Atm, pesanti ombre sulle assunzioni dei 30 autisti. Scatta la diffida degli esclusi - Tempo Stretto

Atm, pesanti ombre sulle assunzioni dei 30 autisti. Scatta la diffida degli esclusi

Francesca Stornante

Atm, pesanti ombre sulle assunzioni dei 30 autisti. Scatta la diffida degli esclusi

venerdì 13 Settembre 2019 - 07:30
Atm, pesanti ombre sulle assunzioni dei 30 autisti. Scatta la diffida degli esclusi

Ci sarebbero degli errori commessi dalla commissione Atm nella graduatoria che ha portato alle assunzioni. Ecco tutti i casi segnalati

Pesanti ombre si abbattono sulle 30 assunzioni di autisti all’Atm. Dopo uno stop che si è trascinato per quasi un anno, le polemiche e i veleni sugli ex interinali, le difficoltà in cui si è trovata l’azienda per gravi carenze di autisti, finalmente sembrava essersi sbloccato tutto.

La selezione per i 30 autisti

L’Atm aveva deciso di ricorrere al Centro per l’Impiego per 30 assunzioni di autisti a tempo determinato. La prima graduatoria era stata stilata proprio dal Centro per l’Impiego prevalentemente sui requisiti di reddito di ogni partecipante. Poi la palla è passata ad Atm che attraverso una sua commissione ha valutato gli aspiranti autisti su criteri specifici. Come un minimo di esperienza nel trasporto pubblico locale di almeno 6 mesi e possesso di adeguata patente e Certificato per il trasporto dei passeggeri.

Il caso contenziosi

In mezzo c’era anche l’assenza di contenzioso con l’azienda trasporti. Su questo fronte è già stata avviata una battaglia legale, perché ci sono autisti che hanno vinto la selezione ma avevano cause in corso e dunque per ottenere il posto avrebbero dovuto rinunciare al contenzioso. E stanno lottando per eliminare quel requisito considerato illegittimo e discriminatorio.

Assunti senza requisiti

Ma c’è di più. Perché a quanto pare sono stati fatti degli errori nella graduatoria finale. Ci sarebbero alcuni candidati che hanno dichiarato il falso o che non avrebbero i requisiti che chiedeva Atm. Candidati che però sono rientrati tra i 30 assunti. Chi è rimasto fuori non ci sta. C’è uno degli aspiranti autisti rimasto fuori da questa selezione che ha intenzione di andare fino in fondo per dimostrare che quella graduatoria finale di Atm è sbagliata. E che tra i 30 ci sono delle persone che hanno scavalcato altre che invece avrebbero avuto più diritto.

La diffida di un escluso

Uno di questi candidati rimasti esclusi ha presentato formale diffida all’Atm. Si chiede di «voler rivedere la graduatoria sulla regolarità dei requisiti richiesti, poiché risultano gravi violazioni». Una diffida confezionata dopo aver chiesto un accesso agli atti e aver verificato una per una le dichiarazioni e le posizioni di tutti i partecipanti. La diffida è stata inviata anche alla Guardia di Finanza, al sindaco De Luca, a tutti gli assessori e al consiglio comunale.

Sei casi segnalati

I casi segnalati sono precisamente sei e la lente di ingrandimento è sulle dichiarazioni reddituali fatte al Centro per l’Impiego e alle valutazioni poi effettuate dalla commissione di Atm.

I presunti errori

Ci sarebbero per esempio degli assunti che hanno dichiarato esperienza lavorativa in aziende di Traporto pubblico locale (Tpl) a Malta ma che hanno dichiarato in Italia reddito zero ottenendo un punteggio migliore al Centro per l’Impiego. Senza considerare che a Malta la guida è a destra e non a sinistra. Ci sarebbe un caso di esperienza lavorativa vantata anche presso il Ministero della Difesa come servizio militare, ma non è un requisito che dal punto di vista legislativo può essere equiparato all’esperienza richiesta per il Tpl. Poi tra questi c’è anche chi vanta come esperienza lavorativa la guida presso una ditta di noleggio. Ma anche in questo caso il requisito non dovrebbe corrispondere a quello richiesto. Nella maggior parte dei casi segnalati inoltre si dimostrerebbe con carte alla mano che nessuno ha in attivo i 180 giorni richiesti di esperienza in Tpl.

Insomma, ci sarebbero falle nella graduatoria stilata dal Centro per l’Impiego per false dichiarazioni reddituali, per i casi dei redditi maturati all’estero. A meno che non hanno lavorato gratuitamente a Malta. Ma soprattutto ci sarebbero falle ancora più grandi nel lavoro successivo fatto dalla commissione Atm che invece aveva a disposizione tutta la documentazione e non ha “visto” alcune incongruenze. Una per esempio è lampante: come può aver lavorato una persona a Malta per diversi mesi nel 2017 e non aver guadagnato un centesimo?

Le anomalie segnalate sono tante e descritte con precisione e dovizia di particolari. La diffida è stata depositata all’Atm e la commissione dei liquidatori ha assicurato che valuterà con attenzione tutte le carte. Nei giorni scorsi in conferenza stampa il commissario Fabrizio Gemelli aveva già parlato di segnalazioni informali da verificare. Adesso c’è una precisa diffida formale e dunque l’Atm dovrà rispondere. Altrimenti scatterà un ricorso legale.

Francesca Stornante

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Un commento

  1. Dirà anche questo al prossimo comizio in piazza?

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