I promotori chiedono interventi urgenti alle istituzioni: «Il mare ha diviso la spiaggia in due, a rischio la fruizione di un sito patrimonio Unesco»
«Un fenomeno silenzioso ma devastante: l’erosione costiera sta progressivamente cancellando l’arenile della splendida Baia delle Sabbie Nere». Il Comitato “Amici delle Sabbie Nere” lancia un grido d’allarme per «uno dei luoghi più incantevoli dell’arcipelago delle Isole Eolie».
Il gruppo di cittadini e frequentatori abituali dell’isola, fondato dall’ingegner Sergio D’Andrea, ha deciso di scrivere una lettera al sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, e alle autorità competenti, denunciando come la spiaggia, che fin dal 1961 affascinò persino la Regina Elisabetta, appaia oggi «profondamente sfigurata».
Una spiaggia spezzata in due
Secondo quanto riportato dai membri del Comitato, la situazione ha subito un’accelerazione preoccupante negli ultimi mesi. «Il mare è avanzato lungo la zona centrale della baia ed ha separato la spiaggia in due tronconi isolati oramai da un tratto di mare di circa venti metri», spiegano i promotori, aggiungendo che oggi «l’acqua marina si appoggia ai muri di cinta di un albergo oggi in disuso (Eolian Hotel) e di giardini di case private come fossero banchine di un porto, compromettendo irrimediabilmente la completa fruizione della spiaggia».
Vengono poi segnalati gravi problemi strutturali e di sicurezza. Nella zona di ponente, denunciano gli esponenti del Comitato, «è crollato parte del muro di contenimento del moletto adiacente la struttura alberghiera Mari del Sud» e le macerie sarebbero ancora «abbandonate nella battigia», rappresentando un «rischio infortunio» per i turisti e un ostacolo insormontabile per «portatori di disabilità, anziani e bambini».
Gli obblighi verso l’Unesco
Il Comitato richiama con forza le responsabilità delle istituzioni, ricordando che le Eolie sono patrimonio dell’umanità. «Tale status — si legge nella nota — comporta in capo all’Amministrazione Comunale in primis, oltre che al Demanio, dei precisi obblighi di preservazione dei luoghi». Gli attivisti sottolineano come, in base alla Convenzione del 1972, i siti vadano «conservati, protetti e trasmessi integri per le generazioni future».
Ma il recente stanziamento di 10mila euro da parte del Comune di Lipari per la “pettinatura” dell’arenile viene considerato insufficiente poiché, precisano, «nell’area invasa dal mare non sarà eseguibile» e sarebbe dunque preferibile procedere prima con «interventi più incisivi».
L’appello per un ripascimento immediato
Il rischio, secondo gli “Amici delle Sabbie Nere”, è che la situazione diventi irreversibile già dopo la prossima stagione estiva. «Se non si dovesse intervenire immediatamente con un ripascimento — avvertono — è reale il rischio che lo stato di arretramento della spiaggia possa estendersi progressivamente e in maniera permanente». Nel mirino anche lo stato del pontile d’emergenza, definito «gravemente danneggiato e inutilizzabile».
Il Comitato conclude la lettera chiedendo risposte chiare su come verranno impiegate le risorse disponibili, dalla tassa di sbarco ai fondi Pnrr, dichiarandosi pronto «a collaborare con le Istituzioni per offrire il proprio contributo al risanamento della spiaggia», ma ribadendo che l’intervento di ripascimento è ormai «urgente e improcrastinabile».





