Ponte sullo Stretto. La proposta di Confapi per tutelare gli imprenditori della zona nord

Ponte sullo Stretto. La proposta di Confapi per tutelare gli imprenditori della zona nord

Ponte sullo Stretto. La proposta di Confapi per tutelare gli imprenditori della zona nord

sabato 07 Maggio 2011 - 08:05

Il delegato di Confapi Santino Arriva in audizione presso la Commissione consiliare Ponte per presentare un'idea progettuale che favorisca ricadute economiche positive anche i gestori di attività turistiche e di ristorazione, al momento dell'apertura dei cantieri

Grande fermento intorno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto a seguito della pubblicazione dei tirocini formativi riservati agli studenti degli Atenei di Messina e Reggio Calabria che dovrebbero rappresentare, ma il condizionale è assolutamente d’obbligo, il segnale del coinvolgimento delle forze intellettuali delle due sponde dello Stretto nel progetto. In attesa di scoprire quali saranno i riscontri concreti, procede anche il lavoro della Commissione Consiliare Ponte sullo Stretto, presieduta dall’ing. Nicola Barbalace, dove ieri è stato ricevuto ricevuto Santino Arria, delegato di Confapi Messina, associazione delle piccole e medie industrie private della Sicilia.

Quest’ultimo, in rappresentanza degli interessi degli imprenditori associati a Confapi proprietari di attività, turistiche o di ristorazione, nell’area di Capo Peloro e Torre Faro, ha presentato una proposta che mira a tutelare gli interessi dei gestori delle strutture alla luce di quelli che saranno gli stravolgimenti del territorio e delle attività ivi ricadenti, con l’apertura dei cantieri del Pone sullo Stretto. Secondo il progetto definitivo (si attende l’approvazione da parte della Stretto di Messina), quella porzione di Messina Nord sarà inevitabilmente soggetta ad un completa riorganizzazione che dovrà però tenere conto anche delle diverse esigenze di chi lì ha un’attività.

Per Arria, dunque, appare fondamentale pensare, anzi progettare in tempo, un piano che possa tutelare gli interessi economici degli operatori della zona, (unica alternativa rimangono gli espropri) in modo da avere ricadute economiche positive per il territorio e per l’intera collettività. Ciò va però di pari passo con la predisposizione del documento che riguarda invece la nuova viabilità dell’area, la cui accessibilità sarà nettamente limitata. La Commissione ha ascoltato la proposta e nelle prossime settimane di riserverà di analizzarne bene i contenuti. Ciò in vista della successiva presentazione del documento, riguardante proprio un’ipotesi di modello di sviluppo da poter seguire a Messina in vista della realizzazione della grande opera, che l’organismo consiliare presenterà in audizione al Ministero dei Lavori Pubblici.

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