Asp Messina, sui contratti non rinnovati è scontro tra azienda e sindacati VIDEO

Asp Messina, sui contratti non rinnovati è scontro tra azienda e sindacati VIDEO

Giuseppe Fontana

Asp Messina, sui contratti non rinnovati è scontro tra azienda e sindacati VIDEO

mercoledì 20 Luglio 2022 - 07:16

L'ultimo attacco ai vertici dell'azienda sanitaria arriva dalla Cisl Fp. Alagna risponde: "Rimodulato la forza lavoro guardando a esigenze e bilanci"

di Giuseppe Fontana e Silvia De Domenico

MESSINA – Ormai da settimane l’Asp Messina è sotto “attacco”. Tutto è accaduto da quando, allo scadere del 30 giugno scorso, non sono stati rinnovati i contratti di molti professionisti inseriti in organico per far fronte all’emergenza Covid. Biologi, psicologi, ma anche dirigenti infermieristici e tecnici della prevenzione, hanno visto i propri contratti scadere senza alcun rinnovo. Da lì gli attacchi dei sindacati e le richieste di risposte certe avanzate da deputati regionali come nel caso di Elvira Amata, che ha presentato interrogazioni al Parlamento siciliano.

L’attacco della Cisl Fp: “Non ci sono parole”

L’attacco della Cisl Fp è forse il più recente. “Non ci sono parole per descrivere le scelte operate dall’Asp di Messina – attacca Giovanna Bicchiere, segretaria generale – una delle poche o forse addirittura l’unica azienda della Regione Sicilia che invece di prorogare tutti gli incarichi in data 30 giugno 2022, ha siglato la fine del rapporto di lavoro di molti professionisti dell’area Sanitaria tra Biologi, Psicologi, Tecnici della Prevenzione, dirigenti infermieristici, riducendo le ore a Farmacisti, Infermieri, Assistenti Amministrativi, Collaboratori Amministrativi (tranne pochi eletti che lavorano a Palazzo Geraci), prorogando soltanto di un mese il personale OSS dell’Emergenza Covid, rischiando gravemente di mettere ancora una volta in crisi il Sistema sanitario della provincia di Messina”.

“L’Asp spende soldi pubblici per mantenere personale amministrativo”

“E’ sotto gli occhi di tutti – prosegue il sindacato – che l’Azienda Sanitaria Provinciale Messinese sta continuando ad intraprendere provvedimenti a nostro giudizio discrezionali e troppo spesso disparitari; insomma un’Asp che spende i soldi pubblici per mantenere personale amministrativo che nel caso dell’emergenza Sanitaria, da solo, per quanto importante, non può mai assicurare il Diritto alla Salute dei Cittadini. Siamo in un ulteriore picco pandemico e senza rendercene conto l’infezione sta aumentando quotidianamente, e nonostante questo la Direzione Amministrativa dell’Asp di Messina ha già “dimenticato” la vera grande Missione della Sanità Pubblica”.

Alagna: “Rimodulato la forza lavoro”

La risposta di Bernardo Alagna è arrivata. “Sapete benissimo che dal primo aprile non c’è più lo stato d’emergenza nazionale – spiega il commissario straordinario dell’Asp Messina – e questa non è soltanto un’enunciazione ma ha implicazioni di varia natura, organizzativa e di ordine economico. Vuol dire che le rimesse economiche dello stato che andavano a cascata verso la Regione sono diminuite se non chiuse. C’è da rivalutare cosa si sta facendo e quindi rimodulare la forza lavoro per contemperare le esigenze di cura dei cittadini senza perdere di vista la contabilità dell’azienda stessa. Abbiamo ritenuto insieme alla struttura commissariale che alcune componenti che hanno accompagnato la campagna pandemica di questi mesi non siano più necessarie. Ma se dovesse tornare una situazione di tipo diverso, in cui c’è necessità di riaprire alcune attività sanitarie, saranno prese in considerazione per recuperarle”.

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