Di accidentale il fuori onda di Fini ha ben poco. Chi ha fatto circolare pubblicamente il video con i commenti del presidente della Camera sul presidente del Consiglio l’ha fatto col chiaro intento di acuire ancor di più gli attriti all’interno del PDL. In Italia è ormai evidente come vi sia una oligarchia decisa a tutto pur di sbarazzarsi di Berlusconi e non riuscendovi per via democratica, a causa dell’ampio consenso popolare di cui gode il presidente del Consiglio, tale oligarchia sta tentando di eliminarlo dalla scena politica con altri mezzi. Leciti o meno che siano.
Ritornando al presidente della Camera la sensazione è che egli più che ordire un complotto stia muovendosi spinto dalla legittima aspirazione a prendere il posto di Berlusconi, ma tale aspirazione non può realizzarsi a discapito del bene del popolo e contro le regole della democrazia. Il video che ritrae Fini scherzoso e persino sarcastico nei confronti di un problema che rischia di ammorbare ancora per lungo tempo il vivere civile degli Italiani non fa onore a un uomo super partes come egli rivendica di essere. Il problema giustizia è un problema che non riguarda appena Berlusconi, è un problema da risolvere al più presto e non più rinviabile. Da quindici anni, infatti, una ristretta cerchia di magistrati tiene sotto scacco la classe politica e con essa l’intera società italiana, prova ne è l’ultimo avviso di garanzia ricevuto da Formigoni in coincidenza con l’inizio della campagna elettorale per le regionali e con motivazioni che hanno davvero del risibile.
Un contesto storico come l’attuale esige, da parte di chi ritiene di fare politica per il bene di tutti, una chiarezza di giudizio e ciò allo scopo di porre fine una volta per tutte a quell’equivoco sul rispetto delle istituzioni che vale solo nei confronti della magistratura e mai nei confronti della politica. C’è bisogno di un colpo di reni da parte della nostra classe dirigente, così se il lodo Alfano non è costituzionale sicuramente lo è l’immunità parlamentare.
