Alessandro Russo: "Il Pd cammina tra i cadaveri e non si può fare finta di niente"

Alessandro Russo: “Il Pd cammina tra i cadaveri e non si può fare finta di niente”

Marco Olivieri

Alessandro Russo: “Il Pd cammina tra i cadaveri e non si può fare finta di niente”

sabato 30 Maggio 2026 - 14:00

Il consigliere rieletto. "Per il nostro elettorato non siamo credibili. Barbagallo è a favore dell'accordo con De Luca? Lo spieghi a Messina"

di Marco Olivieri

MESSINA – Alessandro Russo, lei, con oltre 1200 voti, è arrivato secondo nella lista del Partito democratico alle amministrative a Messina. E sarà consigliere comunale d’opposizione a Palazzo Zanca. Ma è molto critico nei confronti della gestione del Pd e del centrosinistra in relazione al voto. E ha parlato di disastro annunciato…

“Esiste un problema politico e non possiamo fare finta di niente. Una parte del nostro elettorato ha votato come sindaco Federico Basile. E una parte è rimasta a casa”.

Ma la vostra candidata sindaca, Antonella Russo, ricorda che lei ha preso il 12.22%, mentre le due liste di centrosinistra l’11.57%. Quindi, seppure con un risultato oggettivamente insoddisfacente, la candidata ha preso qualcosa di più…

“Dobbiamo vedere per forza qualcosa di positivo, insomma. Io, invece, sono più dell’idea di guardare in faccia la realtà. Se valutiamo il metro di questa elezione soltanto sul dato del risultato, allora ci possiamo accontentare anche del prefisso internazionale di Antigua e Barbuda .Oppure possiamo festeggiare i tre seggi del Pd (Mariella Perrone, Alessandro Russo, Antonella Russo, n.d.r.). Io ho un approccio più politico. E mi rendo conto che la realtà ci sta prendendo a schiaffi perché è sparito il centrosinistra. Resta il Pd che cammina tra i cadaveri. Ora, una dirigenza di partito deve porsi il problema non tanto della credibilità del percorso politico, che viene immaginato e viene proposto, ma di quello che accade attorno alla coalizione. Perché, così facendo, non torneremo mai in nessun modo a essere competitivi. Quindi mi devo porre il problema del perché il mio elettorato sparisce o si sposta su Basile. Perché chi non vede questo dato fa finta di non vederlo. Vive in un’altra realtà”.

Di fatto il Partito democratico è fragilissimo ma con i suoi tre consiglieri esiste. Il resto del campo largo è inesistente a Messina…

“Esatto. E quello è un tema dei partiti del campo largo. Ma noi del Partito democratico dobbiamo costruire un percorso politico che ci dia una volta per tutte una connotazione politica”.

Ribadisce che non chiede la “testa” del segretario provinciale Armando Hyerace?

“Il percorso congressuale è finito. Per me Hyerace e questo mondo possono continuare a governare serenamente questo partito. Chiedere la testa significa sparare sulla Croce Rossa. Chiedo però ai dirigenti del Pd locali e palermitani di aprire le porte sulla realtà. Lo ripeto: la realtà ci sta prendendo a schiaffi”.

Quindi lei è perplesso quando il segretario regionale Anthony Barbagallo mostra soddisfazione per i tre seggi a Messina?

“Sì, non ha senso. E corrisponde a quella logica da festeggiamento, in ambito aritmetico, per vedere necessariamente un qualcosa di positivo. Ma io da dirigente di partito, prima che da eletto, ho paura che stiamo perdendo un’occasione. Non riusciamo a interpretare quello che ci sta dicendo il nostro elettorato”.

E che cosa vi dice il vostro elettorato?

“Che non abbiamo un messaggio chiaro. Mancano al Pd visione politica e progetto. E manca il progetto politico del centrosinistra. Sia chiaro, non si costruisce in due mesi e siamo tutti corresponsabili. Non esiste un colpevole. Il nostro popolo non ci comprende più e di solito il popolo capisce meglio questo tipo di situazioni rispetto ai dirigenti politici. Da una parte, noi a Messina diciamo di essere alternativi al sistema De Luca e Basile. Dall’altro, la dirigenza regionale, in alcune zone, si allea con Sud chiama Nord”.

Per lei, da Barbagallo ai dirigenti locali, tutti ignorano la realtà?

“Sta sparendo il nostro mondo di riferimento e non si può fare finta di niente. Il Pd siciliano, con il segretario regionale Barbagallo, sta perseguendo una scelta politica? L’accordo in alcune amministrazioni con De Luca prelude a un’intesa politica più ampia (a livello regionale e nazionale, nd.r.)? Che lo spieghino venendo a Messina. Perché io non posso chiedere il voto per me e per il Partito democratico, come alternativi a Basile, quando poi altrove ci si accorda. La gente non ci percepisce più come qualcosa di credibile. La preoccupazione dovrebbe essere questa. Non possiamo fare finta di niente. In queste condizioni, il nostro elettorato o resta a casa o vota l’originale. Ovvero Basile”.

Ma secondo lei perché una parte di elettori progressisti ha votato Basile?

“Volente o nolente, è stata percepita come un’amministrazione che nell’ordinarietà ha agito, fatto le cose. Ha avuto una marea di soldi, ha attivato un sacco di progetti, e possiamo discutere su come le ha fatte, ma nel sentire comune è percepita come un’amministrazione fattiva. Allora noi dovremmo essere in grado di spiegare perché non ne condividiamo l’impostazione e dovremmo proporre un modello alternativo. Non possiamo chiudere completamente le finestre di fronte a questa percezione comune che c’è in città e fare finta che non esista, perché altrimenti diamo l’impressione di quelli che non comprendono il nostro elettorato. Chi ha fatto campagna elettorale ha sempre percepito questa sensazione. Questo atteggiamento del nostro elettorato. Dobbiamo immaginare e proporre un’idea diversa di città”.

2 commenti

  1. Mi sono sempre chiesto, ma perché non ti fai un partito tuo. Io credo che uno dei problemi di fondo sei tu nel PD. Poi anche a livello regionale sono dei signor poltrona. Ma non ti ho visto fare campagna elettorale per il PD. Mentre ti ho visto fare guerra perché non ti hanno eletto segretario provinciale e guerra perché non ti hanno scelto come candidato sindaco.

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  2. “Volente o nolente, (l’amministrazione Basile) è stata percepita come un’amministrazione che nell’ordinarietà ha agito,”
    Giusto. Io non ho votato Basile ma la percezione, anzi, il sentire comune, da me ampiamente condiviso, è proprio questo. E ho votato PD come tristissimo voto di testimonianza, perfettamente cosciente dell’inutilita’ di farmi rappresentare da gente che parla di aria fritta e che non riesce proprio ad avere una visione intelligente del futuro ne’ a calarsi pragmaticamente nei problemi quotidiani delle persone.

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