I ricercatori giudicano inoltre «gravissimo il boicottaggio dell’incontro con l’Ingegnere capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca e con i rappresentanti del Museo del Fango»
I ricercatori della Rete29Aprile scendono in campo in difesa degli studenti del collettivo “Unime in protesta”, lasciati improvvisamente fuori dall’aula ex Chimica, e criticano l’atteggiamento intransigente assunto dai vertici dell’Ateneo peloritano. In “comunicato di solidarietà” gli studiosi elogiano gli universitari per le numerose attività culturali organizzate (seminari, presentazioni di libri, cineforum) e ricordano che «l’aula non è stata “occupata” ma offerta dal Rettore in un incontro a cui hanno partecipato diversi studenti e Ricercatori e durante il quale il Rettore ha espresso apprezzamenti per l’iniziativa. L’aula – continuano i ricercatori – è stata autogestita in piena responsabilità ed è stata trasformata da luogo spento, sporco e inutilizzato in luogo vivo». Gli adepti di Rete29Aprile sottolineano inoltreche non esistono, come invece sostengono i piani alti dell’Università, problemi logistici e di organizzazione con la Facoltà di Giurisprudenza, in quanto «gli studenti hanno più volte affermato, in lettere ufficiali e in colloqui con i vertici dell’Ateneo, la volontà di una co-gestione che sarebbe andata incontro a tutte le esigenze».
I ricercatori ribadiscono quanto fosse importante poter usufruire liberamente di quell’aula «che non è frequentata da -uno sparuto gruppo di studenti e 3-4 ricercatori” (come ha scritto l’Università in un recente comunicato), ma è stata in questi mesi vissuta non solo da numerosi studenti, ricercatori, docenti, studiosi appartenenti al nostro Ateneo ma anche rappresentanti di Associazioni e movimenti culturali, docenti di altri atenei, scrittori, psicologi, rappresentanti di Pubbliche Amministrazioni. L’aula – dicono i ricercatori – è diventata quindi, come da più parti riconosciuto, quel luogo vitale di confronto e approfondimento che l’Università tutta dovrebbe essere».
Nel documento, i ricercatori tornano anche sul comportamento poco ospitale riservato a Sciacca e giudicano «gravissimo il boicottaggio dell’incontro con l’Ingegnere capo del Genio Civile, e con i rappresentanti del Museo del Fango, organizzato dal collettivo», così come gravissimo è per loro il boicottaggio del primo seminario organizzato dai docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia, svoltosi comunque nell’androne dell’Ateneo».
In conclusione del documento Rete29Aprile, ritenendo «offensivo il mancato riconoscimento del lavoro» svolto dagli studenti, chiedono «che venga, come promesso dal Rettore e previsto dallo Statuto d’Ateneo, garantita agli studenti di Unime in Protesta una struttura idonea che permetta la continuazione delle numerose attività già programmate».
(La foto si rifeissce all’occupazione del Rettorato nel Dicembre scorso)
