La denuncia è del sindacato autonomo OrSa, che proclama lo stato d’agitazione di tutto il personale addetto
Quarantaquattro “fogli di via” nel settore dei servizi di pulizia del Policlinico.
L’ATI Miles/Mts, aggiudicataria dell’appalto per la Pulizia generale e sanificazione presso l’azienda di viale Gazzi ha inviato un provvedimento di licenziamento collettivo.
Sui quarantaquattro addetti ai servizio incombe adesso l’incubo della disoccupazione. La denuncia arriva dall’Orsa, che in una lettera inviata ai rappresentanti del Consorzio Stabile Mile, al direttore generale dell’azienda universitaria ospedaliera, Giuseppe Pecoraro,alla Commissione di garanzia scioperi nei pubblici servizi L. 146/90e ed all’ Osservatorio dei conflitti, dichiara «l’inevitabile Stato di agitazione di tutto il personale addetto alle pulizie presso il Policlinico di Messina». In base a quanto si legge nella lettera firmata dalla sindacalista Francesca Fusco, l’azienda avrebbe deciso di «ipotecare il futuro di quarantaquattro famiglie perché l’ente appaltante, a causa di dichiarati motivi tecnici, non gli riconosce una cifra irrisoria».
«L’azienda appaltatrice – continua la Fusco – dichiara che soltanto l’utilizzo di ammortizzatori sociali potrebbe garantire i posti di lavoro e gli utili previsti, ma all’attento osservatore non sfugge che l’utilizzo del proposto contratto di solidarietà e la conseguente riduzione delle ore di lavoro pari al 20% sono assolutamente eccessivi. I lavoratori a cui andrebbe applicata la diminuzione delle ore lavorative sono circa duecento, è di facile intuizione che la somma corrispondente è di gran lunga superiore ai 18.000 euro di taglio comunicati dal Policlinico».
Secondo la rappresentante sindacale «lo strumento risolutivo non può essere sempre ridotto alla minaccia di licenziamento di massa, le aziende oltre a guardare al bilancio hanno il dovere di organizzare opportunamente la produzione per garantire i livelli occupazionali nella città che offre loro l’opportunità di accumulare profitto».
L’OrSa chiede pertanto all’A.T.I. «in indirizzo di ritirare il provvedimento di licenziamento posto in essere e aprire la discussione con tutte le parti sociali» e si dice disponibile alla concertazione per il raggiungimento di auspicate soluzioni condivise».
