Dalle buche e il Pnrr alla sanità e al tram, 7 giorni d'ordinaria follia segnati dal dolore
di Marco Olivieri
MESSINA – 7 giorni d’ordinaria follia e l‘alfabeto della settimana: due rubriche che si fondono.
A come amore nonostante tutto.Amore come forma di resistenza mentre Messina e Roma sono accomunate dai femminicidi. Il mondo in guerra: dalle follie di Trump agli orrori delle guerre a Gaza e in Ucraina. E, in mezzo a tanta crudeltà, serve un progetto politico all’altezza di un’Europa da rifondare. Con al centro la politica, lo Stato sociale e i diritti. E non la corsa al riarmo.
B come buche. Dai globale al locale. Una vera e propria emergenza che tocca un tema centrale: la cura del territorio. La vigilanza sui lavori fatti e su quelli da fare. Su questo serve un salto di qualità da parte di chi amministra.
C e F. C come Campanella: Sara e la sua famiglia a cui vanno un pensiero e un abbraccio. C come corteo: servono anche i momenti collettivi, come quello dei giorni scorsi con la fiaccolata, come invito a un lavoro quotidiano. A un impegno costante sul piano educativo e culturale. F come femminicidio. F come ferita per Messina e l’Italia. F come futuro negato a Sara Campanella.
D come dazi. G come guerra. G come Gaza. G come governanti dissennati: da Netanyahu e Orban a Putin e Trump. R come riarmo. U come Ucraina. Ma che brutta musica viene dal mondo. Servono anticorpi democratici, politici e diplomatici.
Le incertezze del Pnrr e la sanià pubblica in crisi
P come Piano nazionale ripresa e resilienza. Un Pnrr che registra fortissimi ritardi dei Comuni rispetto alla scadenza del marzo 2026. Il rischio di perdere i fondi del Pinqua, a Messina, a Bisconte, Fondo Fucile e Annunziata, è oggettivo. E si mescola pure alle incertezze sul progetto del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare in zone che necessitano di una riqualificazione urbana. E di una nuova idea di città.
S come sanità. Scrivevamo la scorsa domenica: il caso dell’Asp di Trapani e degli oltre 3000 esami istologici non refertati, al di là del procedimento di decadenza per il dg messinese Fernando Croce, che cosa rivela? Una profonda crisi di sistema e la necessità di un ripensamento radicale in tema di sanità pubblica. E questa settimana, a rivelare ancora di più una situazione allarmante, è stato il report della Cgil di Messina: è allarme ritardi Pnrr per 21 Case e sei ospedali di comunità da realizzare nel Messinese. La scadenza è il marzo 2026 per istituire queste strutture che dovrebbero rivoluzionare la sanità in Sicilia. Il soggetto attuatore è l’Asp, delegata dalla Regione siciliana. “E non ci sono risorse per selezionare il personale”.
Insomma, la sanità pubblica è sempre più in crisi e l’idea di una riorganizzazione territoriale arranca. E tutto questo è inaccettabile. Verrebbe da scrivere non ci resta che piangere. Ma bisogna lottare per una sanità pubblica all’altezza, su misura di ogni essere umano.
T come tram e V come viabilità. Tra polemiche e proposte, dall’8 aprile partono i lavori sul viale San Martino. E, di certo, questa è una città ancora intasata dalle auto e che va ripensata in profondità con al centro la qualità della vita.
Buona domenica, nonostante tutto.
