Una lettera della scuola e i compagni con la sua foto sul petto per i funerali di Francesco Pantano
MESSINA – Il silenzio irreale della chiesa di San Francesco all’Immacolata, gremita per i funerali di Francesco Pantano, è rotto solo dai singhiozzi degli amici più stretti del tredicenne morto dopo la caduta dal monopattino alla rotatoria di Giostra.
Bambini in lacrime
Tredicenni, bambini, ragazzini ai quali è impossibile trattenere le lacrime, consolati da adulti che tentano di comporre il loro dolore per dare forza ai più piccoli. Per loro oggi doveva essere un giorno di gioia, il rientro a scuola, la ripresa della routine con i compagni di studio, sport, giochi.

Invece sono qui, inconsolabili, all’addio a uno di loro strappato alla vita troppo presto, in maniera tragica, in maniera per loro inspiegabile. Tredici anni sono pochi per fare i conti con la morte, lo confermano i loro volti, il loro strazio, le magliette bianche con la foto di Francesco, il letto di rose candide che copre il pavimento ai piedi dell’altare, il “Ciao Ciccio” urlato forte e liberatorio, all’uscita del feretro.
Amici, scuola e club sportivi si sono stretti intorno ai genitori di Francesco, alle sorelline e ai parenti. Presente anche una delegazione della Questura di Messina, dove il papà di Francesco era stato in servizio, e della scuola Verona Trento che il 13enne frequentava.
La lettera della scuola
È la sua docente di italiano a leggere una lettera che la scuola ha voluto scrivere per ricordarlo, condivisa con gli allievi.
“Ricorderemo la tua faccia da duro e la tua dolcezza, la determinazione e l’intraprendenza, la tua capacità di essere leader, la delicatezza con la quale ti sei impegnato per un compagno in difficoltà, l’amore con il quale ti sei preso cura di un amico animale per il quale hai versato lacrime amare. Siamo consapevoli che il dolore per il tuo addio non ci abbandonerà mai, ma sappiamo che il tuo sorriso consolerà i tuoi genitori e le tue sorelline”, ha detto l’insegnante.


