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Tra “paso doble” e tip tap chi mangerà la minestra a Palazzo Zanca?

Rosaria Brancato

Tra “paso doble” e tip tap chi mangerà la minestra a Palazzo Zanca?

domenica 12 Gennaio 2020 - 09:43
Tra “paso doble” e tip tap chi mangerà la minestra a Palazzo Zanca?

A pochi giorni dal voto sul cambio di passo il clima è quello di quando da bambini la mamma ci diceva: o mangi la minestra o vai a letto senza cena

Il voto in Consiglio comunale sul “cambio di passo” è come le verdure bollite che la mamma ci voleva fare mangiare da piccoli. E’ un piatto indigesto non tanto per la sostanza quanto per la vista e soprattutto per la minaccia “o ti mangi la minestra o digiuni”. Storcere il naso, dubitare di quel piatto “voglio i piselli ma non le carote, perché devo mangiarli per forza entrambi?” è stato il primo vero atto d’indipendenza ed autonomia dell’infanzia.

O ti mangi la minestra o….

A Palazzo Zanca la piattaforma Di De Luca è la stessa cosa per i consiglieri comunali. Le proposte sono condivisibili ed integrabili ma l’imposizione della “scatola chiusa” e la minaccia di dimissioni che potrebbe tornare ad ogni votazione, rappresentano per i consiglieri quello che per noi erano i “broccoli” nella minestra di mamma.

Tarantella e marcia militare

L’intergruppo è stato bocciato sul nascere perché sarebbe stata una resa senza l’onore delle armi. Sul “cambio di passo” invece sono fioriti i distinguo. Chi preferisce un passo di lato, chi lo vuol fare indietro, chi opta per la mossa del gambero, chi tip tap, chi tarantella, chi ballo della mattonella. Il timore per nulla infondato è che nelle intenzioni del sindaco sia una marcia militare.

Nessuno all’orizzonte

Sono convinta che il ritorno alle urne sia molto difficile e che solo De Luca lo voglia davvero. All’orizzonte, concordo con Emilio Fragale, non ci sono coalizioni né rivali in grado di affrontare una campagna elettorale come il sindaco che non ha mai smesso. Si troverà il modo di rendere le verdure più digeribili con qualche miglioria in cucina (non me ne voglia chef Caliri se uso questi paragoni gastronomici….).

La piattaforma del sindaco è condivisibile e l’idea di uscire dall’orlo del dissesto molto prima del previsto è realizzabile grazie all’ indubitabile azione di risanamento dei conti che è stata avviata. Ma De Luca ama ballare da solo e per di più imporre agli altri la marcia militare. D’Alia ha invitato al buon senso sia dell’Aula “vittima di logiche interdittive infantili” che di De Luca “a volte in piena tempesta ormonale”.  

Chi mangerà le verdure?

La domanda è chi si sobbarcherà, anche per tutti gli altri, la scelta di chiudere gli occhi e mangiare la minestra? Non siamo ipocriti: il voto sarà contato con il pallottoliere anche da chi agli occhi della città passerà per il condottiero anti De Luca.

Il passo a due di Picciolo

Ha ragione Beppe Picciolo quando dice due cose. La prima è che la modalità del passo deve essere paritaria: giunta e amministrazione. Pari dignità significa condivisione in una situazione, la seconda dal 2013, che ha visto un sindaco senza maggioranza in Aula. Per i messinesi il ballottaggio è un voto “contro” non un voto “per”. A causa del voto contro “l’ombra di Genovese” ci hanno rimesso le penne Felice Calabrò (centro sinistra) e Dino Bramanti (centro destra).

Lo “spauracchio” Genovese

Non a caso De Luca ha risvegliato lo spauracchio Genovese additando i consiglieri che a lui fanno riferimento come quelli che vogliono tornare alle urne per rimettere le mani sulla città. Il colpo non gli è riuscito fino in fondo perché Messina vive di rancori mobili pertanto anche gli stessi antigenovesiani poiché ora sono antideluchiani finirebbero con il plaudire chi fino a ieri definivano Satana. Prevale il rancore temporalmente più vicino.

