Totaro: “Curerò Messina, città malata” INTERVISTA VIDEO - Tempostretto

Totaro: “Curerò Messina, città malata” INTERVISTA VIDEO

Marco Olivieri

Totaro: “Curerò Messina, città malata” INTERVISTA VIDEO

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martedì 03 Maggio 2022 - 07:15

L'attenzione per ogni cittadino: ecco l’obiettivo del medico, candidato sindaco sostenuto dall'ex consigliere comunale Daniele Zuccarello

Di Marco Olivieri, riprese video e montaggio di Silvia De Domenico

MESSINA – Chi è il candidato sindaco Salvatore Totaro?

«Sono un medico. Ho 63 anni. Lavoro da una vita: sono stato vent’anni in clinica medica. Faccio l’internista e il cardiologo. Dal 1996 sono sul territorio a gestire la medicina generale e mi adatto a tutte le funzioni cliniche che questa materia comporta. Lo faccio con grande passione e determinazione – sottolinea il candidato sostenuto da Futuro, Trasparenza e Libertà con presidente Daniele Zuccarello, dall’Ucdl – Unione per le cure, i diritti e le libertà e ora pure dalla sezione messinese del Movimento Siciliano d’Azione – in coerenza con ciò che ho sempre detto ai giovani, durante la didattica formativa. Ovvero, che bisogna prima traboccare e poi riversare agli altri. Questo mi porta a essere sempre in prima linea perché mi piace ascoltare la gente in tutti i suoi bisogni».

Lei si definisce “curatore di una città malata” ed è entrato in sintonia con l’ex consigliere comunale Zuccarello. Come è nata questa intesa?

«L’ho incontrato nelle piazze, in questi anni. Siamo in sintonia perché affrontiamo i bisogni dei cittadini. Lui da non tecnico e io da tecnico. Con Futuro, Trasparenza e Libertà, il movimento di Zuccarello, sono stato alla convention di Francesca Donato, che appoggiamo come candidata sindaca a Palermo e che verrà a Messina per sostenerci. Per quanto mi riguarda, io vengo dalle terapie precoci domiciliari con l’Ucdl. Un movimento associativo animato da circa 800.000 persone in Italia, guidato dall’avvocato Erich Grimaldi, e con il quale io sono stato presente in tutte le piazze italiane. Con Zuccarello, Grimaldi e altri esponenti di associazioni, siamo uniti per fare sentire la nostra voce. Siamo forse i Davide contro i Golia. Ma il Davide che ha fede in Dio, ha anima e coraggio, e non teme lo scontro».

Lei cosa vorrebbe realizzare?

«Vorrei dare alla gente la voce che non ha e consentire il riscatto. Ci sono tante persone meritevoli ma poco conosciute. Noi faremo uno sportello permanente dove ciascuno potrà consegnare i propri progetti. Con una commissione, valuteremo le migliori idee per poi farle apprezzare da tutti gli organi professionali. Da questo parte il valore della città e non solo dalla politica: i cittadini non devono servire la politica. È la politica che deve servire i cittadini».

Che cosa replica a chi la considera un candidato no vax?

«Io non sono mai stato un no vax. Sono sempre stato un vaccinatore e ho fatto tutti i vaccini sul mio corpo. In realtà, ho espresso una valutazione su questa terapia vaccinale, che è stata introdotta e che voleva essere la soluzione di un problema virale. Purtroppo non c’è stato un dialogo su questa terapia, presentata come l’unica, mentre noi sapevamo che c’era la terapia precoce domiciliare che aveva una valenza assoluta».

Quali priorità per Messina? Nella prima uscita pubblica lei ha parlato di riforme scolastiche e sanitarie ad esempio…

«Bisogna fare un salto di qualità sia nella sanità sia nell’istruzione. Abbiamo perso anni di vita scolastica, di cultura e di valorizzazione degli adolescenti, che avranno difficoltà ad andare avanti. Noi prima dobbiamo capire cosa dobbiamo fare di questi giovani. Dobbiamo avviarli al lavoro o parcheggiarli per tanti anni per poi lasciarli andare allo sbaraglio, andando a fare attività nei servizi alternativi del Comune? Io vedo che, in Messina Servizi, ci sono tanti laureati. Una grande sofferenza perché quei laureati sono costati alle famiglie e si sono sacrificati per raggiugere quel risultato. Va valorizzato il merito, invece, e la riforma scolastica va di pari passo con la formazione. L’inserimento in un’azienda, inoltre, deve essere gratificante per chi ci lavora».

E le riforme sanitarie?

«Io lavoro da anni per un miglioramento della sanità nel territorio. Ricordo che, nel 1994, con l’assessore Pagano, fui il promotore del sistema di emergenza e urgenza. Ancora la legge sul 118 non era stata recepita in Sicilia. Noi ci siamo impegnati proprio per il 118, oggi forse la migliore realtà del territorio. Migliorare i servizi territoriali: ecco il nostro obiettivo. Gli ospedali sono stati depauperati di risorse umane e attività scientifica. E il territorio? È apparso depresso, abbandonato, negli ultimi due anni. Quarantaduemila medici di famiglia, che avrebbero dovuto essere la barriera assoluta contro questo incendio globale che è avvenuto, non sono stati fatti uscire dalle loro dimore. La sanità deve tornare a essere sanità, senza che la politica si sostituisca ad essa».

Qual è il suo punto di vista sul Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza?

«Io lo vedo un po’ come fumo negli occhi. Ricordiamoci che è a debito e non a finanziamento zero. Dove non arrivano i privati, si può agire con il Pnrr ma davvero tanti progetti si possono realizzare con i finanziamenti privati. Perché agire sempre per mezzo di una macchina burocratica, statale, amministrativa talmente esuberante quanto difficile da gestire? Il Pnrr è un valido strumento di finanziamento, però collaboriamo anche con i privati. Quelli giusti e non i compari, in una gestione trasparente».

La sua idea di Città metropolitana?

«Sono favorevole. La sinergia è molto più bella rispetto al lavorare da soli. Si dice che il pesce puzza dalla testa. Oggi noi siamo per un’alternativa che punta a far ritornare il profumo nella città. Fino adesso abbiamo sentito solo puzza. Vogliamo far profumare di bellezza questa realtà territoriale perché ha tanta storia e tante cose da valorizzare. Lavorando insieme, la Città metropolitana può offrire un grande esempio di efficacia organizzativa, entrando in competizione ad esempio con Catania e Palermo. Riducendo il territorio, con Montemare trasformato in Comune a sé, perderemmo invece questa possibilità. Torneremmo indietro nella qualità di una città che è morente».

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5 commenti

  1. cittadino sconvolto 3 Maggio 2022 12:11

    malata con il favoritismo che voi avete creato ritirati

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  2. ma pensa seriamente di fare il sindaco?????????
    Non scherziamo con le cose serie

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  3. Avrà trovato la formula magica con cui cura tutto, o avrà parlato con Harry Potter.

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  4. Senza parole😂😂😂😂

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  5. La sanità? Ma lo sa che non é competenza comunale? …. quindi proprio parole parole parole….

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