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Terzo livello, condanna più leggera per la Barrile in appello

Alessandra Serio

Terzo livello, condanna più leggera per la Barrile in appello

mercoledì 16 Dicembre 2020 - 14:28
Terzo livello, condanna più leggera per la Barrile in appello

Condanna dimezzata per l'ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile al processo Terzo Livello. Tutti i dettagli

Condanne confermate in gran parte ma pena dimezzata, da 8 a 4 anni. Si chiude così il “secondo round” con la giustizia di Emilia Barrile, l’ex presidente del consiglio comunale di Messina imputata al processo Terzo Livello sulla “lobby” che le ruotava intorno durante il mandato, tra il 2013 e il 2018.

La Corte d’Appello ha rivisto in parte la sentenza emessa in primo grado nell’ottobre 2019 assolvendo la Barrile da un episodio di traffico illecito di influenze, dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio in concorso e trasformando l’accusa di induzione indebita in quella meno grave di traffico di influenze. La condanna per lei è perciò scesa da 8 anni e 3 mesi a 4 anni.

“Siamo soddisfatti a metà – ha commentato il suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro vi era margine per una revisione più liberatoria. Certamente andremo in Cassazione”.

La Barrile è ai domiciliari da più di 2 anni. Non vi è condono ma non rischia il carcere ed ha adesso margine per chiedere la revoca degli arresti “in casa”, ove il suo difensore lo ritenesse opportuno.

I giudici le hanno revocato l’interdizione perpetua dei pubblici uffici, trasformandola in temporanea, e hanno deciso l’interdizione legale per 5 anni, anziché per la durata della pena come deciso in primo grado.

Ad ottobre scorso la Procura Generale aveva chiesto ai giudici di secondo grado di confermare tutte le condanne per la Barrile.

La Corte d’Appello ha rivisto in buona parte il verdetto emesso dal Tribunale lo scorso anno, decidendo parecchie assoluzioni parziali e totali. Restano in piedi, invece, le accuse che riguardano la gestione della cosa pubblica, in particolare gli episodi relativi all’Atm e all’Amam. Le due partecipate del Comune di Messina quindi, rappresentate dall’avvocato Giovanni Mannuccia, dovranno essere risarcite.

Ecco il dettaglio della sentenza. Cadono tutte le accuse e vengono quindi scagionati completamente l’ex consigliere provinciale Francesco Clemente, difeso dall’avvocato Nunzio Rosso, e gli imprenditori di Santa Lucia sopra Contesse Angelo e Giuseppe Pernicone.

Scende a 4 anni la condanna anche per Marco Ardizzone, il più stretto “collaboratore” della Barrile in quegli anni. Gli altri sconti di pena: 1 anno e 8 mesi per Giovanni Luciano, 1 anno e 4 mesi per l’imprenditore Tony Fiorino; 1 anno e 3 mesi per Daniele De Almagro, ex direttore Amam; un anno e mezzo per Elio Cordaro, Michele Adige, Vincenza Merlino, infine Sonia, Teresa e Stefania Pergolizzi (pena sospesa per tutti). Due anni e 8 mesi la condanna per il costruttore Vincenzo Pergolizzi.

Revocati i sequestri delle società sequestrate, fatta eccezioni per beni e quote fino a 417 mila euro.

Impegnati nelle difese anche gli avvocati  Carlo Zappalà, Tommaso Autru, Carmelo Scillia, Isabella Barone, Alberto Gullino, Antonio Paratore, Alessandro Billè, Massimo Rizzo, Valentino Gullino.

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Un commento

  1. Tanto scruscio per poi mandare tutti a casa, la storia si ripete!!!!!
    Non entro certamente nel merito dei fatti realmente accaduti ma sicuramente nel metodo con cui si fa giustizia in questa Città e non solo!
    Mi vergogno per non essere riuscito a fare nulla per non fare andare via da Messina i miei figli!!

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