Tutti a bordo dei nuovi voli low-cost della compagnia sicula

Tutti a bordo dei nuovi voli low-cost della compagnia sicula

Rosaria Brancato

Tutti a bordo dei nuovi voli low-cost della compagnia sicula

sabato 27 Luglio 2013 - 22:18

Il Presidente Crocetta spara a zero sulle tariffe Alitalia e annuncia la nascita di una compagnia aerea regionale low- cost attraverso l'Ast, l'azienda siciliana trasporti. La giunta nei prossimi giorni sarà al lavoro sull'argomento. Penserete che è l'ultimo dei nostri problemi...invece è la soluzione ai nostri mali. Eppure, nel 2006, qualcun altro aveva già avuto l'idea....Cuffaro.

Alitalia ha rovinato il turismo in Sicilia con le sue tariffe troppo alte. Quindi faremo una compagnia aerea low cost e faremo decollare lo sviluppo della Regione”.

All’inizio ho pensato fosse una delle battute della pagina Facebook Crocetta può, poi ho capito che era cronaca vera. Il governatore ha pronunciato davvero queste parole, ed ha anche aggiunto i particolari dell’idea, che sarà affidata all’Ast (Azienda siciliana trasporti) che si occupa, con “brillanti risultati”, del servizio gommato nell’isola. Le ha pronunciate nei giorni scorsi a Comiso, il cui aeroporto è stato inaugurato un mese fa, dopo un’attesa di 15 anni. Il nastro è stato tagliato in pompa magna, peccato che quel giorno mancavano gli aerei….perchè non era stato ancora firmato il contratto con le compagnie, ma in Sicilia questi sono dettagli di poco conto.

“I siciliani voleranno a basso costo- ha annunciato Crocetta- e l'aeroporto di Comiso non dovrà dipendere da lobby e multinazionali. I partner li avrà nella stessa Regione. L’Ast ha la sede e il personale, l’unica cosa che manca sono gli aerei e gli steward”. In realtà all’Ast manca di tutto, in ogni caso nell’annunciare il progetto Crocetta ha scordato che oltre agli aerei e agli steward (fatto non trascurabile perché si sa che i pullman Ast ancora non volano) mancherebbero anche i piloti, a meno che il governatore non voglia far fare un corso di aggiornamento agli autisti. Ad ogni modo la prossima settimana la giunta regionale lavorerà al progetto, ed ha già convocato i dirigenti dell’Ast, che si sono dichiarati entusiasti.

