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Coronavirus, lo sciatore e quella mail “scoperta” dal Comune dopo 10 giorni

Rosaria Brancato

Coronavirus, lo sciatore e quella mail “scoperta” dal Comune dopo 10 giorni

venerdì 20 Marzo 2020 - 16:26
Coronavirus, lo sciatore e quella mail “scoperta” dal Comune dopo 10 giorni

coronavirus- L'avvocato Velini, per conto dello sciatore ricoverato al Papardo, replica al sindaco. E si pone qualche domanda....

Nuova puntata nel botta e risposta tra l’avvocato Vincenzo Velini (che rappresenta lo sciatore ricoverato al Papardo per coronavirus) ed il sindaco. Nella diretta di ieri sera De Luca non ha risparmiato frecciate al libero professionista che faceva parte del gruppo di sciatori andati in Trentino e che adesso è ricoverato al Papardo. La replica del legale del paziente non si è fatta attendere.

La replica al sindaco

“Il mio assistito, con la nota trasmessa in data 18 marzo ha ritenuto- scrive l’avvocato Velini– nell’interesse di tutti, e nella trasparenza tanto da lei auspicata rendere noti, senza omissione alcuna, tutti gli spostamenti da lui compiuti, certo di rendere un servizio alla comunità. Sono lieto che abbia potuto accertare che quanto affermato nella mia missiva corrisponda al vero e che, al contempo, ne abbia dato atto nel corso della sua diretta. Detto ciò, non avrei immaginato che dedicasse così tanto spazio alla missiva inviataLe per conto del mio assistito nel corso della diretta che quotidianamente trasmette nell’interesse della città, per replicare ad una nota il cui unico intento era quello di fornire informazioni utili e preziose a quella collettività che sta tanto a cuore a tutti noi”

La mail scoperta 10 giorni dopo….

Il legale però sottolinea come, da quanto si è appreso in diretta facebook, fino a ieri sera NEANCHE IL COMUNE aveva visto la mail dal suo assistito regolarmente inviata al rientro. Forse anche a Palazzo Zanca quindi qualcosa non ha funzionato…. “Certo non mi aspettavo che vista l’emergenza sanitaria in atto e per la quale, a ragione, è richiesta a tutti i cittadini la massima attenzione e responsabilità, l’autodenuncia del mio assistito venisse “rinvenuta” a seguito alla mia nota ed aperta solamente dopo dieci giorni dal suo invio, circostanza che apre inquietanti interrogativi.

Quante denunce sono inevase?

Mi chiedo, invero- prosegue Velini- quante denunce sono ancora inevase ed a quanti cittadini che si sono autodenunciati, non sono state successivamente fornite le istruzioni necessarie sui comportamenti, adempimenti e prassi da rispettare, così come accaduto nel caso specifico. Il fatto che la denuncia del mio assistito,  non fosse completa, poco importa posto che, sino alla data di ieri non era mai stata neanche “rinvenuta”. Certamente se meritevole di integrazioni, il personale preposto avrebbe potuto chiederle tempestivamente e impedire, di fatto, la “libera”condotta del “signor X”.

Lo sciatore si è autosegnalato

Ed ancora, Egregio Signor Sindaco, non comprendo perché, nello spazio che ieri ha dedicato al caso in questione, abbia ritenuto di specificare che il “signor X” secondo quanto previsto dalla Sua ordinanza in materia di contenimento del contagio, avrebbe dovuto segnalare ad Asp e Medico di famiglia l’insorgere dei primi sintomi. Non lo comprendo perchè, come riportato su precedente nota da me inviata al rispettabile Comune del quale è a capo, tali segnalazioni risultano essere state regolarmente effettuate dal mio assistito, ma alcuna risposta gli è mai pervenuta dai destinatari.

Le 1000 mail inevase all’Asp

E a riprova di quanto affermato dal mio assistito, c’è la Sua giusta reprimenda al disservizio registrato negli uffici dell’azienda sanitaria, nei quali, come da Lei riferito, non sarebbero state scaricate oltre mille email di autodenuncia fatte all’ASP, dunque mai trasmesse agli uffici comunali. In tal senso trovo lodevole da parte Sua, denunciare i disservizi e la comunicazione carente tra Asp e Comune.

Sindaco lei non è un giudice

Credo che individuare il perché ciò sia accaduto, ed indagare per trovare quali minori quali maggiori responsabilità, ed attivarsi per evitare che ciò si ripeta in futuro, divenga prioritario su tutto, certamente più del perdere tempo prezioso per riscontrare una nota fatta con mero spirito di collaborazione ed i cui intenti sono stati, evidentemente travisati, posto che non è la S.V. l’organo preposto ad amministrare giustizia.

Mi chiedo, inoltre, se i toni da Lei utilizzati nei confronti del sottoscritto e del mio assistito, che anziché trincerarsi dietro omertosi silenzi, hanno cercato di fare un’operazione di trasparenza e collaborazione, siano utili a far sì che altri collaborino con le autorità sanitarie e giudiziarie nell’interesse di tutti o sortiscano l’esatto effetto contrario. Ovviamente non entrerò nel merito delle considerazioni legali operate nel corso della Sua diretta non essendo quella e questa la sede competente.

Anche se mai avrei ritenuto di doverlo fare chiarisco, infine, all’assessore Musolino di avere inserito nella mia nota il nome del mio assistito, non per stoltezza, ma ovviamente per rendere noto alle autorità in indirizzo e solo ad esse, Le generalità del soggetto in argomento. Non volendo più entrare in sterili polemiche ribadisco la più ampia disponibilità del mio assistito e del sottoscritto a fornire ogni più ampia collaborazione alle autorità competenti. (avvocato Vincenzo Velini)

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