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Coronavirus, diario di bordo. Messina, città di sciatori a loro insaputa. De Luca come Gigliola Cinquetti

Rosaria Brancato

Coronavirus, diario di bordo. Messina, città di sciatori a loro insaputa. De Luca come Gigliola Cinquetti

venerdì 20 Marzo 2020 - 10:05
Coronavirus, diario di bordo. Messina, città di sciatori a loro insaputa. De Luca come Gigliola Cinquetti

Caro diario, ecco cosa è accaduto in questi giorni di quarantena a Messina. Benvenuti nella città di sciatori a loro insaputa e lanciatori di palle di fango

VENERDI’ 20 MARZO

Caro diario, dopo tanti giorni di quarantena ho nuove certezze. La prima è che sotto attacco più che le mie difese immunitarie è il mio colesterolo. Ho scoperto le gioie della vita di condominio e nella sola giornata di ieri ho ricevuto (a distanza e con tanto di mascherine), zeppole di San Giuseppe e torta al cioccolato e pere. Più che vietarmi l’accesso ai tabacchi per giocare il superenalotto il sindaco De Luca ormai dovrebbe vietarmi l’accesso al frigo. Ho maturato anche una lunga serie di certezze.

1-Messina, a dispetto delle apparenze è città di SCIATORI. 2-A fine quarantena dovrò curare i disturbi da ansia anti-De Luca. 3-Il gioco da tavolo più gettonato a Messina è il lancio della palla di fango.

Gli sciatori a loro insaputa

BENVENUTI A MESSINA CITTA’ DI SCIATORI A LORO INSAPUTA. Caro diario, ti avevo lasciato, il 17 marzo, alle prese con l’inizio della telenovela degli allegri sciatori in Trentino. Un best seller che sta appassionando le famiglie messinesi rintanate in casa. Li avevamo lasciati in “40” e in pochi giorni ne abbiamo scoperti 135, tra Trentino e Val d’Aosta. Tutti partiti tra fine febbraio e la prima settimana di marzo, mentre in Italia l’appello era “statibbi a casa”. Non sappiamo pertanto se nelle prossime ore si scoprirà che in tutte le località sciistiche si parlava dialetto messinese.

Cortina o Ntinnammari?

Man mano che i numeri aumentavano si è scatenata una “lotta di classe”, tra gli sciatori-Messina bene e i poveracci che al massimo sono andati a Ntinnammari a tirarsi palle di neve (e lo raccontano ancora perché l’ultima volta avvenne tempo fa). In realtà la rabbia non è perché i liberi professionisti e affini vanno in vacanza a sciare, ma perché, al rientro, hanno continuato a usare la stessa arroganza che ha contraddistinto il loro life style (ecco, mi hanno contagiato il linguaggio chic). Quello del marchese del Grillo per intenderci, “io sono io e voi non siete….”. Caro diario, a me non frega niente se sono ricchi, poveri o middle classe. Io sono ricchissima di valori, amici, amore. E mi basta. A me fa rabbia che tra loro ci siano medici e liberi professionisti in contatto con centinaia di persone che hanno messo a repentaglio la nostra salute.

Le black list

Il torneo del lancio della palla di fango. Ma il fenomeno che voglio raccontarti è un altro. In poche ore sono diventate virali decine di black list. Nel mio cellulare ne sono arrivate almeno 5 diverse, come le formazioni del Fantacalcio. Questo ce l’ho, questo mi manca. Se ti giro X e Y tu mi dai ZZ che è stato a Cortina…. Le black list sono la cartina di tornasole di una città che vive di rancori e invidie e usa la menzogna social per colpire l’altro. Mi è capitato che mentre in una chat davano il tizio X IN FIN DI VITA dall’altra il tizio X ufficializzava con tutti i mezzi possibili che la neve l’ha vista solo in tv. Il numero di sciatori è lievitato a 135 gran parte dei quali sono diventati come lo smemorato di Collegno. Scomparse dai profili facebook foto e selfie di settimane bianche sulla neve, anche datate 2001 per togliere ogni dubbio. “Madonna di Campiglio? E dov’è? E’ meta di pellegrinaggio?” Chi non si è autodenunciato rischia il linciaggio oltre che le denunce. A un certo punto, tra smentite, silenzi, messaggi facebook e audio, mi sono detta: VUOI VEDERE CHE A MADONNA DI CAMPIGLIO SONO ANDATA IO E NON LO SO? Già perché a un certo punto questi 135 sono diventati FANTASMI. Il 17 mattina Messina era città di sciatori, il 20 Messina è città di sciatori a loro insaputa. Con il clima che si è venuto a creare non escludo che gli sciatori, se si accorgono di avere sintomi, pur di evitare il linciaggio si cureranno da soli. “Cara, me lo trovi un tutorial dei medici di Whuan? Credo di avere un po’ di febbre”.

De Luca come Gigliola Cinquetti

Quanto a me mi sono iscritta all’ #interpretidiDelucafanclub. L’appuntamento serale con la diretta facebook del sindaco è meglio di Beautiful. Mi piazzo davanti al pc con tazza di ginseng, fetta di torta, e mi godo lo spettacolo. De Luca che sembra preso dalla tarantola in un crescendo di grida e le interpreti, impassibili, riescono a tradurre impeccabilmente nel linguaggio dei segni “u babbiu” “u passiu” “statibbi a casa”. De Luca sembra Gigliola Cinquetti che canta: “e questa è casa mia, e qui comando io, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va”. Da non perdere il diluvio di commenti. Al di là dei fan “viva il sinnico”, sono da oscar le liti tra commentatori e le battute di chi fa la telecronaca ironica. Insomma io seguo per lavoro la diretta e per passione “l’altra diretta”. Un po’ come “quelli che il calcio”.

Nightmare nello Stretto

Alla fine della quarantena sicuramente dovrò andare dallo psicologo per una serie di disturbi da ansia. Mi è venuto il panico da ordinanze e già alle 18 ho l’ansia su cosa mi sarà vietato, da chi e per quanto tempo. Ieri quando poi al telefono si è materializzata la voce del sindaco che mi urlava “statibbi acasa” ho avuto il desiderio di avere la mia coperta di Linus e iscrivermi al gruppo “ansiosi messinesi anonimi”. Ormai ho la certezza che il sindaco sarà come Freddy Krueger in Nightmare e spunterà nei miei sogni per vietarmi qualcosa. Soffro di nostalgie, mi manca tanto l’Eurospin di Villafranca, soprattutto perché all’uscita passavo dal lungomare ed era bellissimo d’inverno. Inoltre sono diventata allergica all’Herbalife, non appena vedo la tisana drenante mi viene l’ansia da prova costume.

Il pensiero positivo del 20 marzo

Il mio pensiero ribaltato è il cielo di oggi, la primavera che è entrata in casa mia. Tutto questo finirà e ne usciremo più forti. E ho scoperto che la chat del condominio è un modo per scoprire che le relazioni tra le persone sono importanti, sopratutto in momenti come questo.

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5 commenti

  1. Zeppole di San Giuseppe?
    Si chiamano SFINCI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. per la verita si chiamano “CRISPEDDI”

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  2. Grazie per avermi alleggerito l’animo! ?

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  3. Sebastiano Germanà 20 Marzo 2020 18:25

    Sempre ironica e pungente, ma con grande classe…chapeau !!!

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  4. Con accorinti tutta questa ansia non l’avremmo avuta e con la bandiera della pace il corona virus sarebbe fuggito.

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