Il -caso concorsi- solo un polverone. Per i requisiti richiesti e le modalità di espletamento Tomasello invoca la normativa

Il -caso concorsi- solo un polverone. Per i requisiti richiesti e le modalità di espletamento Tomasello invoca la normativa

Redazione

Il -caso concorsi- solo un polverone. Per i requisiti richiesti e le modalità di espletamento Tomasello invoca la normativa

giovedì 18 Settembre 2008 - 10:56

«L'Università non può risolvere tutti i problemi lavorativi della città»

Una conferenza stampa di chiarimento quella svoltasi questa mattina presso l’Accademia dei Pericolanti dell’Università di Messina, voluta dal Rettore Francesco Tomasello (nella foto), per mettere fine, almeno da parte dell’Ateneo, alla polemica scatenatasi negli ultimi giorni, a seguito della pubblicazione dei bandi di concorso per il reclutamento di personale tecnico amministrativo.

Alle 10,30 in punto Tomasello ha preso la parola, e con documenti, numeri e normative alla mano, ha elencato uno dopo l’altro, replicando, i -capi d’accusa- che i rappresentanti di Cisl Università, Uil Università e Csa della Cisal hanno mosso in merito alle, a loro avviso, dubbie modalità di organizzazione dei concorsi.

«Parto subito indicandovi una cifra, 577. Questo il numero di cessazioni degli incarichi tra le file del personale dell’Università e del Policlinico, registrato nei cinque anni della mia amministrazione, nell’arco di tempo 2004-2008, per una media di 115 di unità l’anno. I fronti rimasti più sguarniti – ha continuato Tomasello, sempre con carte alla mano – sono quelli dei tecnici di laboratorio e dell’amministrazione dell’azienda Policlinico, con tutte le conseguenze negative che ciò rischia di creare sul fronte della competitività del nostro Ateneo.»

Questo perché il decreto ministeriale n°270, già entrato in vigore, prevede la necessità di un adeguamento, nei suddetti settori e in quelli oggetto dei vari bandi di concorso, da parte di quelle Università che ancora non l’hanno fatto, entro il più breve tempo possibile. «Va da sé – ha dunque affermato Tomasello – la nostra necessità di bandire i concorsi in tempi rapidissimi, al fine di evitare un fallimento che sarebbe da considerarsi tale non per me, ma per l’intero Ateneo e non ho intenzione di assumermi una responsabilità del genere.»

Tomasello risponde con decisione alle accuse e alle riserve avanzate dai sindacati in merito all’-elevato- grado di requisiti necessari per poter prendere parte anche ai concorsi relativi alle fasce C e B, quelle di minore livello, ed alle perplessità relative alla contemporaneità nelle date delle prove: «Anche in questo caso faccio riferimento alle carte, in particolare all’art 37 del decreto legislativo 165, che prevede anche per accedere ad incarichi che non fanno parte delle -elevate professionalità-, la conoscenza di nozioni, anche minime, di informatica e lingua inglese. Per quanto riguarda poi le critiche relative al contemporaneo svolgimento di tutti i concorsi, i rappresentanti sindacali dovrebbero ricordare, ed è quanto ho fatto loro presente in occasione dell’incontro di martedì, che sono stati loro stessi, all’unanimità, ad accettare tale possibilità, vista l’urgenza della situazione».

Come ulteriore garanzia di trasparenza il Rettore ha dato piena possibilità di accesso, a chi lo ritenga necessario per avere ulteriori chiarimenti, alla documentazione «che mostra – ha affermato con fermezza il rettore – la totale e completa infondatezza del polverone sollevatosi in questi giorni. Mi dispiace deludere le -speranze- di quanti sono ancora convinti che questa amministrazione, con il suo lavoro, miri a -confezionare- vestiti per chi li deve indossare, perché questi tempi sono finiti».

Una sola l’attenuante, rispetto a quanto verificatosi, quella che il Rettore -si sforza- di prendere in considerazione: «Mi rendo conto che ci troviamo a lavorare in una realtà in cui l’elevato tasso di disoccupazione contribuisce ad esasperare una situazione già di per sé critica, ma non si può pensare che l’Università possa risolvere tutti i problemi lavorativi della città. Essa rappresenta in primis un istituto di cultura e come tale mira a premiare i migliori ed i più meritevoli».

«La conferenza che ho fissato per questa mattina – ha concluso Tomasello – è l’ultimo atto della spiacevole situazione che in questi giorni si è venuta a creare e che ha visto l’attività di questa amministrazione ingiustamente ed arbitrariamente attaccata da parte dei sindacati. Ritengo – ha aggiunto – che il fatto che l’incontro di questa mattina arrivi subito dopo una riunione avuta con gli stessi sindacati ed una seduta di Senato accademico, dimostri, da parte mia, una grande correttezza e la volontà di mettere fine alle polemiche una volta per tutte.»

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