Sequestro all'avv. Lo Castro, sotto chiave anche la residenza dei Chigi in Toscana VIDEO

Sequestro all’avv. Lo Castro, sotto chiave anche la residenza dei Chigi in Toscana VIDEO

Alessandra Serio

Sequestro all’avv. Lo Castro, sotto chiave anche la residenza dei Chigi in Toscana VIDEO

venerdì 04 Luglio 2025 - 09:46

30 mln di euro l'ammontare del sequestro. Chiesta la sorveglianza speciale per i due professionisti coinvolti

C’è anche una antica residenza dei Chigi tra i beni sequestrati all’ex avvocato Andrea Lo Castro e all’avvocato Francesco Bagnato nell’ambito dell’operazione che ha portato al “congelamento” di un patrimonio complessivamente stimato intorno ai 30 milioni di euro.

La residenza storica ad Asciano

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina, ai comandi del colonnello Girolamo Franchetti, ha posto i sigilli anche ad un tipico podere nobiliare a Leonina, nel comune di Asciano. Il podere, nel cuore delle crete senesi e ad un tiro di schioppo da una struttura ricettiva di lusso, è costituito da una casa colonica ed abbellito da una pregevole cappella sconsacrata che si ritiene possa coincidere con un’antica rocca risalente al Medioevo. In base alle ricerche storiche, l’immobile sarebbe appunto appartenuto alla famiglia Chigi che su questa rocca fece erigere anche la chiesa ancora esistente dedicata a San Bartolomeo. La Chiesa, ad unica navata, risale al 1200. Sequestrati anche i pregevoli arredamenti d’epoca e le attrezzature del podere. (leggi qui I dettagli del sequestro)

Il maxi sequestro

Il sequestro è scattato nei giorni scorsi dopo gli accertamenti della GdF sulle società e i conti correnti dei due professionisti coinvolti nell’operazione Default. Il processo arriverà a sentenza di primo grado entro fine anno, intanto le Fiamme Gialle hanno verificato l’operatività di almeno 4 società di Lo Castro e Bagnato e ritengono che i due abbiano effettuato una serie di passaggi per evitare il sequestro degli immobili acquisiti all’asta negli ultimi anni. Acquisizioni operate, è la tesi degli inquirenti, grazie ai profitti dei reati contestati nell’operazione Default e comunque non coerenti con i redditi dichiarati negli stessi anni.

Sorveglianza speciale in vista?

La Direzione distrettuale antimafia ha chiesto la confisca e la sorveglianza speciale per 5 anni, il giudice deciderà dopo l’udienza del 14 ottobre prossimo, una volta sentiti anche i difensori, gli avvocati Antonello Scordo e Nino Favazzo. I legali stanno esaminando le carte e valutando la strategia difensiva.

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