Nel 2022 il blitz della Gdf contro il narcotraffico dei Cuscinà a Giostra. Per chi la condanna è definitiva e per chi no
Messina – Soltanto sette condanne diventano definitive al processo nato dall’operazione Impasse, l’inchiesta sul narcotraffico gestito dalla famiglia Cuscinà nel rione Giostra e i collegamenti con i fornitori della droga calabresi. La Sesta sezione della Corte di Cassazione ha confermato sette dei verdetti emessi dalla Corte d’appello messinese circa un anno fa. Per tutti gli altri imputati (erano complessivamente 37) si torna davanti ai giudici di secondo grado.
Le condanne definitive
Ecco per chi le condanne sono definitive: Patrik Antonio Emanuele e Nunzio Pantò (5 anni); Santo Sarnataro (4 anni); Viviana Di Blasi e Maria Cacopardo (9 anni); Francesco Musolino (2 anni e 8 mesi). Condanna rimodulata in 5 anni per Filippo Bonanno (in appello erano 5 anni e 8 mesi).
La Suprema Corte ha fatto cadere, senza disporre il rinvio, il reato associativo contestato ai fornitori calabresi; per loro diventano definitive le condanne disposte quindi soltanto per i reati di droga. Cade l’accusa di far parte dell’associazione anche per altri imputati messinesi, per i quali restano confermate le condanne per droga. Si tratta di Giuseppa Di Amico Giando, Rosa Bonanno, Natale Viola e Gianluca Siavash.
Per tutti gli altri imputati invece il processo è da rifare e si tornerà davanti ai giudici d’appello messinesi, con la Corte in composizione diversa da quella che li ha giudicati un anno fa ovviamente. Ecco i nomi e le condanne che devono essere ora rivalutate.
La sentenza d’appello sull’operazione Impasse
17 anni a Giovanbattista Cuscinà, 2 anni e 8 mesi a Giovanni Kevin Calarese, 3 anni a Daniele Giannetto; 5 anni e 8 mesi a Filippo Bonanno, 2 anni e 8 mesi a Maurizio Trifirò; 3 anni a Giovanni Bonanno, 3 anni e 8 mesi a Carmelo Lo Duca, 5 anni e mezzo a Salvatore Lo Duca; 4 anni e 8 mesi a Giuseppe Abate; 5 anni per Francesco Spadaro, 8 anni a Graziano Castorino; 10 anni a Gianpaolo Scimone; 4 anni a Francesco Giofrida, 2 anni e 4 mesi a Deborah Mandini, 6 anni a Davide Stroncone, 3 anni e 8 mesi a Davide Lo Turco, 5 anni e 8 mesi a Giuseppe Castorino, 4 anni a Benedetto Mesiti, 6 anni a Michele Fusco; 2 anni e 2 mesi ad Alessia Maccarone; 6 anni ad Alessandro Bonasera; 5 anni a Giovanni Vezzosi, 7 anni a Salvatore Chiarenza; 2 anni e 8 mesi a Calogero Rolla; 2 anni a Claudio Rotondo;
L’operazione Impasse
Nel 2022 la Guardia di Finanza fece scattare la retata nel rione Giostra dopo aver ricostruito il giro di droga portato avanti dai Cuscinà di Giostra a partire dal 2020. Per aggirare i controlli durante il lockdown da pandemia Covid 19 sono state usate in qualche caso le ambulanze. Topo Gigio era il soprannome di uno dei complici, incaricato di custodire la droga, mentre Sky era il sistema criptato istallato su cellulari, costosi almeno quanto un mese di reddito di cittadinanza, usato dai fornitori per comunicare con i “clienti” in maniera riservata.
Ad aiutare gli investigatori furono le rivelazioni di Giovanni Bonanno (leggi qui chi è “Il canazzo”). Alla base del blitz ci sono anche i suoi verbali (leggi qui i dettagli della retata) Durante il processo si è pentito un altro protagonista del giro di droga, Nicola Mantineo.
ll collegio difensivo
Il processo ha visto impegnati gli avvocati Alessandro Trovato, Cinzia Panebianco, Salvatore Silvestro, Antonello Scordo, Giuseppe Donato, Dario Cocivera, Antonio Langher, Daniela Garufi, Giuseppe Carrabba, Fortunato Strangi, Antonio Centorrino, Tino Celi, Tancredi Traclò, Antonio Bongiorno, Giuseppe Bonavita, Alessandro Billè, Nunzio Rosso, Nino Cacia, Gabriele Lombardo.
