"Il Pd, prima di attaccare le opinioni altrui, le dovrebbe comprendere bene"

“Il Pd, prima di attaccare le opinioni altrui, le dovrebbe comprendere bene”

Pippo Trimarchi

“Il Pd, prima di attaccare le opinioni altrui, le dovrebbe comprendere bene”

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giovedì 15 Ottobre 2026 - 11:00

L'opinione. Le osservazioni dell'editore di Tempostretto alla replica del Partito democratico di Messina a un suo recente articolo

Non avendo avuto la possibilità di farlo prima, replico soltanto adesso a un violento attacco nei confronti della mia persona e del mio ruolo di editore, condotto dal Partito democratico in replica a un mio articolo in cui esponevo delle valutazioni politiche. Nel testo in questione ho focalizzato le mie argomentazioni sull’esistenza di un aggregato di interessi che tenta ancora di esercitare un forte condizionamento sulle scelte fondamentali che riguardano la città. Per descriverlo ho scritto che “questa specie di consorteria che condivide un istinto predatorio e una mediocrità umana e culturale, non ha sopportato e non sopporta di essere tenuta ai margini del potere e vuole a tutti i costi tornare a gestirlo”. Non c’erano risvolti di carattere giudiziario nell’articolo, altrimenti avrei senz’altro interessato gli organi preposti.

Leggere con disponibilità all’ascolto evita giudizi ingenerosi

Ho proseguito l’articolo affermando che l’avvento di Cateno De Luca ha scardinato questo sistema. Lo confermo e, soprattutto, lo confermano i fatti. Ho anche sostenuto che il Pd, ostinandosi a condurre nei confronti del leader di Sud Chiama Nord e del suo progetto politico-amministrativo una battaglia che non tiene conto dei risultati raggiunti, finisce per favorire i campioni della stagnazione e del regresso. Si rende, così, “servo sciocco” di chi vuole tornare a gestire il potere con i soliti metodi. Intendevo così dire che un certo tipo di azione politica rischia, seppur involontariamente, di creare spazio a chi non ha fatto e non fa il bene della città. Non intendevo certo accomunare il Pd ai giudizi da me formulati nei confronti di coloro che considero responsabili di una visione predatoria della città. Men che meno intendevo riferirmi ad ipotesi di soggezione di quel partito “ad interessi occulti e di slealtà verso la città”, come sostengono i suoi dirigenti nella replica al mio articolo. Bastava leggere il testo con maggiore attenzione e disponibilità all’ascolto per evitare che il senso del mio ragionamento fosse snaturato a tal punto da dare luogo a un’invettiva ingiustificata e ingenerosa nei miei confronti.

Un punto di vista che non andava criminalizzato

Non voglio con questo sostenere che il mio giudizio non sia stato pesante. Rappresenta tuttavia il frutto della delusione di chi vorrebbe un Centrosinistra e un Pd in grado di valutare le situazioni senza farsi irretire da ragioni di appartenenza ma riflettendo bene sull’interesse generale della comunità.

Le mie opinioni personali e la libertà di Tempostretto

Anche se non sarei tenuto a farlo, preciso che quello espresso nell’articolo in questione è il mio punto di vista e non coinvolge in alcun modo né i soci né la redazione del giornale. Nessuno può, comunque, contestare il mio diritto di scrivere delle opinioni come cittadino e di farlo nel giornale che ho fondato quasi vent’anni fa.

Tempostretto è nato per essere libero e per raccontare il nostro territorio senza preconcetti o strumentalizzazioni. La grande fiducia che ci hanno accordato e che ci accordano i lettori costituisce la riprova più evidente dell’onestà con cui svolgiamo il nostro compito. Dichiaro, poi, senza tema di smentite, che nessun giornalista che abbia lavorato o lavori a Tempostretto può in alcun modo affermare che da parte dell’editore sia stata mai esercitata una qualche forma di pressione sul suo lavoro. Da questo punto di vista, respingo con forza il riferimento dei dirigenti del Pd al fatto che la posizione da me espressa possa mettere in cattiva luce i redattori del giornale sul piano della loro libertà, rispetto alla quale, però, “non hanno dubbi”. Se libertà c’è è perché la redazione la pratica e perchè il sottoscritto e gli altri componenti della società editrice ne fanno la sostanza del loro impegno. Nessuno può permettersi di alludere a divaricazioni che non esistono e, soprattutto, sindacare sulle modalità interne di gestione del giornale.

