Nelle Università del Sud basta il 50% del punteggio per passare. Palma d'oro a Bologna
Lo scorso anno era stato un susseguirsi di polemiche, con due domande invalidate perché formulate male e fughe di notizie sui contenuti, che portarono alla ripetizione della prova di Catanzaro, e a Messina diedero il via ad un’inchiesta della Procura, tutt’ora in corso.
Tutto diverso per il 2008. Si sono svolte senza intoppi la selezioni del 3 settembre scorso, cui hanno partecipato circa 45 mila candidati: in base ai risultati, pubblicati dal Cineca di Bologna, risulta che i 7.788 posti per la frequenza dei corsi sono stati assegnati nei vari atenei italiani senza errori e ricorsi.
I dati più significativi riguardano la sensibile differenza di preparazione minima richiesta per superare il test: per essere iscritti a Medicina in un ateneo del Sud, come Sassari, Napoli, Campobasso o Messina, basta collezionare poco più di 40 punti (su un massimo raggiungibile di 80); mentre in Facoltà prestigiose del Nord, come quelle di Milano, Trieste e Padova, non ne bastano 50. Una differenza di oltre 10 punti, dovuta all’eccessivo affollamento dei candidati in alcuni atenei, ma anche evidentemente alla diversa preparazione in alcune zone. Il candidato che ha ottenuto la migliore performance (oltre 73 punti) ha svolto la prova all’Università di Bologna.
Probabilmente la Guardia di Finanza troverà degno di nota il drastico calo delle performance degli studenti messinesi, dall’exploit dell’anno scorso, quando i candidati riuscirono a fare registrare la stratosferica media di punteggio di 71,18 (su 78, visto l’annullamento di due quesiti), all’opaca media intorno al 40 di quest’anno. Se il calo è stato dovuto al giro di vite nella sorveglianza significa che effettivamente le irregolarità l’anno scorso ci sono state. Anche se ancora niente è emerso dalle indagini. A meno che non si pensi che i candidati dell’anno scorso erano eccezionali e quelli di quest’anno mediocri, una situazione un po’ anomala.
Se a Medicina è filato tutto liscio, la stessa cosa non si può dire per Odontoiatria, la cui selezione è stata -viziata- da un errore all’interno di una domanda: il Miur ha ammesso lo sbaglio ed ha annullato il quesito sbagliato, mantenendo comunque valida la prova.
Duro il commento dell’Udu, l’Unione degli Universitari, secondo cui per il secondo anno di fila la sorte di migliaia di studenti viene decisa da uno strumento impreciso e approssimativo.