Le tariffe Alitalia sono intollerabili e l’idea di Crocetta è bella, ma, non per far “scendere con i piedi per terra”, ci sono alcune perplessità. Dire che all’Ast mancano SOLO gli aerei e gli steward non è come dire che mancano le olive di contorno. Significa anche non aver mai viaggiato con l’Ast…su terra. Sarebbe stato più corretto dire: manca dall’acqua fino al sale. Quando poi c’è di mezzo mamma Regione, visto come ha sempre utilizzato i nostri soldi, io avrei un po’ paura a salire su questi voli low-cost. Quanto saranno low? Saremo costretti a spingere prima di spiccare il volo? Dovremo portarci i sedili da casa? Suggerire al pilota le manovre d’atterraggio? Già vedo gli imprenditori siciliani pronti a tuffarsi nell’affare, e trasformarsi, da costruttori di tavoli e sedie in esperti del volo pindarico. Onestamente, quanti di voi si fiderebbero a salire in un aereo costruito dagli stessi che si sono occupati delle nostre autostrade,delle nostre opere pubbliche? E se per vincere l’appalto “scordano” di mettere il motore? O ci mettono le ali made in China? E poi, come saranno selezionati i PILOTI? Quante scuole per pilota provetto quanti corsi, quanti documenti falsi fioccheranno, quante commissioni di esaminatori compiacenti daranno il via libera a tutto, dal catering fino al tizio che guida il bus navetta? E quanti, tra la miriade di assunti raccomandati saranno piloti veri, steward veri? Perché, lassù, nei cieli, serve qualcuno vero…. Voi direte: “ma con lo stato dei trasporti siciliani l’ultima cosa che serve con urgenza è una compagnia aerea regionale”. E’ palese. Ma qui sta il nostro errore. In realtà, nei progetti della giunta, la compagnia aerea sarà la soluzione a tutti i nostri mali: perché arrovellarsi sullo stato delle strade, autostrade e ferrovie siciliane o aspettare il Ponte? Un governo previgente guarda avanti e ha trovato la soluzione: Messina-Trapani in meno di 18 ore, Montalbano-Ravanusa in giornata. Salina poi, la puoi raggiungere anche con il mare in tempesta grazie all’Ast-volante che collegherà l’isola con Petralia Sottana o Cefalù. Quanti di voi, in fila per due ore causa nuovo svincolo hanno sognato l’arrivo di un aereo per potere fare Villafranca-Messina in tempo per i mondiali del 2014? E quanti di voi, scendendo a Villa San Giovanni con i bagagli incamminandosi a piedi verso la Caronte non hanno sognato di attraversare lo Stretto in volo? Meno male che c’è Crocetta che risolve i nostri guai. Certo, sarebbe stato più semplice ingaggiare un contenzioso con Alitalia pretendendo cifre per persone normali e non per nababbi, oppure trovare altre compagnie low cost che vogliano investire in Sicilia. Ma, appunto, sarebbe stato troppo facile. Battere i pugni perché le Ferrovie non dismettano nello Stretto, non cancellino i nostri treni. Bazzecole. Se vuoi essere grande devi pensare in grande. Ed ecco l’annuncio che mancava: una compagnia low-cost, con arancia sicula e mozzarelle Zappalà per snack. Scordando che, ad esempio, l’Irfis non ha potuto salvare Wind Jet e che realizzare una compagnia aerea partendo da una società di autobus ( neanche in buona salute) e con le casse dell’isola a secco, non è come dare una rinfrescatina alle pareti di casa. Non vorrei dare un dispiacere al governatore ma non è il primo ad avere avuto l’idea. Nel luglio del 2006 (sarà quindi un fattore climatico che influenza certe dichiarazioni) l’ex presidente Cuffaro disse esattamente la stessa cosa dopo l’ennesimo volo Alitalia cancellato a Palermo “Mi sto adoperando perché la Sicilia abbia una propria compagnia aerea al servizio dei siciliani. Chiamerò a raccolta gli imprenditori siciliani che vorranno cimentarsi nella costituzione di una nuova compagnia aerea che porti sulle carlinghe i colori giallo-arancione con il Triscele dorato in bella evidenza”. Aveva già in mente i colori, e una data: entro il 2010. E’ andata diversamente. Ma si sa che Cuffaro era un dilettante.

Rosaria Brancato

19 commenti

  1. Una compagnia area tutta dei siciliani, sarebbe una scelta politica, questa si R I V O L U Z I O N A R I A, un forte segnale di autonomia della nazione S I C I L I A. Invito Valentina ZAFARANA, che dalle colonne di TempoStretto ha avuto il trampolino di lancio per il suo successo elettorale e quello di 5 STELLE, a sollecitare il suo gruppo parlamentare su questa questione, farne con CROCETTA un punto di scambio, alla luce del sole, per un appoggio alla maggioranza del Presidente/Governatore, spesso traballante.
    Per il MOVIMENTO 5 STELLE, ma anche per gli altri partiti, anzitutto il PARTITO DEMOCRATICO, è un’occasione di buon governo da non perdere.

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  2. Grandissima Brancato, come sempre pungente ed ironica al punto giusto. Se permette però l’idea di una compagnia aerea non è da scartare a priori, vero è che ci sono più importanti ose da fare in questa Sicilia bistrattata, ma l’idea di fare qualcosa di nuovo per il turismo non è male. La mia idea è però di fare una compagnia aerea di elicotteri, si proprio di elicotteri che richiedono solo un pilota (bravo) e carburante. Un elicottero che porti 20/30 persone in effetti costa molto meno di un aereo è più maneggevole, può etterrare dove gli aerei non si sognano neppure e collegherebbe tanti punti della Sicilia in breve tempo. Avrei molte altre idee, chi è d’accordo a questa iniziativa può darmi il suo parere.

