«Ho ricevuto moltissime chiamate di ragazzi che si sentono profondamente offesi da quanto detto in trasmissione» dichiara Anna Murdaca, delegata alle problematiche studentesche
Si firmano “Unimeribelle-, si proclamano -UnimeInlotta- e come tali non ci stanno alle pesanti “accuse- lanciate nel pomeriggio da Massimo Giletti. Non ci stanno i rappresentanti degli studenti dell’Università di Messina, ma non ci sta la maggior parte degli studenti iscritti alle facoltà messinesi che si dicono pronti a dimostrare la loro “innocenza-.
«I ragazzi di sentono profondamente offesi e feriti da quanto detto nel corso della puntata di Domenica In e sono assolutamente intenzionati a non rimanere con le mani in mano». Ad affermarlo è la delegata alle problematiche degli studenti, la professoressa Anna Murdaca che non appena la trasmissione si è conclusa è stata raggiunta dalle numerose telefonate di quei ragazzi con qui quotidianamente ha a che fare e che respingono categoricamente le parole di Giletti.
«Nella giornata di domani mi incontrerò sicuramente con loro per cercare di capire cosa fare e come procedere. A mio avviso gli universitari di Messina sono stati ingiustamente accusati e, inoltre, quelli con cui ho avuto modo di parlare finora hanno smentito qualsiasi contatto con la redazione di Domenica In-. E dall’altra parte, la loro massiccia partecipazione alla conferenza d’ateneo di qualche giorno fa e il documento che hanno redatto in seguito agli “attacchi- di cui il rettore è stato oggetto, chiarisce bene quale posizione abbiano assunto rispetto ai fatti che stanno mettendo l’Università al centro della cronaca locale e nazionale».
Una posizione che, ad onor del vero, come testimoniano i molti commenti lasciati dai nostri lettori a corredo della notizia relativa al documento firmato dai rappresentanti degli studenti in segno di solidarietà al rettore e all’ultima sugli “attacchi- televisivi del celebre presentatore, non sembra però essere condivisa da tutti. Una sorta di “malessere- interno quello che si anniderebbe all’interno della compagine studentesca caratterizzata, come qualsiasi realtà democratica, da molteplici “sfaccettature- che, in quanto tali, determinano l’inevitabile crearsi di punti di vista spesso contrastanti.
Una cosa che forse però “riavvicina- i 33 mila iscritti dell’Ateneo Peloritano esiste: quella cioè di non voler essere coinvolti in meccanismi e “giochi- forse fin troppo sottili che rischiano, loro malgrado, di etichettarli come “indifferenti- rispetto a quanto si sta verificando in quel mondo che “appartiene- , ben più che ad altri, prima di tutti a loro.
