Un radar meteorologico sui Monti Peloritani per proteggere Messina

Un radar meteorologico sui Monti Peloritani per proteggere Messina

Daniele Ingemi

Un radar meteorologico sui Monti Peloritani per proteggere Messina

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sabato 25 Aprile 2026 - 13:07

I Monti Peloritani, con le loro cime che dominano lo Stretto e la città di Messina, potrebbero presto ospitare un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza del territorio, un radar meteorologico dedicato alla sorveglianza dei fenomeni atmosferici, mediante la tecnica del cosiddetto “nowcasting”. L’idea, da tempo discussa tra meteorologi, esperti di protezione civile e amministratori locali, mira a colmare una lacuna importante nella sorveglianza dei fenomeni meteo estremi che troppo spesso colpiscono il messinese.

Una delle aree più esposte al rischio alluvioni lampo

La provincia di Messina è storicamente vulnerabile agli eventi meteorologici avversi. I Peloritani, grazie alla loro posizione esposta e alla conformazione orografica, favoriscono la formazione di temporali autorigeneranti, capaci di causare nubifragi e precipitazioni intense concentrate in poche ore. Negli ultimi anni si sono verificati episodi drammatici, dai 250-300 mm di pioggia caduti in poche ore su Roccafiorita, Itala o altre zone interne, fino alle alluvioni lampo che hanno causato frane, allagamenti e gravi disagi alla popolazione e alle infrastrutture.

Il ricordo del disastro del 1° ottobre 2009 rimane vivo, ma anche eventi più recenti (2022, 2023 e 2024) hanno dimostrato quanto sia difficile prevedere con precisione l’evoluzione di questi fenomeni senza un monitoraggio ravvicinato, con infrastrutture adeguate, all’avanguardia per un territorio complesso.

I limiti dell’attuale rete

Attualmente, la Sicilia si affida principalmente ai radar della Protezione Civile nazionale e a immagini composite da stazioni più distanti (come quelle di Palermo o della Calabria). Questi strumenti offrono una copertura generale utile, ma presentano limiti significativi nella zona dello Stretto. La distanza, l’orografia complessa dei Peloritani e l’effetto di “ombra radar” causato dalle montagne a sud-ovest riducono la risoluzione e la tempestività dei dati su Messina e sulle sue zone collinari e costiere. A volte, con cumulonembi che hanno basi di 500-400 metri (da dove parte il nubifragio), l’effetto ombra dei rilievi sottostima di molto le precipitazioni, lasciando la città ceca.

Perché un radar sui Peloritani?

Un radar Doppler o a doppia polarizzazione installato su una delle cime più elevate dei Peloritani (ad esempio in aree come Montalto, Dinnammare o zone limitrofe accessibili ma elevate, permetterebbe di superare questi limiti tecnici. Grazie alla vicinanza e all’altezza, il nuovo radar garantirebbe una copertura ad alta risoluzione su tutta la città di Messina, sullo Stretto, sui versanti tirrenico e ionico dei Peloritani e sui comuni limitrofi. Sarebbe in grado di rilevare con precisione l’intensità delle precipitazioni, la velocità e la direzione dei venti in quota, la formazione di celle temporalesche autorigeneranti e il rischio di grandine o nubifragi improvvisi, con un anticipo utile per attivare i sistemi di allarme. Un radar Doppler a doppia polarizzazione, tecnologia ormai standard nei sistemi moderni, consentirebbe inoltre di distinguere tra pioggia, grandine e neve, fornendo dati preziosi sia per la Protezione Civile

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