Messina, la corsa verso Palazzo Zanca: ecco chi è in testa nelle preferenze parziali

Messina, la corsa verso Palazzo Zanca: ecco chi è in testa nelle preferenze parziali

Marco Ipsale

Messina, la corsa verso Palazzo Zanca: ecco chi è in testa nelle preferenze parziali

martedì 26 Maggio 2026 - 09:08

Le preferenze iniziano a delineare chi saranno i protagonisti del prossimo Consiglio comunale

Siamo ancora nel campo delle proiezioni parziali, con 83 sezioni scrutinate su 253, ma i dati sulle preferenze dei singoli candidati consiglieri iniziano a disegnare una mappa sempre più nitida di chi ha maggiormente convinto l’elettorato. Con quasi un terzo dei seggi scrutinati, emergono nomi che, grazie a un solido radicamento territoriale, si avviano a varcare la soglia di Palazzo Zanca.

Il blocco di Basile

Nelle liste del sindaco uscente, che ha diritto al premio di maggioranza di 20 seggi, la competizione è serrata. In Sud chiama Nord, che punta a ottenere 7 seggi, spiccano i numeri di Nicoletta D’Angelo (407 voti), Serena Giannetto (415) e Sebastiano Pergolizzi (388), seguiti da Giuseppe Busà (366), Massimiliano Minutoli (341), Letteria Cannata (323), Vincenzo Caruso (165), Antonia Femminò (214), Alessandra Calafiore (236) e Mariagrazia Interdonato (256). Nella lista Basile sindaco di Messina, accreditata di 4 seggi, il primato parziale è di Nicola Maddocco (378 voti) e Calogero Brancatelli (278), seguiti da Francesco Benedetto (184), Gabriele Arcovito (170), Valentina Capone (165), Noemi Florio (146), Giuliana Marino (118) e Annamaria Maiuri (113).

Guardando a Messina Protagonista, che mira a 3 seggi, guidano la pattuglia Paolo Alibrandi (235 voti), Antonino Bonfiglio (222), Alessandro La Cava (207), Sergio Naccari (195), Simona Paratore (189) e Francesco Giorgio (186), mentre per Federico per Messina, anch’essa su una proiezione di 3 seggi, la lotta per il vertice vede in testa Mirko Cantello (309), Cetty Pirone (295), Francesco Romano (216), Pietro La Tona (188), Francesco Asciutto (180) e Massimo Rizzo (152). Infine 3 seggi anche per Amo Messina: si registra un forte consenso per Giuseppe Chiarella (272 voti), Silvia Bosurgi (184), Natalino Summa (134) e Letteria Sciuto (126).

Il centrodestra: FdI e la sfida interna

Nel fronte delle opposizioni, che si spartiscono i restanti 12 posti — con un seggio assegnato di diritto a Marcello Scurria in quanto candidato sindaco perdente — la lista Fratelli d’Italia (stimati 3 seggi) vede momentaneamente in testa Debora Buda con 364 voti, seguita da Libero Gioveni (348), Dario Carbone (341), Antonino Ferrera (327), Pasquale Currò (292) e Andrea Fiore (266). Nei Popolari e Autonomisti (stimati 3 seggi), la sfida vede in testa Benedetto Vaccarino (647 voti), Anna Sorbello (560), Alessio Bartolone (428) e Giandomenico La Fauci (405), mentre nella lista Marcello Scurria sindaco (stimati 2 seggi), i nomi di riferimento sono Simona Contestabile (190 voti), Giuseppe Capurro (162), Domenico Guerrera (155) e Maria Concetta Ingemi (125).

La Lega e il PD: i volti delle opposizioni

Sul fronte del Partito Democratico, la proiezione oscilla tra i 2 e i 3 seggi. La lista è trainata da Mariella Perrone (529 voti), Alessandro Russo (417), Antonella Russo (411), Felice Calabrò (343), Alberto Jaci (215) e Giampiero Terranova (173). In casa Lega, con lo scrutinio arrivato a tre sezioni dalla fine, il partito si attesta al 5,07%. Con il superamento della soglia di sbarramento fissata al 5%, il Carroccio conquista di diritto un seggio in Consiglio. La sfida interna per occuparlo vede in testa Amalia Centofanti (349 voti), Giuseppa Caruso (294), Cosimo Oteri (278) e Giuseppe Villari (244).

Nota metodologica

Le stime sui seggi sono puramente teoriche e basate sul metodo d’Hondt applicato ai dati parziali; l’assegnazione finale dipenderà dal voto definitivo e dal calcolo dei resti. L’ingresso della Lega al 5,07% ha inevitabilmente assorbito una quota del riparto, rendendo incerta la distribuzione dell’ultimo seggio conteso, che potrebbe oscillare tra il Pd e le altre formazioni di minoranza. L’ordine dei candidati eletti all’interno di ciascuna lista è determinato dal numero di preferenze individuali. I dati coprono le liste che, al momento, risultano aver superato lo sbarramento: si tratta di un’istantanea parziale suscettibile di variazioni significative man mano che lo spoglio procederà nelle ultime sezioni rimanenti. Il calcolo finale dei resti definirà il volto definitivo della nuova assemblea cittadina.

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