Stretto di Messina, venerdì 17 aprile sciopero di 8 ore dei lavoratori Blu Jet

Stretto di Messina, venerdì 17 aprile sciopero di 8 ore dei lavoratori Blu Jet

Marco Olivieri

Stretto di Messina, venerdì 17 aprile sciopero di 8 ore dei lavoratori Blu Jet

lunedì 13 Aprile 2026 - 07:30

Ferrovie dello Stato comunica che non saranno garantite le coincidenze con i treni a lunga percorrenza. Ecco gli orari e le rivendicazioni sindacali

MESSINA – Sciopero del personale di Blu Jet venerdì 17 aprile dalle 9 alle 17. Le segreterie regionali Sicilia delle organizzazioni sindacali Filt e Uilt lo hanno proclamato e Ferrovie dello Stato aggiorna la cittadinanza: “Durante lo sciopero non saranno garantite le coincidenze con i treni a lunga percorrenza in partenza/arrivo a Villa San Giovanni. Informazioni sul sito“.

“Una mobilitazione per la continuità territoriale dello Stretto”

“Una mobilitazione per la continuità territoriale nello Stretto di Messina. In occasione dello sciopero dei lavoratori di Blu Jet, intendiamo lanciare una mobilitazione con presidio, invitando i cittadini di Reggio, Villa e Messina, tutte le forze politiche, associative, i comitati a denunciare con noi la situazione precaria che compromette il diritto alla mobilità”. Così Carmelo Garufi e Gianmarco Sposito, segretari della Filt (Federazione italiana lavoratori trasporti) Cgil Messina, che hanno promosso l’iniziativa assieme alla Uil trasporti. I due sindacalisti hanno scritto un appello per l’inizio di una mobilitazione che intende mettere al centro “la continuità territoriale tra le due sponde, oltre che le condizioni dei lavoratori che ogni giorno tra mille difficoltà la realizzano”.

“Condizioni salariali inadeguate, precarietà dei servizi, diritto alla mobilità sullo Stretto messo a dura prova”

Osservano Garufi e Sposito: “Ad oggi, in assenza di ponte sullo Stretto, sono questi lavoratori che garantiscono a milioni di passeggeri annui l’attraversamento. Purtroppo le condizioni salariali non sono adeguate al lavoro che svolgono. L’intervento di contratti integrativi differenti tra le varie aziende armatoriali che operano nello Stretto fanno nascere situazioni serie di dumping salariale. L’aspetto più sconcertante è che a percepire i salari più bassi sono i lavoratori delle aziende a carattere pubblico, quelle che avrebbero l’obbligo di garantire la continuità territoriale. Oltre questo aspetto, è proprio il diritto alla mobilità ad essere messo in discussione. Il collegamento sullo Stretto non garantisce i servizi adeguati e ogni passeggero è perfettamente consapevole della precarietà del servizio. Strutture fatiscenti, cantieri aperti, mancanza di percorsi adeguati per i cittadini che devono raggiungere eventuali altri mezzi per proseguire i rispettivi viaggi, rappresentano lo scenario che caratterizza la mobilità sullo Stretto. Vogliamo iniziare un’opera di sensibilizzazione che coinvolga anche i cittadini, e cambiare le cose”.

“No al ponte, sì a servizi efficienti. Strutture fatiscenti, cantieri aperti, mancanza di percorsi adeguati per i cittadini che devono raggiungere eventuali altri mezzi per proseguire i rispettivi viaggi, rappresentano lo scenario che caratterizza la mobilità sullo Stretto di Messina”. Così il Partito della rifondazione comunista aderisce all’appello lanciato dalla Filt Cgil Messina ad attuare un presidio per avviare una mobilitazione per la continuità territoriale nello Stretto. L’appuntamento è dalle 14,30 del 17 aprile davanti alla stazione centrale. A firmare la nota Tania Poguisch, segretaria Comitato Regionale Siciliano Prc, Alfredo Crupi, segretario Federazione Provinciale Messina Prc, e Antonio Currò, segretario Circolo “Peppino Impastato” di Messina.

“Sì a un contratto unico dello Stretto, basta iniquità salariali tra lavoratori”

Il Prc “sostiene da tempo che il ponte sullo Stretto non è la soluzione per garantire la continuità territoriale. “Il Ponte” c’è già, ed è rappresentato dalle migliaia di lavoratori marittimi che quotidianamente, attraverso il loro servizio, garantiscono ai cittadini il passaggio tra le due sponde. Lavoratori altamente professionalizzati che non vengono retribuiti adeguatamente. Rifondazione Comunista appoggia la rivendicazione dell’organizzazione sindacale che, mentre chiede di adeguare tutti i salari nello stretto, al contempo denuncia l’iniquità di una condizione salariale che marca profonde differenze tra i lavoratori a causa dei diversi contratti integrativi. Paradossalmente, a essere penalizzati sono proprio i lavoratori delle aziende a carattere pubblico, quelle che avrebbero l’obbligo di garantire la continuità territoriale. Giusto, dunque, rivendicare un contratto unico dello Stretto, che assicuri ai lavoratori un salario adeguato al costo della vita, e che impedisca anche forme di concorrenza sleale tra le aziende che operano nello Stretto”.

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