Sono attivisti di Ultima Generazione. Quel giorno scoppiò il caso Fabrizio Bertè, il cronista fermato e perquisito dalla Digos
Messina – Ci sarà il processo per i cinque attivisti di Ultima Generazione identificati e denunciati dalla Digos per il corteo del 6 novembre 2023 a Messina.
Il caso Bertè
Quel giorno in via Garibaldi la manifestazione No Ponte sfiorò attimi di tensione tra la Polizia e gli attivisti ma soprattutto scoppiò il caso Fabrizio Bertè. Il corrispondente messinese di Repubblica venne fermato, portato in Questura e perquisito mentre filmava in corteo. Sull’episodio ci fu anche una interrogazione parlamentare e la Questura messinese cambiò dirigence.
Il corteo No Ponte
I cinque attivisti di Ultima Generazione sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Messina che ne ha disposto il rinvio a giudizio per blocco stradale. Il processo comincerà il prossimo autunno. L’accusa nasce dal blocco momentaneo che i manifestanti montarono alla cortina del Porto, durante il corteo.
Il fondo riparazione
I sei cittadini aderenti alla campagna “Fondo riparazione”, promossa da Ultima Generazione, hanno effettuato l’azione di disobbedienza civile nonviolenta per chiedere un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato.

effetto decreto sicurezza tutti al tribunale tutti al tribunale a farsi condannare
Se le forze progressiste e liberali avessero fatto politica reale e avessero difeso le libertà conquistate spesso a duro prezzo, a quest’ora non avremmo un padrone assoluto che, in forza dei voti può agire indisturbato, democraticamente indisturbato, e trasformare un paese libero in uno stato di polizia e per quanto riguarda Messina nel più allettante cantiere di movimento terra.
Sicuramente non li arresteranno, ma speriamo che il processo gli costi il un bel po’ di soldi, così la prossima volta la strada non la bloccano più.