Cancelli sbarrati all’ Università ed accesso vietato agli studenti dopo le 20: il collettivo ‘Unime in protesta’ insorge

Cancelli sbarrati all’ Università ed accesso vietato agli studenti dopo le 20: il collettivo ‘Unime in protesta’ insorge

Cancelli sbarrati all’ Università ed accesso vietato agli studenti dopo le 20: il collettivo ‘Unime in protesta’ insorge

giovedì 24 Marzo 2011 - 08:55

Gli univeristari chiedono un confronto con Tomasello sui problemi dell’Università e ribadiscono la richiesta di un dibattito pubblico aperto a tutta la cittadinanza

Clima teso nella serata di ieri nell’Ateneo peloritano. In un comunicato, gli studenti di ‘Unime in Protesta’, che da mesi utilizzano l’aula ex Chimica come sede di iniziative extra accademiche, «durante il seminario del Dott. Camarata sulla psichiatria, previsto prima della proiezione del film di A. Celestini -La pecora nera- (nell’ambito del cineforum sugli “universi concentrazionari”) le guardie giurate che presidiano il Rettorato hanno ricevuto dalla pro-rettrice De Pasquale l’ordine di impedire agli studenti interessati l’accesso all’Università dalle ore 20.00 in poi». Una vera e propria doccia fredda per gli universitari da giorni «in trattativa con i vertici dell’Ateneo, i quali non avevano alluso, in alcun modo, alla possibilità di un’eventualità del genere». Dopo quanto accaduto ieri sera il collettivo di ‘Unime in protesta’ fa sapere di non essere più disposto« ad accettare interlocuzioni semi-privatistiche tra una nostra delegazione e i vertici dell’Ateneo» e chiede che «l’intera comunità accademica (docenti, ricercatori, studenti) venga investita di questa questione».

Gli studenti sollecitano, inoltre, il rettore Tomasello ad accettare «un confronto pubblico – di fronte alla stampa e ai mezzi di informazione – sulla condizione dell’Università nella nostra città. Davvero – si chiedono siamo noi il problema più rilevante? Davvero la nostra fitta attività sociale e culturale, riconosciuta da autorevolissimi interlocutori esterni all’Ateneo (il Cesv, il Museo del Fango, l’ingegnere capo del genio civile Sciacca, l’Unione per la cultura, la Rete No Ponte), è motivo di preoccupazione per un’Università che avrebbe questioni ben più cogenti e drammatiche con cui misurarsi? ». Il collettivo ‘Unime in protesta’ ha già individuato gli argomenti di cui vorrebbe discutere pubblicamente, che sono i seguenti: l«o stato di degrado e di dismissione in cui versano gran parte delle strutture di questo Ateneo ; – la gratuità dei trasporti via mare per gli studenti pendolari e dei servizi di trasporto per gli studenti con sede universitaria in provincia; l’implementazione dei servizi di navetta che collegano il capolinea del tram ai Poli Universitari dell’Annunziata e del Papardo;- il rimborso delle tasse – in percentuale proporzionale al numero di corsi non effettuati nell’anno accademico 2010\2011- per tutti gli studenti che, subendo sulla propria pelle i tagli al Sapere pubblico e la mortificazione del ruolo dei Ricercatori imposti dalla riforma Gelmini, non hanno avuto la possibilità di frequentare i corsi previsti per il proprio corso di laurea; – l’apertura di aule studio e\o luoghi di cultura e socialità extracurriculare in ogni plesso universitario; la fine dell’occupazione di uno spazio, che doveva essere destinato alle giovani imprese, da parte di Eurolink – general contractor della società Stretto di Messina per la costruzione del Ponte sullo stretto».

In conclusione del documento, gli studenti ribadiscono «la richiesta di un dibattito pubblico aperto a tutta la cittadinanza, durante il quale le figure istituzionali che rappresentano questo Ateneo espongano a chiare lettere la loro posizione rispetto alle proposte da noi avanzate.»

Foto Sturiale

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