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  3. Beh,gli elicotteri farebbero risparmiare sicuramente tanti soldini,oltre ad essere originale è anche “romantica” come idea, ma oltre al numero esiguo di passeggeri che può trasportare,faccio pure notare che nei giorni di pioggia e forte vento per gli elicotteri è quasi impossibile alsarsi in volo.
    E comunque io ci salirei spaventato,chissà gli amici di crocetta(…parlo degli yankee,eh!) scambiano qualche nostro elicottero per un mezzo da guerra e ci silurano all’istante(Ustica insegna).
    DISTINTI SALVTI,Tomahawk

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  4. un bel pullman volante dell’AST ed il problema è risolto.

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  5. HO LA SENSAZIONE CHE CROCETTA FIN’ORA ABBIA FATTO SOLO CHIACCHIERE ED ANCHE MOLTO CONFUSE..

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  6. La Brancato è eccessivamente polemica e disfattista stavolta…. E’ più facile fare una compagnia aerea che provare a mettere insieme le varie anime del PD. Dal momento che Crocetta crede di aver fatto quello cosa vuole che sia una compagnia aerea con tanti grandi imprenditori siculi pronti a far gettare a capofitto la regione siciliana in una operazione così banale….

    Ho un amico che crede sia già reale e operativa qualsiasi cosa esca dalla sua bocca. Ma questo dipende dal numero di canne che si è fatto.

    Nel caso di Crocetta non so invece a cosa attribuire questa sua tendenza all’iperuranicità, forse al numero di volte in cui riesce a cambiare idea sulla stessa questione pur trovandosi sempre in coerenza con se stesso.

    Crocetta non è un caso umano, è un caso alieno.

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  7. Per la continuità territoriale crocetta pensi alla compagnia pubblica di traghettamento.
    per i voli low cost ponti d’oro a Ryanair che già ha riempito Trapani di turisti!

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  8. cara Sig.ra Brancato, per la prima volta da quando seguo i suoi articoli su tempostretto mi ha un po’ deluso. Il suo commento mi è sembrato chiacchiera da bar.

    D’accordissimo che l’amministrazione Crocetta sta facendo meno di quello che ci si aspettava, d’accordo sul paragone con il populismo di Cuffaro, d’accordo anche sulle parole spicciole del governatore che riduce ad un semplice problema di “aerei e steward” la creazione di una compagnia aerea regionale.

    Ma ai politici noi cittadini dobbiamo chiedere un po’ di “thinking out of the box” come dicono gli inglesi: ovvero soluzioni un attimo creative ai problemi della Regione.

    Vivo all’estero e le posso confermare che raggiungere la Sicilia non è per nulla facile, e – come anche Lei saprà bene – muoversi dalla Sicilia (e noi messinesi siamo anche più facilitati degli agrigentini) verso il “Continente” è più un incubo che un atto di routine.

    Compagnia Aerea siciliana gestita dall’AST? (e da chi sennò? é l’azienda dei trasporti regionale…) Benvenga se ci dimostreranno che è possibile.

    Il disfattismo – tipico di molti cittadini siciliani – lasciamocelo per il momento in cui Crocetta presenterà un piano concreto di creazione della Compagnia.

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  9. Propongo una compagnia di dirigibili! Si intonano pure alla personalità di parecchi politici nostrani…

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  10. FRANCESCO TIANO 28 Luglio 2013 13:19

    Eccellente, finalmente qualcuno che sa come ridurre i costi ed apportare moneta pregiata nell’Isola. Soltanto chi ha i paraocchi e vive il proprio territorio svincolato dalle logiche Europee può non essere d’accordo su una compagnia aerea Siciliana. Ne avrebbero benefici il TURISMO e l’indotto.

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  11. leggendo il commento di cristiano mi sono soffermato dall’esprimere giudizi poco diplomatici come ha fatto lui, ma siccome fa caldo lo dico lo stesso Adesso ho cspito chi scrive le battute tsnto ironiche a Teresa mannino ed altri di zelig. Praticamente su TS è sprecata.

