Ancora una volta vi proponiamo il racconto di un cittadino alla prese con i cronici ritardi del trasporto pubblico. Disagi più che mai difficili da sopportare quando il sole picchia forte e la noncuranza regna sovrana
Una mail indirizzata al direttore generale dell’Atm Claudio Conte e “per conoscenza” anche alla stampa. Una mail che racconta disservizi diventati purtroppo ordinaria amministrazione quando si parla dell’azienda di pubblico trasporto della città; una mail in cui cittadino descrive, passaggio dopo passaggio, l’odissea di una corsa in tram; una mail che, purtroppo, non stupisce più perché le circostanze sono per molti aspetti simili a quelle raccontatevi qualche mese fa (vedi correlato) attraverso il video-inchiesta sui cronici ritardi dei bus che forniscono, anzi dovrebbero fornire, i villaggi collinari della VI circoscrizione, in particolare quello di Salice. La similitudine più evidente, la chiamata che lo sfortunato cittadino decide di fare al centralino Atm per chiedere delucidazioni in merito ai problemi verificatesi: il tono della risposta, anzi della non risposta, è esattamente il medesimo di quello utilizzato dall’operatore “immortalato” nel nostro video.
Di seguito riportiamo integralmente la testimonianza dell’utente.
Gentile Ing. Conte,
le scrivo questa mail, dopo aver perso circa 2 ore per fare 1 Km con il tram dalla fermata di Piazza Unione Europea a quella della Caronte e ritorno. Alle ore 12,45 arrivo alla fermata di Piazza Unione Europea dove trovo ad attendere il tram altre 30 persone, la maggior parte di queste anziane; premetto che la temperatura esterna oggi è stata di circa 33°. Non vedendo arrivare il tram dopo i canonici 15 minuti mi permetto di chiamare il centralino dell’ATM dove una gentile signora
mi risponde che il tram sarebbe passato subito. Alla mia seconda telefonata corregge il tiro dicendo che ci sono 2 vetture rotte e che quindi avrei dovuto aspettare un po’ di più. Il tram è passato alle
ore 13.35, nel frattempo una persona si è sentita male per il caldo e ha chiamato un parente che credo l’abbia portata al pronto soccorso. (Fino a questo momento sono passati 50 minuti). Arrivato nei pressi della Caronte, alle ore 14.31 decido (impavido) di riprendere il tram dalla stessa fermata in cui ero arrivato, per tornare a Piazza Unione Europea. Dopo circa 35 minuti di attesa, decido di richiamare l’ATM e parlo con un signore al numero 0902285333, il quale mi ribadisce che ci sono problemi all’ATM e che mi sarei dovuto arrangiare. Chiedo allora, visto che anche in questa fermata ci sono molti anziani, di poter avere una navetta che sostituisca i tram mancanti, ma mi viene risposto (in maniera molto cafona) che è una cosa impossibile e che se avessi avuto problemi, avrei potuto aprire un reclamo al servizio clienti, ma non mi viene dato né un numero di telefono né nessun altra indicazione, mi viene detto, -venga qui che ne parliamo-…Alle ore 15.15 passa il Tram.
Detto questo, tragga lei le considerazioni che meglio ritiene opportune, ma credo che il vostro -core- siano i clienti passeggeri, quella gente che, per un motivo o per un altro decide di prendere i
mezzi pubblici per andare nei vari posti, a lavoro, a divertirsi ecc ecc.
Io credo che quello che è successo oggi denota una assoluta mancanza di rispetto per chi, come me, oggi ha preso i mezzi pubblici per spostarsi; io ho 32 anni è più meno sopporto il caldo, ma chi è
anziano e deve aspettare 50 minuti in piedi sotto le pensiline rischia qualcosina in più….
Certo è vero le vetture si possono rompere, gli autisti si possono ammalare, possono scioperare, può cadere un meteorite e altro ancora, ma nessuno, penso, vi impedisce di non trattare l’utenza con i piedi. Un vero servizio non si misura solo con la puntualità dei tram, ma dal rispetto per la gente, rispetto, categoria che forse ancora vi manca. Rispetto e buon senso.
Buon giornata
Dott. Pietro Giglio

