La federazione cittadina di Azione Giovani ribadisce che l'interesse è solo quello di tutelare gli studenti. Intanto uno dei ragazzi intervistati nel servizio trasmesso ieri definisce strumentale il montaggio della notizia da parte della Rai
Questa mattina nella Sala Giunta della Provincia Regionale di Messina, a seguito della puntata di Domenica-In andata in onda ieri pomeriggio i è discusso ancora del caso dell’Università di Messina. A volere l’incontro la Federazione cittadina di Azione Giovani che, unendosi a quanto dichiarato ieri dai rappresentanti degli studenti intervenuti in trasmissione, ha ribadito come l’unico interesse dei ragazzi sia quello di difendere la loro dignità di universitari messinesi.
Ad intervenire diversi rappresentanti del movimento giovanile di area An. Tra questi il Coordinatore Cittadino Ciccio Rella: “A noi non interessa difendere il Rettore, ne attaccarlo o condannarlo. Il nostro ruolo è quello di tutelare gli studenti e la loro immagine. Tutelare il diritto allo studio e la valenza di un titolo di studio acquisito nell’ateneo peloritano. Sono state create delle fazioni che in questo momento non giovano a nessuno-. Il consigliere provinciale si è detto favorevole alla costituzione di una commissione ministeriale, ma che non si fermi solo alle procedure concorsuali. “I processi in tv? Preferiamo che sia la magistratura a valutare ed individuare gli eventuali colpevoli. Ripeto, a noi interessa solo tutelare i ragazzi che studiano veramente-.
Un concetto ripreso anche Giacomo Signorino, consigliere del corso di laurea della Facoltà di Economia: “Non ci stiamo di fronte ad un attacco gratuito agli studenti messinesi definiti ‘conniventi’. A maggior ragione quando si prendono di mira i rappresentanti, che hanno come compito quello di fare da connettore tra gli organismi, di occuparsi del miglioramento dell’attività didattica e non dei concorsi. Chi lavora tutti i giorni per migliorare le condizioni della propria facoltà non può non essersi sentito denigrato dalle parole che sono state spese a nostro sfavore. Anche perché non c’è solo il fango gettato, ma ci sono anche professori con pubblicazioni e tanto altro alle spalle-.
Necessaria comunque un’ulteriore linea di trasparenza per Enzo Fabiano, consigliere di Facoltà ad Ingegneria: “Non critichiamo chi è andato ieri a Domenica In, ma noi abbiamo voluto lanciare un segnale in maniera diversa, non cedendo il passo a strumentalizzazioni. Ma necessario sarà fare chiarezza ed evitare che in futuro scoppino nuovi casi di questo tipo-. Infine la proposta di Vittorio Visalli, consiglieri di Facoltà a Giurisprudenza: commissioni miste, composte da professori della facoltà e da docenti esterni.
E intanto questa mattina Ferdinando Piccolo, uno dei ragazzi intervistati dal giornalista dell’Arena di Domenica-In il cui servizio è andato in onda proprio ieri pomeriggio, definisce assolutamente tendenzioso il montaggio delle dichiarazioni rilasciate dagli universitari chiamati in causai, creato ad arte per le esigenze della trasmissione. Lo studente infatti scrive: -Ancora una volta all’arena di Giletti l’informazione pubblica è stata stravolta. Molte delle interviste rilasciate ai giornalisti della rai sono state infatti modificate stravolgendo così il senso delle affermazioni degli studenti e soprattutto dei rappresentanti degli studenti, che si sono sentiti offesi, per il trattamento ricevuto. Dalle interviste si evince la mala fede del conduttore, che senza mezzi termini, ha usato le nostre dichiarazioni per poter presentare ai telespettatori un’informazione falsa e subdola. Gli studenti chiedono che le loro interviste vengano pubblicate per intero, per ribadire il diritto d’informazione giornalistica. Ancora una volta si cerca di puntare il dito contro il rettore Tomasello, buttandolo nel ridicolo, e soprattutto usando gli studenti-.
Emanuele Rigano