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  12. Ponte sullo Stretto di Messina, un’occasione mancata. La,classe dirigente politica siciliana di destra simistra e centro deve rispondere davanti alla storia.i
    Lettera di Giulio Ballio e Giorgio Diana, Professori Emeriti del Politecnico di Milano, al Direttore del Corriere della Sera

    Roma, 25 marzo 2013 – Sono la “sorpresa”, lo “stupore” e “l’amarezza” le emozioni dei professori Giulio Ballio e Giorgio Diana contenute nella lettera al Direttore del Corriere della Sera, pubblicata dal quotidiano sabato scorso, che commenta la decisione del Governo di cancellare la realizzazione del ponte sullo Stretto e liquidare la Società concessionaria.
    Giulio Ballio, Professore Emerito di Tecnica delle Costruzioni, già Rettore del Politecnico di Milano, e Giorgio Diana, Professore Emerito e Direttore della galleria del vento CIRIVE Politecnico di Milano, passano in rassegna le principali “leggende metropolitane” sulla fattibilità tecnica che da sempre animano il dibattito sul ponte e, pezzo per pezzo, le smontano. Nella lettera i due autori non si limitano al seminato scientifico, ma richiamano precise responsabilità del sistema Paese nella gestione dell’opera.
    La prima “sorpresa” che incontriamo nella lettera è per chi ha gioito della decisione del Governo, affermando che il Ponte non poteva essere costruito perché situato in zona sismica. “Tutti dovrebbero sapere – chiosano i due scienziati – che il terremoto non è un nemico dei ponti sospesi, li fa oscillare né più né meno dei grattacieli e di tutte le costruzioni snelle. Purtroppo un forte terremoto, se dovesse perseguitare nuovamente quei territori, potrà distruggere le città circostanti, non certo un ponte sospeso e le sue torri. Il vero nemico dei ponti sospesi è il vento che – per gli autori della lettera – gioca con loro come quei bambini che fanno andare su e giù una pallina attaccata a un elastico con piccoli movimenti della mano ritmati in «risonanza». Nessun ingegnere era riuscito a sconfiggere il vento per costruire ponti così lunghi, fino a quando si è smesso di trattarlo come un nemico cattivo e si è pensato di cercare il suo aiuto per stabilizzare il ponte: è stato sufficiente separare l’impalcato in tre strisce, distanziandole e sagomandole a guisa di un profilo alare, per permettere al flusso di aria di abbracciarle, infilandosi ordinatamente fra l’una e l’altra. E’ un’idea che sembra semplice quando oggi si racconta, ma è costata anni di ricerche, di sperimentazioni in gallerie a vento, di calcoli complessi, di continui confronti internazionali”.
    Con rammarico sottolineano anche la sorpresa: “Che nessuno abbia parlato con orgoglio di un’invenzione italiana che inevitabilmente porterà beneficio ad altri Paesi. Purtroppo siamo abituati a lasciare ad altri Paesi lo sfruttamento delle nostre idee: dal telefono di Meucci alla radio di Marconi, dall’aliscafo di Forlanini al computer da tavolo dell’Olivetti”.
    Si dicono poi ancora sorpresi per chi ha parlato di “costo improprio” della soluzione. “Il costo che qualifica la bontà o meno di una soluzione tecnica non è mai un valore assoluto bensì relativo: per un ponte si misura dividendo il costo dell’opera per la superficie dell’impalcato. Nel nostro caso vale circa 13.500 euro per metro quadrato, il ponte costa circa 3,0 miliardi, gli altri 3,5 necessari non si riferiscono al ponte, sono destinati a costruire infrastrutture nei territori interessati per migliorare la loro percorribilità e l’ambiente marino circostante”. E proprio per aiutare a comprendere meglio il lettore il fenomeno dei costi, i due professori ricordano che “Le passerelle pedonali – come il Millennium bridge di Londra o il Calatrava di Venezia (ndr) – oggi di moda, con forme architettoniche e soluzioni strutturali che privilegiano l’immagine rispetto alla loro funzione, hanno costi paragonabili se non superiori”.
