Dal 2013 perde le elezioni per il sindaco in città e resiste ma non convince con forze politiche sempre più stanche. In linea con gli scricchiolii in Sicilia
di Marco Olivieri
MESSINA – Dal 2013 non riesce ad eleggere un sindaco a Messina. Renato Accorinti, Cateno De Luca e ora per due volte Federico Basile hanno battuto il candidato di quella che un tempo era una corazzata. Il centrodestra si ferma in città al 29,84 per cento come coalizione. Il suo candidato sindaco, Marcello Scurria, ottiene il 26,9% contro il 58,42 di Federico Basile. Quattro anni fa Maurizio Croce, per il centrodestra, prese qualcosa in più: il 27,8%. E la coalizione, ora ferma al 29,84%, prese il 34 per cento. E senza la Lega, allora alleata di Basile.
Ora Forza Italia fuori dal Consiglio con il 3,49% è il simbolo della disfatta. A salvare la “casa” politica sono Fratelli d’Italia, ma solo al 7,58% (meno del Pd), e l’area genovesiana di Popolari e Autonomisti con il 7,46%. La Lega entra quasi per il rotto della cuffia con il 5,07%. E sei su sette presidenti dei Quartieri che vanno a Sud chiama Nord, a discapito del centrodestra, diventano un altro emblema del crollo in buona parte (ma non solo) dell’area che fa riferimento a Francantonio Genovese e al figlio Luigi.
Il voto, insomma, conferma un indebolimento di tutto il centrodestra. Da parte sua, Matilde Siracusano, come sponsor politico di Scurria, si è spesa in prima persona, portando in città una serie di ministri in campagna elettorale. In più, dal senatore Nino Germanà all’assessora regionale Elvira Amata, non è mancato il sostegno di messinesi con ruoli di responsabilità. E, rispetto al 2022, non c’è nemmeno l’alibi della divisione politica, dato che la Lega stavolta ha partecipato alla coalizione. Ma sull’altro versante l’esercito delle 15 liste di Sud chiama Nord ha avuto come percentuale il 57,16%, con tanto di premio di maggioranza e 20 consiglieri.
Una crisi di idee, di leadership e di organizzazione nel centrodestra messinese e siciliano
Così Matilde Siracusano ha commentato le dimissioni del coordinatore cittadino di FI Antonio Barbera: “Con la scelta di dimettersi, Barbera si è assunto la responsabilità politica del risultato deludente ottenuto da Forza Italia a Messina. Adesso ci aspettiamo che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, nella consapevolezza che determinati atteggiamenti e alcuni individualismi non abbiano certamente fatto bene alla nostra squadra, che, invece, nella competizione elettorale, avrebbe avuto bisogno di unità e del sostegno convinto di tutte le sue componenti”. Parole che confermano le lacerazioni dentro il partito, spaccato pure in Sicilia, e nella coalizione.
Ma il risultato a Messina, in primis, conferma la distanza della parlamentare e sottosegretaria, in termini di consensi, dalla sua città. Ed emerge una crisi di leadership, di idee e di organizzazione che viaggia in parallelo con gli scricchiolii della maggioranza all’Ars e ora alle amministrative in Sicilia. Come ricorda Mario Barresi su “la Sicilia”, il centrodestra nell’isola governava 13 dei 17 Comuni al voto con il proporzionale e ora si ritrova con appena sei sindaci eletti al primo turno.
Chi si conforta con alcuni risultati è il senatore Germanà, segretario regionale: “La Lega supera a pieni voti il voto per le amministrative in Sicilia. In tutte le città dove ci siamo presentati abbiamo superato abbondantemente la soglia di sbarramento, anche a Messina nonostante lo tsunami De Luca. In particolare ad Agrigento otteniamo il 6,40%, a Marsala il 5,63%, a Termini Imerese il 9,39%, a Bronte il 9,15% a San Giovanni La Punta il 6,51%, a Messina il 5,07% e a Carini il 7,05%. La Lega in Sicilia oggi è una realtà concreta a cui la gente dà fiducia, anche per la classe dirigente che sa esprimere”.
