Al vaglio la "totale assenza di controlli" sulle spese. In 3 saranno interrogati. Confermeranno le accuse o ritratteranno?
Messina – Saranno ascoltati oggi gli ex dirigenti amministrativi del dipartimento universitario Chibiofarm coinvolti nell’indagine sui rimborsi dell’ex rettore Salvatore Cuzzocrea e già ascoltati dagli investigatori durante i primi accertamenti. Adesso il pool di magistrati che conduce la discovery, coordinati dalla procuratrice vicaria Rosa Raffa, vuole approfondire il capitolo relativo a quella che il giudice per le indagini preliminari definisce come una “totale assenza di controlli” da parte dei funzionari delegati ad accertare la regolarità delle spese del Dipartimento diretto dall’allora Magnifico.
Tre indagati
La segretaria amministrativa del Dipartimento Leonarda Urzì, in carica fino al 2022, il segretario amministrativo (2022-2023) Antonino Zagami e il direttore (fino al 2023) Sebastiano Campagna hanno ricevuto un avviso a comparire e saranno interrogati, alla presenza dei difensori, sui fatti già ricostruiti nel provvedimento di sequestro e che fanno ipotizzare a loro carico il concorso, con Cuzzocrea, di peculato e falso. In sostanza l’accusa è aver avallato i mandati di pagamento di quei rimborsi che, secondo l’ipotesi di lavoro della Procura, erano basati su documenti falsi o per spese non attinenti alle attività del Dipartimento di Chimica e Biologia dell’Università di Messina.
Le dichiarazioni sulle spese dell’ex rettore
Nel primo faccia a faccia con le fiamme gialle, i tre hanno in qualche modo spiegato di aver “subito” il volere dell’allora rettore, pur avendo notato e avendo fatto notare a lui gli importi eccedenti, in alcuni casi. “Una volta col direttore del dipartimento Sebastiano Campagna, ne avevamo discusso con Cuzzocrea, facendo notare che le somme richieste a rimborso erano ingenti.
Attesa per gli interrogatori
Ma lui non aveva voluto sentire ragioni, dicendo che le sue erano spese necessarie”, ha detto la Urzì agli investigatori, in un passo delle dichiarazioni riportate nel provvedimento di sequestro dal giudice Eugenio Fiorentino. Diciotto i progetti il cui rendiconto è stato accompagnato da pezze d’appoggio che hanno gonfiato le spese, secondo la Procura, per un importo di poco più di un milione 600 mila euro.
C’è attesa adesso per l’esito dei loro interrogatori. Confermeranno la prima versione, contribuendo a “blindare” le accuse contro il rettore, o ritratteranno? Quale sarà la conclusione della Procura rispetto al loro ruolo effettivo nei fatti che configurerebbero reato? Saranno gli sviluppi delle indagini a chiarlo.
