Incontro a Palazzo Zanca fra i rappresentanti di quartiere, il sindaco e la deputazione regionale per discutere della proposta contenuta del Dpef regionale in cui si dispone l'eliminazione degli organi di decentramento. Compatta la posizione degli intervenuti: -Decisione da rivedere-
Conoscono il territorio meglio di chi lo amministra dall’ -alto-, ma soprattutto conoscono bene le vere esigenze dei cittadini. E per questo intendono far valere il proprio ruolo. Sono i rappresentanti della sei municipalità, ieri riuniti nella sala consiliare di Palazzo Zanca per fare il punto sul futuro delle circoscrizione. Perché le prospettive, almeno sulla base dei contradditori provvedimenti della regione, sembrano destinati a “tagliare” la testa agli organi di decentramento amministrativo. O almeno questo è stato scritto nel Dpef che prevede la cancellazione dei quartieri, nonostante, a metà settembre, l’assessorato regionale alle autonomia locali avesse diffidato i comuni di Catania, Palermo e Messina per la mancata attuazione della legge regionale che attribuisce poteri decentrati ai quartieri.
Per i presidenti circoscrizionali, ieri presenti al gran completo di fronte al sindaco Buzzanca , ai deputati regionali Filippo Panarello, Nino Beninati, Franco Rinaldi, all’assessore comunale al Decentramento, Franco Mondello, e ai segretari provinciale e comunale del Pd, Francesco Gallo e Giuseppe Grioli, è però giunto il momento di fare chiarezza. Una chiarezza messa nero su bianco anche sul documento presentato nel corso del dibattito, in cui si evidenziano tutte le esigenze e le richieste delle municipalità. Proprio quelle che verranno sottoposte all’attenzione del presidente dell’Ars Cascio il prossimo 3 novembre, giorno di convocazione dei presidenti delle circoscrizioni.
Nella parte centrale della nota, i quartieri considerati «i Consigli di circoscrizione indispensabili sedi di proposta per la risoluzione dei problemi dei territori di competenza e Istituzioni vicine al cittadino; e ritenuta necessaria la loro azione politico-amministrativa al fine del miglioramento, dell’efficienza e della economicità dei servizi pubblici, grazie anche all’utilizzo di strumenti di democrazia partecipata con cui possono essere coinvolti i cittadini nelle decisioni amministrative» propongono ai partiti politici siciliani di rivisitare tutta la normativa relativa al decentramento amministrativo. Tra le modifiche richieste l’elezione diretta del presidente del Consiglio circoscrizionale; la composizione dei Consigli proporzionale alla popolazione e al territorio; la soglia di limite massimo per gli oneri riflessi; ulteriore attribuzione di competenze alle Circoscrizioni, specificamente: manutenzioni stradali, impianti, arredo urbano e verde pubblico; previsione di uniformi metodi di esecutività delle deliberazioni dei Consigli circoscrizionali, sulla base di risorse finanziarie, personali e tecniche proprie dei Consigli, attraverso la formulazione di un bilancio circoscrizionale.
Un incontro che sembra dunque aver favorito la mobilitazione dell’amministrazione cittadina a tutela delle municipalità, il cui ruolo, pur dovendo evitare inutili sprechi, deve essere nuovamente valorizzato. A tal proposito il consigliere Armando Hyerace osserva: “Attuare finalmente il decentramento di funzioni, già per altro delegate, prevederne delle nuove come la manutenzione del verde o delle strade, valorizzare, in buona sostanza, finalmente questa forma importantissima di democrazia partecipata, vuol dire rendere più efficiente ed efficace l’azione amministrativa sul territorio. Oggi, pensare di ascoltare le primarie esigenze di una piccola comunità, sembra essere diventata una scocciatura per chi ci rappresenta a livelli alti, quasi un passaggio inutile. Si pensi, invece, come il ruolo dei consiglieri di circoscrizione, possa essere decisivo nel portare le istanze della comunità che rappresentano ed incidere in modo decisivo nell’indirizzo politico di una amministrazione”.
Cliccando su download la copia del documento sottoscritto dai quartieri
