Cinque organizzazioni chiedono a chi dirige di mettere ordine nella "caccia alle deleghe". E i rumors parlano di un'incrinatura tra De Luca e Campagna
MESSINA – Non c’è pace in Atm. Ora una nota di Fit Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa Trasporti apre un nuovo fronte. Scrivono i sindacati per una volta in modo unitario: “La direzione aziendale avrà certamente notato l’anomalo flusso di adesioni sindacali che una singola sigla giornalmente registra presso l’ufficio protocollo. Fermo restando il diritto alla più ampia agibilità sindacale, il significativo numero di adesioni ottenute in pochi giorni lascia spazio al sospetto di, già viste, “macchinazioni”
esterne volte al controllo a distanza delle dinamiche aziendali attraverso il potenziamento numerico di un
singolo sindacato organico a tale progetto“.
“Chiediamo la collaborazione dell’attuale management di Atm”
Dovrebbe essere l’Ugl oggetto delle critiche degli altri sindacati a causa di una eccessiva vicinanza, secondo le cinque single, ai precedenti vertici della partecipata, con “una forsennata caccia alla delega”. I rumors parlano pure di una possibile incrinatura dei rapporti tra Cateno De Luca e l’ex presidente Giuseppe Campagna, attuale direttore generale della Città metropolitana e presidente dell’Azienda servizi municipalizzati di Taormina. Non proprio una figura marginale nella galassia deluchiana. Ma ora l’esigenza del leader sarebbe quella di salvaguardare la presidente Carla Grillo (nella foto con Campagna), spesso sotto attacco in questi mesi. Di sicuro, in questo periodo, l’utenza ha segnalato diversi disagi e la priorità deve essere salvaguardare i progressi avvenuti in questi anni. E rafforzare ancora il trasporto pubblico.
Ma torniamo ai sindacati, che si dicono “certi della totale estraneità dell’attuale management aziendale” da alcune pratiche di arruolamento che loro ritengono scorrette. L’attacco non è dunque rivolto alla presidente Grillo. Scrivono le organizzazioni: “Siamo a chiedere collaborazione per arginare un fenomeno che mina la serenità nei luoghi di lavoro”. Risultano pesanti i riferimenti alla “tattica di arruolamento”, con “amicizia” e canali preferenziali con “ex dirigenti aziendali che, a loro dire, detengono il potere di decidere le sorti di ogni singolo lavoratore”.
I sindacati invocano il ripristino della “meritocrazia” e chiedono la collaborazione di chi dirige adesso l’azienda, oltre ad annunciare denunce nelle “sedi deputate”. Con una possibile spaccatura, più che simbolica, tra la precedente presidenza e l’attuale.

La credibilità del sindacato come istituzione per me è pari a zero.
Quando “qualunquisticamente” si dice che i sindacati sono “venduti”, è la realtà, c’è poco da dire.
Poi che i rapporti tra Campagna e De Luca si stiano incrinando mi sembra una sciocchezza colossale.
Campagna è una creatura di De Luca, non ha alcuna autonomia, né politica né professionale.
Il presidente dell’ orbe terraqueo messo da tutte le parti come un soprammobile ha deciso di fare intendere che è vivo. Profeta!!!! Pensaci tu