Barbagallo: “In Sicilia il centrodestra affonda”
Chi invece vede nell’indebolimento del centrosinistra, nei 71 Comuni dove si è votato, un’opportunità per il campo largo progressista è il segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagalo: “La Sicilia è sempre stata antesignana delle tendenze di voto. Lo è anche stavolta, rispetto anche al trend nazionale. Infatti, qui il centrodestra affonda, dilaniato e diviso, mentre la coalizione progressista attecchisce e si fortifica nei territori. Il Pd – che è resta il Partito di riferimento nel centrosinistra – cresce e si rafforza aumentando il dato di lista e il numero delle presenze nei consigli comunali. Civiche escluse, il Pd è il partito più votato a Marsala, Termini Imerese, Floridia e Lentini. E torniamo ad esprimere consiglieri comunali a Marsala, dove 5 anni fa la lista non superò lo sbarramento Milazzo e ad Agrigento. Nella città dei templi il Pd era assente in consiglio comunale da 15 anni. A Messina la scorsa volta alla fine dello spoglio vennero eletti 2 consiglieri, mentre adesso, in base ai nostri dati, passiamo a 3”.
“Alcuni dati: nei Comuni più popolosi dove si votava con il proporzionale lo schieramento di opposizione al governo regionale passa da 3 Comuni (Carini, Termini e Floridia) a 5 (Marsala, Termini, Floridia, Lentini, Enna). Più in generale, il centrodestra di governo amministrava 10 Comuni (Marsala, Villabate, Misilmeri, Barcellona, Milazzo, Agrigento, Augusta, Bronte, Ribera, Ispica) e oggi ne governa 4 (Ribera, Carini, Milazzo, Augusta). Tre i Comuni (su 71 al voto) al ballottaggio e tutti a guida centrodestra: Agrigento, Ispica e Bronte dove la partita è tutta da giocare al secondo turno. Una menzione per la mia Pedara – aggiunge Barbagallo – Comune di 15.000 abitanti dove viene riconfermato il sindaco Alfio Cristaudo, con oltre il 72% delle preferenze. Si impongono inoltre nostri sindaci uscenti a Polizzi e Mirto e vinciamo anche a Malfa, Sutera, Raccuglia e Caltavuturo”, conclude Barbagallo.
Il centrosinistra non incarna ancora una solida alternativa al centrodestra
Tuttavia, la risposta alla crisi del centrodestra non ha ancora trovato, sull’altro versante, un’alternativa solida. Ovvero una coalizione di centrosinistra, o campo largo, capace di essere innovativa e credibile sul piano della classe dirigente e del programma. Con un progetto politico chiaro e meritevole d’attrarre consensi, spingendo il popolo dell’astensione a tornare a votare. Ecco da dove deve ripartire l’area progressista se vuole davvero incarnare in Sicilia, e in Italia, un’ipotesi governativa di rottura rispetto all’eterno dominio del centrodestra.
Nella foto Scurria, il ministro Picheto Fratin, Siracusano e Germanà nella zona falcata a Messina.


Tutti a parlare dicendo delle grandissime cavolate, il voto per le elezioni locali quindi comunali principalmente non ha nessuna rilevanza a livello di voti per le politiche nazionali, non rientra nelle statistiche, a livello locale il voto sì basa molto su amicizie, conoscenza e clientelismo, non si vota il partito ma la persona facendo riferimento a Messina gli oltre mille e passa candidati si potevano presentare anche col simbolo di Hamas, o dell’Isis o anche del partito fancazzisti italiano li avrebbero votati lo stesso perché il voto ribadisco va alla persona non al simbolo con cui sono candidati. Quindi assolutamente farlocco parlare di sconfitta della destra e tenuta della sinistra non ha assolutamente senso.
Dimenticavo l’onorevole Barbagallo, che afferma che la destra affonda, è allora il Pd che fa va direttamente in apnea, della serie il bue da all’asino del cornuto
Vogliamo scommettere che presto l’ultimo a destra transiterà come la simpaticissima Ravetto in Futuro Nazionale?
Vogliamo scommettere che le spiegazioni che verranno fornite alla stampa saranno le medesime?
Ma il centro destra a messina chi ha presentato? Tutte candidature senza credenziali. Dico i partiti di centro destra come pretendono di avere credibilità se si fanno rappresentare da queste persone . E vale lo stesso per il centro sinistra. Messina è diventata una città senza colore politico perché nessuna delle due fazioni quando erano e sono al governo si sono spese per la città. Guardate palazzi come l’ex ospedale Margherita che è della regione oppure la casa dello studente . Sono letteralmente la prova che sia il governo regionale che quello nazionale non ci considera e lo fa anche con i suoi rappresentanti.
