Le buone intenzioni della proprietà che punta anche al femminile e al settore giovanile sembrano tralasciare l'importanza della prima squadra
MESSINA – Sembra di rivivere quelle settimane, forse mesi, in cui la squadra viveva un chiaro momento di difficoltà e la proprietà neo-arrivata quasi a lasciarla al proprio destino, restando molto attiva invece sull’extra campo. Gli interventi, sempre che ci siano stati, non sono risultati efficaci e alla fine tutta la piazza ha dovuto vivere l’amara retrocessione in Eccellenza campionato che a tutt’oggi il Messina dovrebbe giocare.
Sembra quasi un paradosso che la prima squadra cittadina per seguito, non per categoria visto che in Eccellenza c’è anche la Messana, possa disporre potenzialmente di due impianti storici e importanti, Scoglio e Celeste, il suo brand viaggia in tutto il mondo con i camp all’estero, da pochi giorni è stata annunciata la squadra femminile e il settore giovanile, più nel gruppo adesso anche un club di calcio a 5 maschile.
Tutto ciò a fronte di una prima squadra ben lontana dal professionismo e che attende l’esito della domanda di ripescaggio in Serie D. Quasi un’ossimoro perché da una parte si tenta di fare il grande calcio mentre dall’altra la categoria stride con le spese fatte e promesse. Un po’ come per il 125° annniversario del club con i campioni a riempire il Franco Scoglio e poi la domenica in campionato si vedeva una squadra che aveva chiaramente bisogno di interventi sul mercato.
Il nodo ripescaggio, fondamentale per il Messina
Così mentre il Messina prepara tutto il contorno manca ancora la portata principale che va bene ricordarlo sarebbe comunque non all’altezza. Anche arrivasse il ripescaggio in Serie D sarebbe comunque una categoria dilettantistica, la più importante, mentre fare un campionato di Eccellenza per la prima volta nella propria storia sarebbe a tratti umiliante.
I tempi non giocano a favore del Messina nel senso che per uscire da questo purgatorio o addirittura inferno, bisognerebbe attendere ancora un anno, ad esempio in caso di ammissione in Serie D, mentre dall’altra parte fare l’Eccellenza, puntando chiaramente alla promozione, significherebbe almeno due anni, seguendo il normale percorso, lontano dal professionismo.
Servono certezze per la nuova squadra
Se cambia poco ai tifosi che si sono ormai rassegnati a stagioni dalle prospettive non altissime e cambia poco anche ai proprietari che investendo qui hanno messo in conto tutto ciò, cambia molto con i tempi intanto per conoscere l’esito del ripescaggio che porterà via ancora altre settimane. Ma soprattutto cambia in modo radicale, ed è diventato evidente in queste prime settimane, per quando riguarda la costruzione della nuova squadra.
Il ds Pellegrino è al lavoro, ma anche se non viene detto ufficialmente sta trovando difficoltà a chiudere le operazioni perché i calciatori, chi più chi meno, vogliono sapere in che categoria giocheranno. Ad esempio Ciccio Giunta, ex Messina e lo scorso anno a Milazzo, vorrebbe tornare ma dalla C all’Eccellenza il salto d’amore sarebbe forse troppo. Allo stesso modo il tempo che passa fa scendere le quotazioni di Alfio Torrisi, allenatore designato che sembrava ad un passo e ad oggi non lo è più tanto. Forse meglio per la piazza visto che lo scorso anno alla Reggina non utilizzò proprio frasi carine nei confronti dei biancoscudati.
Certamente saranno in tanti a restare nel limbo finché non sarà risolto l’affaire ripescaggio ma il tempo che rallenta i giocatori e la costruzione della squadra non aiuta il campionato del Messina che dovrebbe presentarsi già da chiara favorita a suon di nomi per scoraggiare le altre e soprattutto con un ritiro che quest’anno si farà, già annunciato a Cascia da lunedì prossimo 20 luglio la domanda è chi lo dirigerà, mancando un allenatore, e chi saranno ad usufruirne, mancando i calciatori.


Sono semplicemente disorganizzati e forse senza una importante disponibilità economica. Il Taranto calcio, che come il Messina è in attesa di ripescaggio in serie D, ha già la squadra pronta e l’allenatore. Non serve aggiugere altro.
Secondo la tradizione biblica, descritta nel libro della Genesi, Dio ha creato il mondo in sei giorni, riposandosi poi il settimo… ancora c’ è del tempo.!!!!