Qualche critica da parte del presidente della Facoltà di Economia Ferlazzo Natoli, -padrone di casa-: «Per le quote rosa si sarebbe potuto fare di più»
A pochi giorni dall’approvazione della “Riforma della legge elettorale siciliana per i Comuni e le Province” da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana (24 marzo 2011), la Facoltà di Economia dell’Università di Messina ha organizzato un’interessante tavola rotonda sul tema, che ha costituito una prima occasione di approfondimento dell’importante riforma che entrerà in vigore dopo il visto da parte del commissario di stato ed avrà effetti pratici a partire dalle elezioni dl prossimo anno.
All’incontro di oggi, svoltosi in una gremita Aula Magna I della Facoltà, hanno preso parte il Rettore, prof. Francesco Tomasello, il Preside della Facoltà di Economia, prof. Luigi Ferlazzo Natoli, il Sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, i deputati regionali Giovanni Ardizzone, on. Livio Marrocco, Filippo Panarello, il prof. Pierangelo Grimaudo ed il prof. Giovanni Moschella, entrambi della Facoltà di Economia; presenti il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Previti e del consiglio provinciale, Salvino Fiore.
Il Preside, prof. Luigi Ferlazzo Natoli, aprendo i lavori della tavola rotonda, ha espresso positività, ma anche qualche critica, nei confronti della legge:“La mia sensazione è che siano state apportate modifiche utili ed interessanti, quali il ripristino del voto disgiunto, ma riguardo alle cosiddette ‘quote rosa’ (presenza femminile nei consigli comunali e provinciali) la legge è carente e si poteva fare di più”.
Il Rettore, dopo avere sottolineato la “giustezza per l’Università a dibattere questo tipo di problema, allo scopo di potere fornire utili spunti alla politica”, ha auspicato l’interesse dei giovani universitari al tema proposto ed ha precisato come “trovandoci noi ormai nell’era del federalismo, risulta quanto mai opportuno saperci preparare ad affrontare i temi attinenti a tale nuova realtà, a partire proprio dalla scuola e dall’Università”.
L’introduzione ai lavori è stata fatta dal prof. Pierangelo Grimaudo, che ha spiegato come alla legge in questione possano essere attribuiti i connotati di una “vera e propria riforma istituzionale” ed ha, poi, passato in rassegna i suoi istituti più importanti, dall’abolizione del voto implicito alla rappresentanza di genere, dalla composizione delle giunte all’introduzione di un nuovo sistema elettorale in base al numero degli abitanti, alla revocabilità del presidente del consiglio comunale e provinciale, alla rivitalizzazione del ruolo delle circoscrizioni comunali, per le quali è prevista l’elezione diretta del presidente.
Il dibattito, che è stato animato dagli interventi degli onorevoli Giovanni Ardizzone, Giuseppe Buzzanca, Livio Marrocco, Filippo Panarello, che hanno espresso i diversi punti di vista della maggioranza e dell’opposizione regionale, è stato concluso dal prof. Giovanni Moschella.
Foto Sturiale
