Convegno all'istituto tecnico commerciale -A.M. Jaci-
Messina – La seconda edizione della “Notte della Cultura” è stata caratterizzata, nonostante le proibitive condizioni meteorologiche, da un’affluenza strepitosa ai 53 siti allestiti nella città dello Stretto lo scorso 13 febbraio 2010. Un programma nutrito e variegato posto in essere dal Comune di Messina fra monumenti, mostre, convegni e concerti. Anche le scuole hanno dato il proprio contributo, com’è avvenuto all’I.T.C.T. “A. M. Jaci” ove ha avuto luogo l’incontro dal titolo “per una nuova identità….una scuola al passo con i tempi”, organizzato grazie alla sinergica iniziativa dell’Istituto tecnico peloritano, del comitato cittadino “100 messinesi per Messina 2mila8” e del Comitato Provinciale di Messina del Centro turistico Giovanile.
In quel pomeriggio carico di intensità, alle 18.30, ha aperto i lavori l’avvocato Silvana Paratore con un contributo sul tema “centralità della scuola per la promozione del turismo sociale, culturale e giovanile”. Brillante allocuzione nella quale è stata evidenziata con forza la necessità di avere una scuola che si adegui alle nuove esigenze di formazione e di qualificazione professionale, attraverso la creazione di progetti e di percorsi formativi che evitino l’isolamento sociale, la necessità di emigrare e la disoccupazione e che accrescano il valore del rispetto per l’altro, il senso civico e la tutela di quei principi che costituiscono il fondamento di una società moderna e democratica.
A seguire, l’intervento del professore Vincenzo Caruso, Direttore del Museo storico “Forte Cavalli” e noto storico messinese, il quale ha relazionato su “Il caso Ercolessi, spionaggio militare nello stretto di Messina”. Ha, dunque, ripercorso i momenti del sensazionale arresto, avvenuto a Messina nel luglio del 1904, di un capitano dell’esercito accusato di Alto Tradimento per aver sottratto e venduto ai francesi importanti documenti inerenti alla difesa dello Stretto. Un caso che destò stupore e sconcerto nell’opinione pubblica a livello nazionale. Un intrigante caso di spionaggio militare in cui documenti segreti, cifrari di mobilitazione e piani di fortificazioni vengono trafugati e venduti ad agenti segreti stranieri, in un clima di precari rapporti diplomatici tra gli Stati europei, intriso di diffidenze e compromessi politici.
Ha preso, quindi, la parola il dottore Enrico Casale, giornalista, membro del Centro Studi e documentazione “Forte Cavalli”, studioso di storia militare e storia Patria, il quale si è soffermato su una approfondita disamina relativa alla presenza della Croce Rossa Italiana nella città dello Stretto. Partendo dalla figura di un medico dell’esercito borbonico, Ferdinando Palasciano, che, rifiutandosi di obbedire agli ordini ricevuti, curò sia i feriti borbonici che quelli messinesi durante la battaglia di Messina del settembre 1848, ha proseguito in un appassionante -viaggio nella storia-: dall’esperienza di Henry Dunant, sui campi di San Martino e Solferino nel 1859, alla nascita della Croce Rossa Italiana nel 1864 e, due mesi dopo, alla firma della 1^ Convenzione di Ginevra. Ed ancora, la costituzione del sottocomitato di Messina nel 1890 e l’organizzazione della Croce Rossa Italiana nelle due guerre mondiali, per concludere con la riorganizzazione nel dopoguerra e l’attuale situazione del Comitato Provinciale di Messina. Al termine, un chiaro riferimento alla -Notte della Cultura-: -[…] se è vero che il patrimonio storico fa parte della nostra cultura e se è vero che la Croce Rossa fa parte del patrimonio storico, allora la Croce Rossa Italiana non può non far parte integrante del nostro patrimonio culturale […]-.
Fortemente apprezzato l’intervento “a sorpresa” del Sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che ha rivolto un saluto al pubblico presente sottolineando l’importanza della “Notte della Cultura” per la città dello Stretto.
Spazio non solo per i relatori ma anche ai meravigliosi studenti dell’ Istituto tecnico commerciale e turistico “A.M. Jaci”. In particolare, tutte le allocuzioni sono state intervallate da ottimi momenti di musica grazie alla valenza ed al talento dei giovani studenti del laboratorio didattico coordinato dalla professoressa Paola Lucchesi.
Di particolare interesse l’intervento del poeta, scrittore e saggista dottore Giuseppe Ruggeri, componente dell’associazione medici scrittori italiani, il quale si è soffermato sul tema dell’identità messinese tra letteratura e impegno civile. Questi ha sostenuto che l’identità è un profilo multidimensionale che si stratifica nel tempo e che guarda verso la memoria allo stesso modo in cui si proietta verso il futuro. Noi, ha evidenziato, non siamo se non quello che siamo stati e che saremo. L’identità, ha concluso, passa attraverso una riflessione a 360° sulle ragioni che devono connotare l’impegno di costruire una città ed una società migliori. Un edificio sempre più alto, quello che si delinea nel futuro, che potrà accrescersi sempre più e con slancio sicuro quanto più profonde e diramate sono le sue radici.
Ha concluso i lavori il professore Alfio Seminara, Direttore dell’Archivio di Stato, il quale si è soffermato sul tema “il fondo delle pergamene dell’Archivio di Stato”, sottolineando, nel corso dell’esposizione, che “[…] non è facile avventurarsi in un Archivio di Stato se non si possiedono strumenti culturali e tecnici adatti e questo spiega perché non ci sono mai file di persone che aspettano di entrare in un Archivio, perché in un Archivio non si entra per guardare ma per studiare […]”.
Nel corso della serata il Maestro Renato Fasanella ha preparato delle matrici xilografiche per i numerosi ospiti presenti.
Questa e numerose altre attività si sono svolte presso gli Istituti scolastici della città, eventi sicuramente non di secondo piano anche e soprattutto nella considerazione che la scuola rappresenta uno step fondamentale nel lungo percorso della nostra crescita culturale.