“Cambi passo anche De Luca”

La seconda cosa che dice Picciolo a ragione è che il cambio di passo si deve fare con entrambe le gambe, altrimenti si finisce con l’inciampare. E di cambio di passo il sindaco in giunta non ne ha fatti e non ne vuole fare. In sostanza l’idea di Sicilia Futura è il “passo a due”: due danzatori che hanno perfomance individuali ma che solo in coppia rendono l’esibizione perfetta. Idea questa matematicamente irrealizzabile a Palazzo Zanca. Ci sono troppi/e primi/e ballerini/e e troppe/i ballerine/i per caso incapaci anche di mettersi le scarpette.

Il tip tap del Pd

Il Pd e Libera Me al momento hanno scelto il tip tap, perché non si capisce bene cosa vogliano fare. Alle prese con una mai ultimata ricostruzione del partito nel post Genovese, continui scismi e tentativi di rifondazione, la posizione del Pd è quella del “vorrei ma non posso”. L’idea è: vai avanti tu io poi decido.

L’opa di De Luca e il gambero

 I consiglieri di area genovesiana “risvegliati” da De Luca hanno optato per il “passo del gambero”. Hanno sostenuto il sindaco per gran parte dell’anno e mezzo ma adesso si sono accorti dell’Opa che De Luca ha lanciato sul centro destra. Anche qui sta funzionando il metodo del sindaco “divide et impera” e le fratture si vedranno nei prossimi giorni. De Luca mira alla leadership del centro destra. In uno dei suoi post-editti non a caso ha espressamente scritto Luigi Genovese e non Francantonio. Ha riesumato antichi spauracchi e poche righe dopo stanato Lega e genovesiani.

Il ballo del mattone a 5Stelle

Il M5S ha scelto il ballo del mattone. Sin dal primo giorno hanno deciso di restare immobili sul no. Più che un’opposizione costruttiva un’opposizione a oltranza. Il divide et impera del sindaco ha quindi trovato spazio anche qui.  I pentastellati del no hanno scritto che “De Luca rappresenta quanto più lontano ci sia dalla nostra visione etica, morale e umana della città, della politica e della democrazia”.

Strano che i 5stelle definiscano la propria visione etica morale e umana distante in modo abissale da De Luca ma abbiano condiviso per quasi un anno e mezzo il governo di un intero Paese con Salvini e la Lega. Una visione etica e morale a filarmonica. I dissidenti interni “dovranno rispondere delle loro scelte, in linea con il proprio “spessore” politico, tecnico e umano”, quindi,  come accade a livello nazionale rischia espulsione chi non condivide il pensiero unico. In questo i 5stelle hanno in comune con De Luca la stessa polarizzazione: chi non è con me è contro di me.

Il “paso doble”

L’impressione è che si prosegua per i prossimi mesi, più che con il “passo a due” auspicato da Sicilia Futura con il “paso doble”: una sfida tra toro e torero. Le mosse rendono visibili gli attacchi e le prove di sottomissione. E’ una danza per il “controllo dello spazio”, del territorio, del palcoscenico. E’ una danza di nervi e di resistenza.

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Un commento

  1. Gentile cronista, l’articolo è oggettivamente la rappresentazione della sua visione personale. Secondo me invece sarebbe interessante per i cittadini cogliere il vero spirito della città sull’argomento da Lei trattato mediante interviste ai rappresentanti delle categorie produttive, delle associazioni imprenditoriali, dei sindacati, insomma un’informazione pluralista che sia la cassa di risonanza di tutta la società civile su quello che il popolo si aspetta dalla politica e dai suoi rappresentati al di là dei comportamenti da “apprendisti stregoni” da parte dei nostri rappresentanti al Comune. Insomma una cartina di tornasole del grado di soddisfazione delle persone nei confronti di chi si è assunto delle responsabilità politiche, sia di amministrative che di controllo.
    Sono fermamente convinto che un approccio sistematico del genere farebbe molto bene alla nostra disgregata comunità.
    Un saluto cordiale.

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