    Inoltre, sempre riguardo al volume di investimenti, i Professori si dicono ancora sorpresi da chi ha ritenuto il “costo esagerato senza pensare che un’opera «grande» richiede un investimento «grande», ma viene costruita in molti anni. La tempistica dell’opera prevede dieci anni ed è necessario un investimento di circa 300 milioni di euro l’anno. Siamo abituati a leggere ben altre cifre, spese ogni anno, inutilmente, nel nostro Paese”.
    Per quanto riguarda la qualità della progettazione del ponte: “Ci hanno sorpreso coloro che motivano il loro dissenso affermando che gli studi, le ricerche, il progetto sono dilettanteschi, poco approfonditi, manchevoli. Essi non sanno o non vogliono sapere che, mentre il progetto preliminare del ponte è stato redatto soltanto in Italia, il progetto definitivo, costituito da più di 8.000 disegni e relazioni di calcolo, è stato prodotto da società di ingegneria europee, controllato interamente in Stati Uniti, validato in Italia; seguendo un percorso di attività parallele ed indipendenti ormai collaudato a livello internazionale per garantire la correttezza e la completezza della progettazione delle grandi opere di ingegneria civile”.
    Anche le responsabilità politiche vengono chiamate in causa: “Ci dispiace che nessuno abbia spiegato perché non si vuole investire in un’opera, dichiarata necessaria nel 2001 sia da sinistra che da destra, programmata e appaltata con una gara europea, oggetto di un contratto regolarmente stipulato. Nessun ministro si è preso la responsabilità di elencare le ragioni che sconsigliano la costruzione di un ponte capace di unire due territori situati all’estremità meridionale nel nostro Paese, anche se le passate esperienze internazionali insegnano che i ponti hanno sempre portato sviluppo laddove sono stati realizzati. Siamo stupiti che nessuno abbia valutato le conseguenze economiche di questa decisione: l’impresa appaltatrice richiede penali per centinaia di milioni, gli enti territoriali, da anni impossibilitati a programmare lo sviluppo delle aree interessate dal ponte, pretendono giusti indennizzi, i proprietari di terreni oggetto di esproprio vogliono il riconoscimento dei danni subiti. Sarà un contenzioso che durerà quanto la costruzione dell’opera, che potrà implicare un esborso di risorse pubbliche non inferiori alla metà del costo del ponte, che darà lavoro soltanto agli studi professionali di avvocati e periti”.
    Gli autori concludendo la lettera si dicono “fortunati partecipi a vario titolo a quest’avventura. Non disperderemo le conoscenze che abbiamo cumulato nel progettare l’opera di ingegneria civile oggi più innovativa e complessa nel mondo, ma dovremo con amarezza testimoniare che, nel nostro Paese, i contratti possono essere disattesi senza alcuna spiegazione e che il costo del lavoro del «non fare» è spesso pari a quello del «fare»”.
    Gli autori della lettera sono stati cofirmatari dell’appello pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso febbraio: “Ponte sullo Stretto di Messina, un patrimonio di conoscenze da non perdere”.
    Manuela Zucchini

