Mentre la Procura insiste per i domiciliari, i difensori ne negano la necessità e annunciano la richiesta di trasferimento del docente di Unime
MESSINA – L’indagine della Procura di Messina sui rimborsi richiesti e ottenuti dall’ex rettore di Unime Salvatore Cuzzocrea. Oggi la discussione del Riesame. Titolari dell’inchiesta sono le pm Liliana Todaro e Roberta La Speme, coordinate dalla vicaria Rosa Raffa, che hanno insistito per i domiciliari nei confronti del docente universitario ed ex direttore del dipartimento di Farmacia. Domiciliari negati invece dal giudice per le indagini preliminari Eugenio Fiorentino. A difendere il professore Cuzzocrea gli avvocati Giorgio Perroni ed Elena Florio, che hanno presentato una memoria difensiva in contrapposizione con l’appello della Procura. Ovviamente i due fronti si contrappongono riguardo alla necessità o meno degli elementi cautelari, per gli arresti domiciliari, sul piano dell’inquinamento probatorio e della reiterazione del reato.
La valutazione spetta ora al collegio presieduto dalla giudice Maria Vermiglio e formato dai magistrati Lia Silipigni e Antonino Aliberti. Nel frattempo, i difensori hanno comunicato l’intenzione del docente di lasciare l’università di Messina. con una richiesta di trasferimento in mobilità già inviata alle università Kore di Enna e Link Campus di Roma e Catania. Intanto il professore Cuzzocrea ha chiesto il congedo per un anno o l’aspettativa, dal 2 gennaio al 31 dicembre 2026, prima che si trovi una soluzione definitiva con la sostituzione di un collega disponibile, dedicandosi così all’ateneo romano Link Campus.
A fine novembre I finanzieri del Comando provinciale di Messina, su delega della Procura di Messina, hanno eseguito il decreto con il quale il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina ha disposto il sequestro di oltre un milione e seicentomila euro nei suoi confronti.
L’ordinanza del gip Fiorentino sul sistema di rimborso spese
ll tutto oltre al sequestro preventivo, adottato in via di urgenza, di oltre 860mila euro. L’accusa riguarda la presentazione di scontrini fiscali per acquisti che, secondo gli inquirenti, riguardano spese personali; la richiesta di rimborso di missioni ufficialmente per attività di ricerca ma collegate alla presenza in eventi ippici. Osserva il gip Eugenio Fiorentino in 700 pagine di ordinanza: “Tramite il cosiddetto rimborso spese” si è “aggirato il sistema ordinario di uso dei fondi di ricerca e rendicontazione”. E, per gli inquirenti, così facendo, ci si appropriava “di ingenti somme di denaro mediante l’uso di documentazione contabile artefatta, gonfiata o non inerente al progetto”.
La battaglia giuridica tra difesa e accusa è solo all’inizio.
