Arresti domiciliari alla maestra della scuola "Boer" che picchiava gli alunni - Tempostretto

Arresti domiciliari alla maestra della scuola “Boer” che picchiava gli alunni

Arresti domiciliari alla maestra della scuola “Boer” che picchiava gli alunni

lunedì 06 Febbraio 2012 - 14:02
Arresti domiciliari alla maestra della scuola “Boer” che picchiava gli alunni

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame accogliendo il ricorso del sostituto procuratore Camillo Falvo che riteneva insufficiente la sospensione dalle funzioni per due mesi. Gli arresti domiciliari sono però sospesi in attesa che si pronunci la Corte di Cassazione.

L’insegnante della scuola elementare “Luigi Boer”, sospesa dalle funzioni per due mesi perché accusata di picchiare ed insultare gli alunni deve essere ristretta agli arresti domiciliari.
Lo hanno deciso i giudici del Tribunale del Riesame che accolto l’appello presentato dal sostituto procuratore Camillo Falvo. La maestra, L.A. 62 anni, dopo le indagini condotte dalla Squadra Mobile anche con l’ausilio di una telecamera nascosta all’interno della classe, fu sospesa dalle funzioni ma la richiesta d’arresto fu rigettata dal gip. Ora, invece, quella misura è ritenuta insufficiente rispetto alla gravità della condotta tenuta e dunque il Tribunale del Riesame le ha inflitto i domiciliari con l’accusa di maltrattamento di fanciulli ma per il momento l’ordinanza è sospesa in attesa che si pronunci la Cassazione.
I giudici hanno ritenuto fondato il ricorso del sostituto procuratore Falvo sostenendo che sussiste pericolo di reiterazione del reato da parte dell’insegnante una volta scontata la sospensione dalle funzioni. Benché l’insegnante abbia presentato domanda di aspettativa dall’attività lavorativa, sostengono i giudici, questa non è stata ancora autorizzata dal dirigente scolastico e quindi la 62enne potrebbe tornare dietro la cattedra.
Quindi, è la teoria del Tribunale del Riesame, solo gli arresti domiciliari possono impedire alla 62enne L.A. d’insegnare all’istituto Boer ed in qualunque scuola pubblica e privata del Paese. Molto duro il giudizio che il Tribunale del Riesame fornisce sulla personalità della donna: “Un’insegnante –scrivono i giudici- solita mantenere un atteggiamento aggressivo e violento ai danni degli alunni non riuscendo a controllare i propri impulsi ed istinti nevrotici”.
La 62 enne era stata sospesa dalle funzioni all’inizio di dicembre dopo la presentazione di alcune denunce da parte dei genitori di piccoli alunni. Gli investigatori della Squadra Mobile installarono una telecamera nascosta in classe e filmarono alcuni discutibili atteggiamenti della maestra. Le immagini mostrano l’insegnante mentre schiaffeggia e spintoni alcuni bambini, altri sono costretti a restare a lungo in piedi, altri ancora vengono presi per le orecchie o per i capelli. Alcuni bambini sono stati anche sentiti dagli investigatori ed hanno raccontato di essere continuamente sottoposti ad insulti ed atteggiamenti vessatori. Qualcuno ha perfino raccontato di una bacchetta chiodata che l’insegnante brandiva per intimidire gli alunni. E purtroppo, come indicato dai genitori nella denuncia, alcuni di loro adesso rifiutano di tornare a scuola ed hanno manifestato il disagio perfino a continuare la scuola dell’obbligo.

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3 commenti

  1. Atteggiamenti aggressivi nei confronti di bambini, in una scuola pubblica,maltrattamenti, ma dico ci rendiamo conto che questa MAESTRA indegna sicuramente di questo titolo se riuscisse ad ottenere la mobilità presso un qualsiasi altro istituto, dove magari non sono a conoscenza dei metodi e delle attitudini di questo soggetto. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA !

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  2. è semplicemente ASSURDO!!!!!!!!!!! bisogna darle i domiciliari per evitare che torni a scuola???????? e poi il preside vuole sapere i motivi esatti (esigenze familiari)per cui ho chiesto di far uscire i miei figli alle 12.30 invece che alle 13!!!!!!!!!! altro che aspettativa fuori dall’insegnamento VERGOGNA!!!!!!!!!!!

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  3. Mi chiedo se non siano ravvisabili responsaniltà in capo al Dirigente scolastico per non avere esercitato il dovuto controllo sui metodi didattici, nei confronti dell’insegnante (culpa in vigilando).
    Per non parlare magari delle generali forme di omertà, figlie dell cultura delle tre scimmiette.

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