Aspettiamo x vedere in quale collegio si presenterà l onorevole Siracusano e in quale partito si iscriverá la senatrice Musolino.
Magari il problema di fondo è che i candidati delle coalizioni di centrodestra negli ultimi anni (vedi i vari Scurria, Navarra, Genovese) fino a poco tempo prima erano i candidati delle coalizioni di centrosinistra, tanto che entrambi, centrosinistra e centrodestra, si scoprono privi di identità e della conseguente capacità di rappresentanza. In una simile sceneggiatura farsesca entrano e vincono prima Accorinti, poi De Luca che, a differenza del primo, ha una struttura, un’intelligenza e una fame elettorale come pochi, oltre ad una indubbia capacità amministrativa. Se centrosinistra e centrodestra vogliono tornare a vincere devono ricostruirsi una identità ben identificabile nel territorio. In questo momento la compagine ideata da De Luca merita senza alcun dubbio la vittoria.
Pù che informazione sembra ormai un comunicato stampa riciclato…
Ma d’altronde Olivieri riesce sempre nell’impresa di non sorprendere mai.
Saluti
Sentitevi la canzone di G. Gaber…………..Quel testo oggi fondamentalmente lo hanno fatto EVAPORARE quelli di destra e quelli di sinistra…Cos’è la destra Cos’è la sinistra …..Altri tempi….
Quindi… la Siracusano a Messina è una semi sconosciuta.. Germanà non ne parliamo e poi sta con la lega e già questo la dice lunga.. Amata è sottoposta a indagine giudiziaria e poco o nulla ha fatto sul piano politico… ( senza parlare del mitico Genovese)
io penso che le nuove generazioni abbiano gli occhi aperti e siano stufe della vecchia classe politica che ha affossato e devastato la città negli ultimi anni..
Non è un c’era una volta… il centro destra ed il centro sinistra a messina ha presentato dei candidati che non avevano credenziali , autorevolezza e ne credibilità , dimostrazione del fatto che chi li ha appoggiati non sono elementi di spicco del prorprio partito ma persone che per i loro partiti sono l’ultima ruota del carro . La prova è che sia quando siamo stati amministrati sia dal centrodestra destra che dal centro sinistra hanno fatto solo disastri e hanno lasciato le macerie. Volte un esempio concreto guardate l’ex ospedale Margherita e la casa dello studente e fate due domande di come il colore politico considera la città di messina e i messinesi
Mentre invece la sinistra a Messina è con il vento in poppa. Troppo vento però fa naufragare. Un accenno alla Siracusano. Bisogna ammettere che è l’unica in parlamento a spendersi per Messina. Chi altri?
Sud chiama nord ha riempito quella distanza tra il palazzo e i cittadini, con fame e apparente voglia di fare tipico delle nuove formazioni politiche, quanto durerà non si sa, centro destra ormai sazio di potere si muove con fatica come un obeso che si presenta a una maratona, il centro sinistra è ingolfato con 1000 correnti al suo interno , ecco perché il fenomeno De Luca governerà ancora Messina per tanto tempo , perché parla 365 giorni l anno alla pancia dei cittadini spesso quelli che di politica non capiscono nulla,
Quando si scelgono i candidati sbagliati….. !”
Quando non si ha il coraggio di rinnovarsi nelle persone, nelle idee, nel fare vera politica, quella che interessa i cittadini….. !
Quando si pensa più ad attaccare gli avversari invece di presentare programmi degni di nota…….. !
Quando nei programmi di destra si segue il modello sbagliato di altri partiti…. !
Quando nel programma si parla di smontare quanto fatto dai predecessori, così facendo spreco di denaro……… !
Quando nel programma si parla di regalie per raccogliere voti, ma non si dice come si farà a sostenere gli introiti mancanti ……………… !
Insomma, prima ci si da la zappa sui piedi e poi compaiono le lacrime di coccodrillo.
Occorre fare molti passi avanti, aprirsi alle novità che i giovani propongono, capire che oggi non è ieri e che con il ieri non si va avanti.
Esprimo un mio parere : la famiglia Berlusconi sembra favorevole ad una coalizione di centro sinistra che comprenda anche il PD e Tajani ,con alcune sue affermazioni contrarie alla Lega e a una parte di Fratelli d’Italia ,sembra voler confermare tale ipotesi.Forza Italia si avvicina al centro sx e quindi gli elettori del centro destra non gradiscono .