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  13. dolcestilnuovo 28 Luglio 2013 21:23

    Cosa dire? Rosaria è stata bravissima! Il tempo dei venditori di fumo è finito, un po’ di serietà non farebbe male, specialmente da parte di chi ci rappresenta. E pensare che l’ho votato…..

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  14. MessineseAttento 28 Luglio 2013 21:49

    Quindi che facciamo, abbandoniamo gli aerei e ci spostiamo tutti con le auto attraverso i ponti?
    Bisogna prendere atto che, col passare degli anni, il ponte diventa sempre più anacronistico. Giusta l’idea (se venisse realizzata) di creare nuovi aereoporti e rendere il trasporto aereo, sia passeggeri che merci (in questo secondo caso diventano fondamentali anche i porti), più competitivo.
    A meno che non si voglia realizzare la mega opera come mera attrazione turistica, ma credo che la Sicilia, Messina compresa, abbia le potenzialità per attrarre flussi turistici, anche senza ponte.

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  15. volare oh oh! ormai tutti i politici parlano di grandi cose per il bene della comunita’, vanno in televisione facendo proclami e dicendo anche cose giuste, ma alla domanda perche’ non li fate, o cambiano discorso o dicono che non dipende da loro. per me questa e’ una strategia che attuano per farsi odiare di meno, ma pensano sempre che il popolo si stupido e non capisa che ci prendono per il c… tornando alla nostra bellissima sicilia, il governatore anche lui ci riempe di chiacchere e devia dai grandi problemi che l’isola soffre. un isola depredata da tutto e da tutti dove mancano strade e ferrovia, ma tutti i soldi che dovevano rilanciare l’economia sono stati usati per gl’interessi di poche persone.come detto da pgiuttari il ponte sullo stretto sarebbe stato un forte rilancio dell’economia siciliana perche’ avrebbe portato tanto lavoro per tutte le opere che si dovevano costruire, perche’ a quel punto il solo ponte non bastava bisognava costruire una strada ferrata all’avanguardia per il collegamento veloce con l’europa e strade super veloci. poi nn parliamo del turismo che avrebbe portato tanti turisti a vedere questa immensa struttura e conoscere meglio la nostra terra. a questo punto una compagnia battente bandiera siciliana avrebbe uno scopo di grande rilievo per la nostra economia.

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  16. Complimenti per l’articolo, molto divertente da catalogare nella categoria spettacoli. È incredibile come ancora nessuno abbia capito che c’è poco da ridere in una città che continua ad affondare.

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  17. Spero che il nostro concittadino attento non ce ne voglia se lo invitiamo frequentemente ad una maggiore attenzione e ..rigore logico. Chi ha mai detto che bisogna “abbandonare gli aerei e ci spostiamo tutti con le auto con i ponti”? Cosa gli fa pensare che i ” ponti sono anacronistici”?( con il ponte si potrà attraversare a piedi, con la bici, con le auto..elettriche del futuro, con i treni veloci…Infine ” si sostiene che la Sicilia e Messina abbiano risorse attrattive turistiche superiori alla mega opera del Ponte. Quest’ ultima “perla” argomentativa a favore del NO PONTE si aggiunge alla collana delle risibili quando false “leggende metropolitane” che i professionisti
    NO PONTE hanno diffuso ,arrampicandosi coraggiosamente sugli specchi della…ideologia e del partito preso. Una volta per tutte si invitano tutti quelli che sono contrari al Ponte di LEGGERE DIRETTAMENTE le motivazioni e gli studi poderosi e SCIENTIFICI a favore delle ragioni del PONTE e sono pregati di RISPONDERE alla COMUNITÀ SCIENTIFICA INTERNAZIONALE che pubblico’ un accorato appello a non abbandonare il progetto ” più innovativo e di avanguardia tecnologica italiana e mondiale ” ……a cui segui’ una lettera al Direttore del Corriere d. Sera da parte del Prof.Giulio Ballio ed altri eminenti personalità accademiche , nella quale si smontavano scientificamente tutte le” sciocchezze” che noi Messinesi, anche di livello pseudoculturale elevato siamo soliti ascoltare come ” mantra” NO PONTE….. Infine , se permette una considerazione un po’ “pettegola”…: Credo che i cittadini, con in testa il nostro bravo ed onesto Renato… che non hanno sperimentato il valore della “creatività” lavorativa come base per il proprio “sostentamento” abbiano serie difficoltà ad intuire la forza di progresso rappresentata dal PONTE DI MESSINA, DELL’ecoPONTE e delle opere connesse , OCCASIONE UNICA speriamo non ancora persa per salvarci dal sottosviluppo , dalla marginalità e dal l’emigrazione forzata …CONDIZIONE GIÀ PRESENTE A MESSINA. Tutto Il resto ahimè e’ “sogno” e chiacchiera inconcludente…

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  18. MessineseAttento 29 Luglio 2013 11:11

