Caritas, S.Maria della Strada e Terra di Gesù. Dallo scorso maggio sono già state fornite 600 prestazioni gratuite, centinaia i farmaci donati e consegnati. E la richiesta è ancora in crescita. «Tanto è stato fatto in questo primo periodo, ma tanto ancora c’è da fare», ha detto il segretario dell’Ordine dei Medici, Salvo Rotondo, in occasione di una conferenza che si è tenuta lunedì presso la Sala Convegni. «Bisogna seguire l’esempio di Gesù che ci invita a mettere a disposizione degli altri il nostro essere, senza risparmiarci – ha affermato il direttore della Caritas Diocesana di Messina, don Gaetano Tripodo -. Bisogna crescere in generosità, è vero che c’è la crisi ma bisognare fare in modo che a pagarla non siano sempre gli ultimi».

L’evento era inserito nell’ambito della conferenza “Scacco matto dell’aterosclerosi?”, organizzata dall’Associazione cardiologia italiana, dal circolo Silone presieduto dalla dott.ssa Isabella Picciotto Morichetti e da Terra di Gesù. Il relatore, dott. Francesco Certo, ha illustrato gli ultimi progressi della medicina nella terapia delle malattie cardiovascolari. «L’Aterosclerosi è una patologia infiammatoria che colpisce il distretto aterioso, determinando lo sconvolgimento di placche responsabili, unitamente al danno microcercolatorio ed ischemico – ha spiegato Certo -. Può essere determinata da tanti elementi, scarsa attività motoria, alimentazione, stile di vita, fumo. Per il settore medico è come una partita a scacchi, tra la patologia e le terapie per combatterla. Entrambi sono certi di vincere, ma alla fine ha la meglio chi sfrutta a proprio vantaggio le condizioni generali».

Al termine dell’incontro sono stati raccolti dei fondi per l’ospedale congolese di Kpangi, che verrà ultimato nel 2014, e per il fondo farmaceutico dello studio “Help Center”.

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