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Università di Messina, via alla II edizione di Pedagogie dell’essenziale

Simone Milioti

Università di Messina, via alla II edizione di Pedagogie dell’essenziale

martedì 20 Aprile 2021 - 15:30
Università di Messina, via alla II edizione di Pedagogie dell’essenziale

La Rassegna Unime sui temi dell'istruzione. Tra i tanti studiosi coinvolti anche l'Archivio di Stato di Messina che ha realizzato una mostra virtuale

Prende il via oggi, martedì 20 aprile alle ore 16:00, la seconda edizione della Rassegna Pedagogie dell’essenziale che quest’anno avrà come tema “Maestre e Maestri d’Italia. Le storie, i progetti ed i sogni”.

Gli appuntamenti quotidiani della Rassegna, in programma dal 20 aprile al 21 maggio, sono rivolti alla comunità educante e ai territori e sono dedicati al ruolo strategico che maestre e maestri rivestono, dal punto di vista pedagogico e sociale, nell’elevazione culturale, nell’avvio o nel consolidamento di processi di sviluppo economico e sociale e nella promozione della crescita umana, civile e democratica delle nuove generazioni.

La partecipazione a ciascun evento in programma è gratuita.
La partecipazione agli eventi di Pedagogie dell’essenziale può consentire agli studenti universitari di acquisire Crediti Formativi Universitari (CFU), previa autorizzazione del Consiglio del Corso di Studio di appartenenza.

Per iscriversi basta accedere ad Eventbrite. Il programma e la “Guida alla Rassegna” sono disponibili nella pagina web UniMe.

Studiosi da tutta Italia

Pedagogie dell’essenziale, coordinata dalla prof.ssa Caterina Sindoni, ordinario di Storia della Pedagogia presso il Dipartimento Cospecs, e organizzata insieme ai professori Dario De Salvo, Simona Gatto, Alessandro Versace (Comitato organizzativo), alle dottoresse Silvia Annamaria Scandurra, Lucia Basilia Guerriero, Giusy Denaro e Jessica Pasca (Segreteria organizzativa) e a Francesco La Rosa, Gaetano Galletti, Maria Irrera e Francesco Toscano (Comitato tecnico), si avvale di un prestigioso Comitato scientifico, composto da studiosi afferenti a oltre trenta Atenei italiani, e dai direttori degli Archivi di Stato di Agrigento, Avellino, Benevento, Cosenza, Messina, Napoli, Palermo, Ragusa, Reggio Calabria, Salerno, Siracusa e di Trapani.

Pedagogie dell’essenziale fa parte delle iniziative promosse dall’Unità di Messina inerenti il Progetto di Rilevante Interesse Nazionale “Istruzione e sviluppo economico nel Sud d’Italia dall’Unità all’età giolittiana (1861-1914)”, coordinato a livello locale dalla profesoressa Sindoni e a livello nazionale dal professore Fabio Pruneri dell’Università degli Studi di Sassari.

L’Archivio di Stato di Messina

L’Archivio di Stato di Messina partecipa con la mostra virtuale dal titolo: “Il duplice volto della scuola, come luogo di aggregazione fisica e come momento di crescita didattica: Messina dal postunitario alla rinascita dopo il terremoto del 1908”.

Per accedere alla mostra dal cellulare scarica l’app Artsteps o clicca sul link. Invece da pc: clicca qui. Passeggerai virtualmente tra le sale avanzando con le icone e godendoti la mostra. La mostra è stata curata dalla Direttrice Dottoressa Angela Puleio con la collaborazione del professore Luciano Buono. Il progetto grafico e realizzazione digitale è curato dalla Dottoressa Serena Passalacqua.

La mostra virtuale

Un iter attraverso i documenti d’archivio che racconta le prime fasi in cui la città dello Stretto si ritrova a fare i conti con l’unificazione e nazionalizzazione del sistema scolastico per avviare la realizzazione di una cultura nazionale tentando di superare l’analfabetismo in cui versava soprattutto il Meridione che già scontava la grave crisi economica.

Un’economia di stampo agricolo che si traduce con la nascita di scuole tecniche in tutta la provincia. Una scuola come trampolino di lancio per lo sviluppo economico e commerciale, ma anche umano. Ma Messina si ritrova a dover ripartire nuovamente all’indomani del terremoto del 1908 che sconvolse la quotidianità dell’intera popolazione.

Attraverso la ricostruzione fisica delle scuole, punto di riferimento e di rinascita culturale e sociale, anche la ricostruzione didattica, che vede l’insegnamento come simbolo di ripartenza e di voglia di ritorno alla normalità.

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