    Neanche lei scherza, nell’abilità di arrampicarsi sugli specchi, quando parla di biciclette sui ponti.
    E poi mi dica, lei sì attento, davvero crede che Taormina, la Valle dei templi, le tragedie al teatro di Siracusa, Palermo, il duomo di Monreale, il nostro mare, il nostro cibo, l’Etna, le isole Eolie (e mi fermo qui), abbiano un potenziale turistico minore del ponte con i ciclisti e le macchinine elettriche? Io credo (spero!) che lei lo affermi senza esserne troppo convinto.
    Prenda atto che il ponte aveva un senso negli anni 80, oggi si tende ad abbandonare il trasporto terrestre in luogo di quello aereo e marittimo. Ovviamente confuterà anche questo, magari asserendo che in Sicilia arriverebbero i treni a 300 km/h salvo poi, una volta superato il ponte, trovare strutture ferroviarie dei primi del ‘900?!
    Quasi dimenticavo, colpevolmente, di sottolineare la sua di perla, regalataci in un altro post, in cui parla della Stretto di Messina come di una società utile, sana e che dava da lavorare a tanta brava gente. Spero di non offenderla definendo queste affermazioni esilaranti con sfumature tragicomiche.

    Chiudo volendo sfatare quello che lei stesso definisce un pettegolezzo: chi le scrive NON è un impiegato statale (verso cui non perde mai occasione di manifestare il suo odio).

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  19. Carissimo, le rispondo volentieri punto su punto 1) .Lei mi accusa al pari dei No Ponte di arrampicarmi sugli sprechi con la bicicletta sul ponte? Si è vero lo confesso :mi sono arrampicato con la bicicletta sul Ponte.2) Lei.. nella foga dialettica commette un errore non molto elegante: mi attribuisce quello che non penso e non ho mai espresso: ” davvero,crede che Taormina, la valle dei Templi…….abbiano un potenziale turistico minore del ponte?” Penso semplicemente che quelle che Lei chiama giustamente ” potenzialità ” , dalla costruzione del PONTE trarrebbero impulso straordinario tali da consentire alle nostre ATTRAZIONI turistiche di esprimere proprio quelle ” potenzialità” sino ad adesso rimaste latenti e non sfruttate. . Il suggestivo PONTE risponderebbe pertanto ad una esigenza giudicata oggi imprescindibile per il varo di ogni serio progetto di politica turistico-industriale che goda di un vantaggio competitivo : il MARKETING TERRITORIALE . Trascuro le considerazioni tipo “oggi si tende ad abbandonare il trasporto terrestre in luogo di quello aereo e marittimo perché sono luoghi comuni poco scientifici ed un espediente retorico , un po’ come l’astuzia ” di anticipare la facile obiezione dell”avversario” per cercare di sterilizzare la forza , nel nostro caso non funziona. Tutti sanno che il trasporto su ferro e’ il futuro , prediletto persino dagli” ambientalisti” e che senza lo ” stimolo” del Ponte, del Ponte sospeso più lungo mai realizzato dall’uomo con una VISIBILITA’ ed investimento UNIVERSALE , la rete ferroviaria circostante dei primi del 900 CONTINUERÀ a restare tale. Per non parlare poi del futuro consumo di prossimità territoriale a Km O che renderà inutili ed obsolete lo spostamento con carghi inquinanti aerei di milioni di tonnellate di merci… 3) ..sulla Soc. Stretto di Messina..confesso di non conoscerla bene e di non aver mai approfondito. La mia coscienza si e’ ribellata pero’ allorquando a Messina …da Genovese a D’ ALIA assieme a buona parte dei messinesi , nel silenzio della stampa, ci si scagliava contro la permanenza di una struttura a MESSINA, invocandone la chiusura. Io so che dietro ogni Azienda che chiude c’è qualcuno che piange , lavoratori diretti ed indotto economico …con altri lavoratori… …LA COSA CHE PIÙ MI PREME INFINE CHE MI HA MOLTO SORPRESO ED AMAREGGIATO… È’ LA SUA AFFERMAZIONE CHE MI ATTRIBUISCE UN PRESUNTO ODIO NEI CONFRONTI DEGLI IMPIEGATI STATALI. Non so da dove Lei tragga queste conclusioni. Mi auguro soltanto che non siamo in presenza di un fenomeno mentale molto conosciuto dagli psicologi: il fenomeno della proiezione. Mi creda …chi mi conosce sa bene che l’unica ricchezza che rivendico alla mia età e’ quella di non nutrire odio nei confronti di NESSUNO per nessun motivo. Men che mai nei confronti degli “impiegati statali” anche perché, mi si perdoni la battuta dovrei odiare quasi tutti i miei con cittadini. Con rispetto sincero……

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