Turisti canadesi salvati dal ciclone: "Tanta paura ma ringrazio i miei angeli e non ce ne andiamo"

Turisti canadesi salvati dal ciclone: “Tanta paura ma ringrazio i miei angeli e non ce ne andiamo”

Alessandra Serio

Turisti canadesi salvati dal ciclone: “Tanta paura ma ringrazio i miei angeli e non ce ne andiamo”

giovedì 22 Gennaio 2026 - 12:31

Diane e Mario, dal Canada a Taormina in vacanza, si trovano in balìa del ciclone Harry. Il racconto della notte da incubo

Taormina – “Stanotte ho conosciuto due angeli, ricorderemo sempre il nostro viaggio nella bella Italia nonostante tutto”. Così Diane, protagonista insieme al marito Mario del rocambolesco salvataggio, commenta la disavventura che l’ha vista protagonista insieme al marito il 20 gennaio scorso. Mentre il ciclone Harry infuriava sulla costa di Taormina, la coppia di turisti canadesi di circa 70 anni si è trovata isolata in un’abitazione fronte mare: non riuscivano a uscire per via della piena del torrente Sirina e delle mareggiate, non potevano restare lì perché la casa era già invasa dall’acqua. Erano senza luce, senza riscaldamento, i cellulari scarichi, infreddoliti e spaventati.

Insomma un incubo e un pericolo immenso, ma ne sono usciti grazie alla Polizia rurale del corpo agroforestale, ai comandi del dirigente capo Lino Ilacqua, e dei Vigili del Fuoco. Un salvataggio che li ha commossi al punto che non hanno alcuna intenzione di interrompere la vacanza e addirittura chiedono di tornare, appena possibile, in quella abitazione diventata per alcune ore una pericolosissima trappola.

B&b sul mare: da sogno a incubo dei vacanzieri

A condurli al sicuro sono stati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Antillo insieme all’ispettore Salvatore Saporita e il comandante Francesco Scilipoti della Polizia Rurale. L’allarme è scattato quando la proprietaria del b&b dove erano alloggiati ha perso il contatto con loro. Intorno alle 20 di martedì il cellulare dei coniugi ha smesso di funzionare. I due avevano scelto quell’alloggio nei pressi del Sirina perché a ridosso del mare: da lì potevano godersi l’aria e la vista del blu ogni qual volta si affacciavano alla finestra, potevano scendere in spiaggia in pochi minuti. Non immaginavano che quel mare si sarebbe ingrossato tanto da arrivare a circondare letteralmente la struttura turistica, ritrovandosi con le mareggiate che spingevano sulla parte anteriore dell’abitazione, mentre sulla parte posteriore si faceva strada il vicinissimo torrente Sirina ingrossato dalle piogge e straripato.

In poche ore i due hanno visto il mare entrare in casa e allagarla e si sono ritrovati impossibilitati a fuggire, isolati, impossibilitati a comunicare: il ciclone Harry infuriava e loro erano totalmente soli impotenti. Dietro casa il Sirina scendeva a valle sempre più gonfio, davanti il mare risaliva la costa e le onde spesso si infrangevano oltre il tetto del b&b.

Il salvataggio

Quando Scilipoti e Saporita hanno provato ad avvicinarsi all’abitazione, allertati dalla Polizia Municipale, la loro jeep ha rischiato di essere trascinata dalla furia delle onde. “Ho temuto per la mia vita, ad un certo punto ho anche considerato l’idea di abbandonare l’impresa, ma ho pensato ai due malcapitati e non me la sono sentita. “Guarda, qui ci sono solo due possibilità – mi ha detto il collega – o riusciamo a salvarli o muoriamo anche noi”. Così abbiamo chiamato i Vigili del Fuoco e, nell’attesa, abbiamo proseguito a piedi verso l’abitazione, guadando letteralmente il fiume con gli attrezzi addosso”.

Scilipoti non nasconde di avere ancora i brividi nel raccontare quei momenti. “Insieme ai Vigili del Fuoco siamo riusciti a raggiungere il b&b e appena la coppia ci ha aperto e abbiamo illuminato il locale con una torcia ci siamo resi conto delle condizioni drammatiche e del rischio enorme che hanno corso: oltre a trovarli spaventati ed infreddoliti, ho notato è che i muri erano già crepati per via dell’acqua, le onde avevano sovrastato l’abitazione più volte, uno dei muri avrebbe potuto crollargli addosso se la mareggiata avesse continuato a infuriare e loro si fossero trovati ancora lì dentro intrappolati”. Invece Diane e Mario sono stati portati in salvo, riuscendo ad uscire grazie ai soccorsi non appena il Sirina ha consentito il guado, e sono stati ospitati in un albergo su invito del Comune di Taormina, che si è detto disponibile a farsi carico delle spese.

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