Per quanto riguarda, poi, la candidatura al Consiglio comunale del nostro socio Diego Indaimo, anche in questo caso si tratta di una scelta personale che non coinvolge il giornale né è in alcun modo correlato o correlabile ai miei giudizi sull’operato dell’amministrazione Basile che, ricordo ancora una volta, è stata confermata con il consenso di quasi il 60% dei votanti.

L’alleanza nazionale di Cateno De Luca con il Centrodetra

Non mi sottraggo adesso ad affrontare una tematica molto delicata in relazione ai miei ragionamenti su Cateno De Luca. Non condivido la sua scelta di allearsi a livello nazionale con il Centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Resto, tuttavia, convinto che rispetto a questo esito infausto la debole intenzione di dialogo del Centrosinistra abbia avuto un ruolo decisivo. De Luca, che definisce il suo partito post-ideologico, risulta che abbia intavolato ragionamenti con entrambi le coalizioni. Se da parte di chi decide all’interno dello schieramento progressista si fosse manifestata un’attenzione convinta alla strategia politica e alla visione municipalista di Sud Chiama Nord, non è escluso che le cose potessero andare diversamente. Adesso c’è il rischio effettivo che i voti del partito di De Luca aiutino la Meloni a vincere le elezioni. Spero francamente che questo non avvenga. L’ondata dell’ultradestra che monta nel mondo sta creando danni incalcolabili e va fermata.

Rimuovere in Sicilia i veti verso il sindaco di Taormina

Al contempo, per quanto riguarda le prossime elezioni regionali, continuo a pensare che l’apertura del Centrosinistra a De Luca rappresenti ancora un’ipotesi sulla quale lavorare. E’ ormai opinione comune che la competenza amministrativa e la capacità di valorizzare le potenzialità del territorio appartengano al bagaglio di operatività del sindaco di Taormina, senza, con questo, voler negare errori, sui quali è sempre possibile intervenire con la necessaria onestà intellettuale.

Le questioni assimilabili alla visione progressista

Per quanto riguarda, poi, le tematiche che dovrebbero essere più care al Centrosinistra, De Luca ha dimostrato di saperle mettere al centro della sua opera di governo dei territori, pur senza ergerle ad espressione ideologica. Mi riferisco alla gestione dei rifiuti, alle pratiche di mobilità sostenibile, all’organizzazione dei servizi amministrativi, agli interventi contro il dissesto idrogeologico, ai lavori di efficientamento energetico, all’opera di ristrutturazione delle scuole per la sicurezza di insegnanti ed alunni. Queste architravi strategiche ed altre che non cito possono senz’altro costituire la base per un accordo elettorale tra Centrosinistra e De Luca in grado di fermare il declino della Sicilia e di assicurare alla nostra isola un’occasione di rilancio.

Alleanze variabili tra nazionale e territoriale, realtà già vista in passato

D’altra parte non è la prima volta che nelle regioni e nelle amministrazioni locali si assista ad alleanze di composizione diversa rispetto al quadro nazionale. E dunque anche nel caso di De Luca, ove si tengano in considerazione i fatti, non ha senso che il suo accordo con la Meloni possa giustificare il veto del Centrosinistra nei suoi confronti.

Se poi qualcuno ritiene che rinunciare all’apporto di De Luca e affidarsi a Ismaele La Vardera per affrontare le elezioni in Sicilia costituisca la soluzione, mi sembra opportuno consigliare valutazioni attente: i voti veri sono quelli dei seggi e non già quelli dei sondaggi.

3 commenti

  1. detto dall’ex segretario cittadino dei DS o PDS che fosse, responsabile di una delle più sonore sconfitte elettorali mai registrate dalla sinistra a Messina, la cosa è davvero comica!|

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  2. Condivido l’analisi dell’editore e purtroppo continuo a pensare che il PD messinese non voglia giocare la partita preferendo buttare la palla in tribuna

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  3. Come uomo della strada, può esprimere ciò che ritiene… come editore di un giornale che lei definisce “libero e imparziale” (per me, al servizio di de luca) dovrebbe avere il buon gusto di tacere!

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